La morte silenziosa del centro storico di Modica: la chiusura della Latteria scuote il comitato

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MODICA, 01 Settembre 2026 – La chiusura della Latteria, storico caffè del centro, non rappresenta soltanto la fine di un’attività commerciale, ma un duro colpo alla tenuta sociale ed economica dell’intero quartiere. Il grido d’allarme arriva da una componente del comitato sul centro storico, la quale partecipa da mesi ai tavoli tecnici e alle riunioni istituzionali convocate per arginare la crisi del commercio cittadino. Di fronte all’ennesima serrata, il sentimento prevalente è lo sconforto misto a rabbia: «Mi viene da piangere, un’altra chiusura di una gravità inaudita».

La Latteria non era un esercizio qualunque, bensì un presidio e un punto di riferimento capace di tenere accesa una luce in un cuore urbano segnato da una lenta e inesorabile erosione. Tuttavia, questo epilogo giunge al termine di mesi trascorsi tra incontri, verbali, aggiornamenti, richieste di chiarimenti e continui rinvii. Una trafila burocratica che ha scatenato la dura polemica della rappresentante del comitato: «Durante il consiglio comunale aperto di cinque mesi fa e durante ogni singola riunione al tavolo tecnico, ho sempre mostrato fastidio per le lungaggini, per i punti all’ordine del giorno, per il rileggere i verbali, le pec, i “dobbiamo vedere”. Ricordavo sempre che bisognava fare delle cose subito, piccole ma importanti».

Un’esigenza di concretezza che, stando ai racconti, si è spesso scontrata con la freddezza delle istituzioni: «Addirittura venivo rimproverata di creare agitazione, che non facevo parlare, che con me non era possibile fare le cose con metodo… solo perché ricordavo che ogni mese che passava qualche attività arrivava al limite». Nel frattempo, mentre la discussione si impantanava tra verbali e rinvii, esercenti e residenti continuavano a fare i conti con collaboratori da pagare, affitti e notti insonni.

Il caso della Latteria diventa così l’emblema di un malessere collettivo e di una crescente sfiducia che serpeggia tra i cittadini. «Molti hanno scritto e continuano a scrivere: “Ve lo avevamo detto, non vengo perché tanto non serve a niente”. Bene, e quindi accettiamo tutto questo?» si chiede retoricamente la componente del comitato, evidenziando il pericolo di una resa che condannerebbe il centro storico a un destino già scritto.

Da qui la scelta di non cedere all’immobilismo, lanciando un invito tanto semplice quanto diretto: «Chiunque crede ancora che occorre fare qualcosa, vi aspetto in libreria. Parliamo, capiamo cosa possiamo fare, perché anche nella desolazione assoluta si può ancora fare. Non rassegniamoci, dobbiamo solo collaborare». Un’esortazione a ritrovarsi e a fare quadrato, affinché la saracinesca abbassata di un locale storico non si trasformi nell’ultimo atto di una comunità rassegnata all’abbandono.

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50 commenti su “La morte silenziosa del centro storico di Modica: la chiusura della Latteria scuote il comitato”

  1. L’amministrazione non incentiva le nuove aperture e non aiuta chi ancora tenta di resistere, per di più i proprietari pretendono cifre di affitto da capogiro : ecco il risultato.
    Ai proprietari dico che dovrete pagare le tasse Imu, Tari e quant’altro per decenni senza beccare un euro in introito, all’amministrazione dico, ci vediamo alle prossime elezioni!

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  2. Ma come fa la Sindaca a non avere vergogna e notti insonni se questi sono i risultati sconvolgenti di una amministrazione fallimentare, di cui alcuno prova vergogna ! fare gli scatoloni e uscire di corsa da palazzo san Domenico.!!!Certo rimanere disoccupati economicamente è pesante per gente abituata a incassare senza meriti.Ma la Città deve rinascere e recuperare dignità.La Signora e tutto il seguito devono correre a gambe levate.Ma con quale faccia e coraggio può ancora affrontare una realtà deprimente e offensiva per la Città e i cittadini.

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  3. Leggere questa notizia mi rattrista! Parecchio! Mi rattrista perchè da cittadino dell’ 81 sto assistendo a un declino Marciante della mia amata Modica, quel salotto per bene rimasto all’ombra, abbandonato a se stesso, in mano agli “invasori” che OGGI pretendono di essere gli unici padroni del caso! Che vergona cari concittadini! Un INBOCCAALUPO grandissimo ai ragazzi… per la “politica locale”… un Augurio… CI VEDAMO ALLE PROSSIME ELEZIONI; statene certi! Fidatevi… il MODICANO per bene si è rotto le scatole, veramente!

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  4. Era una morte annunciata e anche da parecchio tempo! Con la latteria se ne va anche il cuore di Modica tanto caro anche a Geusaldo Bufalino, a proposito di cultura e volano economico.
    UNA VERGOGNA COLOSSALE, che si faranno scivolare addosso come tutto il resto.

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  5. Il centro storico muore per causa di questa inutile amministrazione buona solo a scaldare le varie poltrone.

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  6. Ormai il centro storico di Modica sta morendo, non servono tavoli tecnici o riunioni, ormai è troppo tardi, ormai è troppo tardi…a Modica bassa c’è troppo degrado, la fontana di piazza Corrado RIZZONE è da molto tempo che non funziona, la bambinopoli di viale MEDAGLIE d’oro è diventata un campo di calcio, tutti i negozi stanno chiudendo, e poi è piena di extracomunitari spesso UBRIACHI che LITIGANO TRA di loro, SFRECCIANO CON I MONOPATTINI SUI MARCIAPIEDI RISCHIANDO DI INVESTIRE I PEDONI, ci sono sempre risse, le auto vengono spesso vandalizzate e danneggiate…PASSEGGIARE a Modica Bassa è diventato pericoloso…ORMAI È TROPPO TARDI…ABBIAMO ROVINATO IL NOSTRO CENTRO STORICO…PECCATO !

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  7. Pietro Giorgio Maria

    Però mi chiedo perché in alcune attività è necessario fare la fila per un tavolo. Certamente da metà settimana in poi non sempre. Zona bassa del Corso zona mediana e medio alta e via Marchesa Tedeschi perfino viale Medaglie d’Oro. Mah chissà perché in zona Piazza Matteotti c’è la desertificazione. Piazza sempre piena in passato di gente e tantissimi giovani oggi vuota zero giovani. Nulla è valso spostare il capolinea dei trenini in piazza il turista sale scende e velocemente si sposta in altre zone del centro. No un risultato lo ha ottenuto fare diminuire le presenze anche nella zona S. Pietro nel tratto di corso solitamente isola pedonale e frequentatissimo prima. Complice la inopportuna chiusura serale del Duomo Chiesa Madre UNESCO e nelle ore di apertura il ticket … ho detto tutto … la presenza della Chiesa aperta era una calamita per i visitatori della città e spostava flotte di turisti e forestieri in quell’area gente che poi si spostava non solo dal Duomo a salire ma anche nella parte bassa del corso precisando ovviamente che il percorso Unesco Duomo S. Pietro duomo San Giorgio è sempre trafficato per nostra fortuna la bellezza ancora resiste ed è apprezzata. San Giorgio sempre aperto anche serale fino a tarda ora solo offerte libere. Certo chè il Comune deve fare di più intanto pavimentare il Corso dalla Guardia di Finanza al Magistrale zona chè è un unicum continuo di buche avvallamenti cunette … strada vergognosa ai lati palazzi splenditi …già. Intervenire per calmierare i costi di affitto dei locali e la tassazione. Elargire ad alcune Chiese nel periodo estivo piccole somme per consentire la copertura della spese per aperture serali. Diminuire un po di luminarie e fuochi ecc. nelle decine di feste periferiche e parrocchiali ed investire nelle aperture delle principali Chiese del centro e perché no anche dei tanti musei no sarebbe male e poi i contributi per queste cose ci sono altri comuni nello stivale li chiedono e ottengono. Mettete ordine nell’ occupazione delle aree pubbliche ci sono piazze e marciapiedi invase da tavoli dove passare e diventato quasi impossibile anche in diligente fila. Regolamentare le aperture di attività basta bar paninerie ristoranti. Dove sono i negozi di illuminotecnica di casalinghi di arredo casa di mobili gli artigiani e tutto quanto c’era. Si può vivere in centro sè per comprare una padella devi andare al polo commerciale? Quà le colpe sono da dividere tra Ente proprietari di locali commercianti costruttori che anni sessanta settanta hanno deturpato il centro con palazzoni e che ora puntano solo a costruire alla sorda e non ha restaurare ristrutturare tanti immobili del centro e dintorni renderli appetibili e venderli a tante persone che vorrebbero vivere in centro ma vivibile ovviamente e invece possono solo farsi il mutuo per un un’appartamento alla sorda. È tutto lo stile di pensiero di economia di sviluppo di agire di vita da cambiare. Chiedo scusa per il troppo dilungarmi. Serena giornata.

  8. Ci sono stati commentatori che ci raccontavano meraviglie sulla nuova piazza della Madonna delle Grazie: erano entusiasti, entusiasti davvero, e ci descrivevano un futuro quasi paradisiaco. Noi, nel frattempo, cercavamo mestamente di evidenziare l’assurdità di ciò che stavano realizzando.
    Oggi abbiamo una piazza praticamente “disabitata”, con grandi aiuole invase dalle sterpaglie, frequentatori del Santuario drasticamente diminuiti, parcheggi praticamente azzerati e, soprattutto, nessun beneficio concreto per la zona. Utilità: prossima allo zero.
    Questo è Modica.
    Ci risponda Drugo, che all’epoca era esaltato e arrivava persino a prendersela con gli anziani, quasi fossero loro il problema perché non avrebbero più avuto la possibilità di raggiungere comodamente la chiesa. Lo dica anche alle persone semplici che abitavano in quella zona e che oggi si chiedono dove potranno parcheggiare la propria utilitaria.
    E intanto ci sono sempre gli stessi “ideologi del cavolo” che vorrebbero trasformare Modica Bassa in un’unica gigantesca isola pedonale. Poi, per spostarci da una parte all’altra della città, immagino che dovremo finalmente inaugurare la metropolitana. 😂
    C’è qualcosa che non quadra a Modica. Stiamo arrivando al punto di non ritorno… o forse, a giudicare da quello che vediamo, ci siamo già arrivati.
    E, diciamolo con franchezza: l’ultima amministrazione è stata pietosa, dopo che le due precedenti avevano già fatto di tutto per rendere difficile stabilire quale fosse peggiore.
    Aspettiamo le dimissioni.

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  9. Credo che il problema del centro storico di Modica sia, prima ancora che economico, un problema culturale.
    Se manca una vera cultura commerciale è difficile ottenere risultati. Bisogna capire cosa è diventato il commercio negli ultimi anni, dove sta andando e quale ruolo vogliamo dare a un centro storico come quello di Modica.
    Le tendenze cambiano continuamente: occorre scegliere una direzione, costruire una visione e avere l’intelligenza di modificarla quando il mercato cambia.
    La politica, purtroppo, e non soltanto questa amministrazione, non mi sembra abbia mai affrontato seriamente il problema. Molti slogan, poche azioni concrete.
    Per risolvere un problema bisogna innanzitutto essere convinti di averlo. Altrimenti gli si gira continuamente intorno.
    Faccio una provocazione: se il Comune di Modica avesse in gestione il Colosseo, temo che prima o poi penserebbe di trasformarlo in un grande parcheggio. Tanto è radicata l’idea che portare più automobili dentro un centro storico significhi automaticamente aiutarne il commercio.
    C’è poi un altro luogo comune da ribaltare: “bisogna abbassare gli affitti per far rinascere il centro”.
    Io penso il contrario.
    Dobbiamo creare le condizioni perché gli affitti possano aumentare, non imponendoli più alti, ma facendo crescere il valore commerciale del centro.
    Un centro attrattivo, curato, organizzato, con una precisa identità commerciale e servizi adeguati, attira imprenditori migliori, investimenti migliori e attività migliori.
    Può sembrare scomodo dirlo, ma il prezzo seleziona. Riempire locali a qualunque costo non significa rivitalizzare un centro storico. La sfida è creare le condizioni perché gli operatori migliori vogliano esserci e siano disposti a investire.
    Il centro storico di Modica non ha bisogno semplicemente di essere occupato. Ha bisogno di tornare ad avere valore.
    Infine, ai giovani che hanno deciso di chiudere la Latteria vorrei dire una cosa: non considerate questa esperienza una sconfitta.
    Un’attività può chiudere senza che abbia fallito chi ha avuto il coraggio di aprirla.
    Fare impresa significa anche capire quando un progetto, in determinate condizioni, non riesce più a esprimere il proprio potenziale. Significa imparare, correggere, cambiare strada e qualche volta ricominciare.
    Vi rimangono l’esperienza acquisita, gli errori, le cose che hanno funzionato e soprattutto il coraggio che avete già dimostrato mettendovi in gioco.
    Mi auguro che questa sia soltanto la conclusione di un capitolo e non della vostra esperienza imprenditoriale.
    Perché una città che vuole rinascere ha bisogno soprattutto di giovani che abbiano ancora voglia di rischiare, investire e provarci.
    E sarebbe una sconfitta molto più grande perdere loro che perdere un’insegna.

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  10. mi accorgo quanto degrado coesiste, specie in questo periodo! Modica, dovrebbe essere al centro dell’attenzione di attività culturali, ricreative per adulti e bambini, spettacoli, teatro, musica… abbiamo una miriade di gruppi locali disposti a esibirsi con cachets ridotti e invece andiamo a procurare gli ESTERNI che chiedono cifre da capogiro e ovviamente esibizioni UNA TANTUM perchè poi si sa… non possiamo permettercelo! GRAZIE AMMINISTRAZIONE

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  11. Il sottoscritto Ve lo diceva anni fa che chiudevano tutti. E tutti chiuderanno.
    Potete fare tutti i comitati che volete, potete fare tutti i tavoli tecnici che volete, Ma sarà tutto inutile.
    Modica è lo specchio dell’ Italia. Tenere un’attività aperta ormai e praticamente impossibile, si fanno solo debiti, troppe tasse per mantenere stipendi e privilegi ad attori da circo che non valgono niente.
    Ho assistito a una richiesta di soccorso questa settimana, mezz’ora per arrivare una ambulanza senza medico e senza ossigeno, dopo qualche minuto ne arriva un’altra, anche quella senza medico e senza ossigeno, però mandiamo apparecchiature sanitarie in Ucraina.
    La barca Italia è affondata, ormai è troppo tardi e nessuno può farci niente.

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  12. Perché condannate l’amministrazione? O almeno perché non fa nulla contro questi extracomunitari eccetera, non mi pare sia colpa di questa amministrazione se c’è questa marea di stranieri spesso ubriachi eccetera. Spiace per la chiusura di realtà economiche spesso decennali, ma credo sia il mercato, oggi devi comprare qualcosa? Sorda? Chi si ricorda più di Modica Alta di corso Umberto…. avrà certo qualche colpa ma condannarla così non mi pare corretto e giusto!

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  13. Non è colpa dell’ amministrazione, è il caro vita che porta la gente a stare a casa, i giovani a non poter costruirsi una famiglia, famiglie che non fanno figli, lavori precari sottopagati con paghe da schiavi per fare 15 ore di lavoro, se non hai possibilità resti fermo. Se dai la possibilità i cittadini spendono.
    l’Europa ci sta portando il conto, la catastrofe.

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  14. In Italia se guadagni 100, 60 va allo Stato.
    Questo porta le chiusure desertificazione e tutto il resto. Così facendo si crea povertà.
    A Malta paghi sulla cifra che guadagni, e se guadagni 100, dai allo Stato 20.
    Ma Malta non compra armi per l’Ucraina, non compra petrolio e gas dove costa più del doppio.
    Ma mi pare che avete scelto l’Ucraina al posto del condizionatore, adesso pagate il conto del fallimento scelto da voi, non lamentatevi adesso.

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  15. Restrizioni e certificazioni “al verde” hanno funzionato benissimo: selezione darwinisne, alzando l’asticella dei prezzi per nuove “morti” improvvise fisiche e spirituali.

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  16. @Gino date le tue “DOTI DA FATUCCHIERA” perché non apri un centro paragnostico a Modica bassa? Pensa potresti guadagnare facendo Larry Potter de noartri e rilanceresti l’economia del centro storico. A chistu tiatru.

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  17. Quando mio nonno aprì la Latteria,sono certo che non avrebbe mai immaginato ,che a distanza di un secolo, quell’ insegna sarebbe stata ancora li, al suo posto .Non lo avrebbero immaginato nemmeno mio padre e mio zio, che con sacrificio e orgoglio le diedero lustro,giorno dopo giorno,da dietro quel bancone.Mio padre, Carmelo Rizza ,fece di Corso Umberto un laboratorio di idee, di coraggio e d’impresa.La mitica Unip ,poi la Standa e tante altre attività che sono rimaste nella memoria dei più grandi. Erano esercizi che , insieme e tanti altri ,facevano del centro storico un salotto .Un luogo dove si passeggiava anche solo per ammirare una vetrina ,per il gusto di dire:”ci vediamo in centro per un gelato”, “per un aperitivo”,”per una cena”.Oggi ogni critica è legittima e costruttiva. E un monito alle amministrazioni,di ieri e di oggi, è doveroso: troppa facilità nel rilasciare licenze, nessuna pianificazione,nessuna visione per valorizzare davvero il cuore della citta’.Ma il rimprovero più grande,permettetemi,va fatto a noi stessi.A noi cittadini Modicani che abbiamo smesso di proteggere il nostro centro.Che preferiamo trascorrere il sabato e la Domenica chiusi in un centro commerciale o in un locale in periferia ,come se la morte lenta del centro non ci riguardasse.Ci riguarda,eccome.Perche’ da Modica Bassa alla Sorda,dal Quartiere Dente a Modica Alta la distanza è un soffio.E quando il cuore si ammala ,se non lo curi,la malattia si diffonde ovunque.La storia lo insegna.Riprendiamoci la nostra storia.Riprendiamoci la nostra dignità.Torniamo a vivere il centro storico.

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  18. A Thomas
    A curpa e di li niviri…
    Ca vuiavutri vutastivu n’amminiattaziine di medda e di incapaci, no…
    Lu cucinu, lu cumpagnu, chiddu spettu, chiddu ca fa arrirriri, chiddu ca paja a discoteca e ora, rumpiti li cugghiuna
    A curoa a mu dittu, è sempri di l’autri speciammenti se sunu niuri
    VAVISSIN’A TAGGHIARI LI MANU QUANNU VI NI ITI A VUTARI

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  19. Non ci sono alibi. Certo, qualcuno deve pur stabilire che l’Amministrazione Comunale sia certamente immune da ogni colpa 😂. Meno male che da oltre quindici anni non abbiamo la sinistra ad amministrare la città: altrimenti l’avrebbero già messa in croce. Oggi, invece, c’è chi preferisce far finta di non vedere e, soprattutto, di non capire.
    Nessuno sembra avere voglia di mettere in fila le scelte e le omissioni di questa e della precedente amministrazione, che hanno progressivamente accompagnato il centro storico verso una condizione di degrado sempre più evidente.
    No, va tutto bene. Nessuno ha visto ciò che si doveva fare e non è stato fatto: parcheggi, viabilità, servizi e una seria strategia per rendere il centro storico realmente accessibile e vivibile.
    E, naturalmente, nessuno ha visto neppure ciò che è stato fatto e non si sarebbe dovuto fare: il trenino ciuf-ciuf che gira allegramente per le strade, la progressiva eliminazione dei pochi parcheggi disponibili e altre scelte discutibili che hanno reso ancora più complicato raggiungere il centro.
    Poi c’è il capolavoro dell’ex mercato di viale Medaglie d’Oro: uno spazio iper illuminato, costato un mare di soldi, oggi chiuso e sostanzialmente inutilizzato. Quando, con un minimo di buon senso, avrebbe potuto diventare un parcheggio strategico al servizio del centro dopo aver eliminato quello del piazzale delle Grazie.
    E allora una domanda, semplice semplice, resta sul tavolo: dove dovrebbero fermarsi i cittadini, siano essi “indigeni” o turisti, quando arrivano in corso Umberto?
    Perché, a quanto pare, l’unica soluzione rimasta è farli arrivare e sostare direttamente nel cielo. Volando.

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  20. Tutto si è spostato alla Sorda con il benestare e l interesse politico , una città che si allarga e poi pensa alle strade, una citta’ che sposta i servizi , una città nuova creata da colate di cemento stile periferie o cinture urbane che attrae ,ma allo stesso tempo soffoca n ospedale circondato da edifici , dove l.ambulanza deve fare l.impossibile per entrare, palazzi che sporgono su marciapiedi e attaccati alle pareti del confinante.
    Quattro capannoni adibiti a discount 4 autolavaggi , 4 negozi che cambiano ogni mese nome. Questa è la nuova città che vive, mentre la vera è gia morta con i suoi abitanti.
    Ora si cerca di rianimarla con i tavoli tecnici, ma si continua a gettare cemento sulla nuova creando nuove gabbie.
    Per il saloto non c’è spazio.

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  21. Per ripopolare Corso Umberto propongo una amministrazione ucraina, arriveranno soldi dall’ Europa a pioggia.
    Come ha fatto Crosetto.
    Per poi passare anche al governo centrale, rimpiazzandolo con un governo ucraino.
    Naturalmente gli ucraini devono essere vaccinati e con foglio verde

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  22. Per ritornare a vivere il centro storico bisogna ritornare alle condizioni in cui il nostro centro storico viveva.
    Togliete le cose fatte da allora dalle ultime amministrazioni, e si ritorna come allora. Peccato che alcune scelte sono irrecuperabili, ecco perché Modica è oramai irrecuperabile.
    E mi rivolgo a coloro che addirittura volevano il corso Umberto una grande isola pedonale, questo è il risultato della direzione delle vostre scelte.
    E ora scanciatavilla!

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  23. Tutti i post che trattano di coviddi sono miei ovvero SARO colui che non ha gli attributi e le capacità per fare un discorso serio e attinente all’articolo. Scusatemi ma mia moglie è scappata con un vaccinato di Modica bassa😭😭

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  24. Scusate sono un pappagallo senza cervello.
    Ho gli attributi per fare un discosssso serio e attinente allattticolo.
    Mi sono messo in fila per 3 anni per accaparrare il liquido prima di tutti. Sono diventato anche caregiver, come il mio mito.
    Sono immortale, ma sempre bacato.
    Ero un mentecatto; non lo sapevo e continuo a non saperlo.
    Siccome sono muttilaureato, anche grazie al titolo di mia figlia, non posso comunque ammettere di saper fare collegamenti elementari.
    Sono un commediante, però esperto.

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  25. Dal vangelo secondo Zelenski

    Ottima idea.
    Alle prossime elezioni candidiamo ucraini, con un governo ucraino risolveremo il problema del debito in Italia.
    Stessa cosa a Modica, amministratori ucraini così possiamo risanare l’enorme debito, arriveranno soldi dall’ Europa a cascata.

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  26. Vuliti rilanciari lu paisi (città è parola rossa) di Muorica?
    Nu n’dati cunfirenza a li ruffiani e fatili sentiri pi chiddi ca su, piezzu di medda e basta

  27. Ho ancora la certificazione berde tecnolocica ed è super come la benzina.
    e non so come fare: stanno chiudendo tutte le attività. A chi la mostro?

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  28. Ho anche la cettificcazione di pollitro colore marrone più il pass di mentekatt scansafiticaus. Posso mostrarla Giuggiu Piecura???

  29. Gli ultimi commenti, i soliti riempi-tempo mafa-niente, che si impegnano in questi show provaccini o novaccini, e poi neppure si interessano della realtà concreta e di ciò di cui si sta parlendo fanno capire che non esistono soluzioni. Modica è in mano alle gente più sciocca che poteva capitare e l’amministrazione è una degna rappresentanza di questa pochezza.
    Fine di una bellissima città.

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  30. @Piero hai perfettamente ragione, quando ormai il cittadino evita il confronto insistendo con discorsi stupidi e lontani dal contesto è perché ormai siamo alla frutta e il commentatore multi nik SARO-CALLO ne è l’emblema. Emblema di ignoranza e pochezza nell’affrontare la realtà.

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  31. Le restrizioni subite non sono argomento stupido e lontano: sono direttamente connesse alle conseguenze cui stiamo assistendo.
    I commercianti, piuttosto che lottare contro determinate assunzioni, hanno scaricato i costi sulla clientela e collettività, pensando di risolvere in questo modo.
    La scelta delle chiusure ha implicato inoltre un’abitudine sempre più capitalistica di fare acquisti on line, coinvolgendo anche quello zoccolo duro della società renitente.
    Il mentecattismo impera.
    Neppure gli appelli di persone come Giorgio Agamben e Massimo Cacciari sono serviti.
    Eppure avanzano illuminati come Piero e Nunzio, pronti e proni al facile giudizio di chi ponga questioni serie, piuttosto che fare autocritica.

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  32. APPELLO ALLA SINDACA PER LE POCHE ATTIVITA’ COMMERCIALI E ARTIGIANALI RIMASTE NEL CENTRO STORICO
    Non voglio che la morte del centro storico passi in secondo piano e, soprattutto, non voglio che avvenga nel silenzio generale. Voglio, invece, urlare ciò che sta succedendo, e spero che RTM News voglia dare voce a queste richieste accorate.
    Il centro storico è una desolazione. E non voglio parlare per astratto, come sovente si cerca di fare quando si affrontano questi problemi senza entrare realmente nel merito.
    Basta fare un giro per rendersene conto: si incontrano pochissimi negozietti di artigianato, attività che vendono ceramiche, oggetti e prodotti che dovrebbero essere acquistati innanzitutto dai turisti. Eppure, nella realtà, molte di queste attività sembrano quasi dimenticate, frequentate poco o nulla, persino da chi viene a Modica per turismo.
    Eppure c’è chi, a Modica, continua a riempirsi la bocca di turismo, raccontando chissà quali straordinarie prospettive, opportunità e scenari futuri.
    Ma questi turisti, alla fine, cosa fanno?
    Spesso consumano un pasto fugace, fanno qualche fotografia, visitano rapidamente la città e poi ripartono. Non cercano, non acquistano e, soprattutto, non lasciano sul territorio quella ricchezza che dovrebbe alimentare un vero circuito economico.
    Nel frattempo, giorno dopo giorno, i piccoli negozietti continuano a sopravvivere.
    Non vivono di lautissimi stipendi, non hanno certezze e non hanno le pance piene di chi può permettersi di osservare la crisi da lontano. Sono persone che aspettano semplicemente di poter guadagnare abbastanza per mandare avanti la propria attività e, spesso, per sostenere la propria famiglia.
    Molti di loro sono persone solari, fiduciose e ancora innamorate del proprio lavoro. Ma nella realtà dei fatti, nessuno sembra fare abbastanza per aiutarli.
    E allora veniamo alla nostra amministrazione e alla nostra Sindaca, alla quale non sfugge praticamente nessuna inaugurazione, nessuna occasione per mettere in mostra il proprio “mestiere” di Sindaca.
    Ma, oltre alle inaugurazioni e alle fotografie, cosa si sta facendo concretamente?
    Perché non si organizza, finalmente, un ufficio turistico degno di questo nome, capace non soltanto di indicare un monumento, ma anche di indirizzare concretamente i visitatori verso le attività artigianali e commerciali del centro storico?
    Cosa si aspetta?
    Queste attività hanno o no il diritto di esistere?
    Una Sindaca non dovrebbe limitarsi a rappresentare la MASCHERA della “brava Sindaca”, noi vogliamo il vero VOLTO.
    Dovrebbe essere presente dove c’è difficoltà, ascoltare chi lavora, capire i problemi e cercare soluzioni. E in questo caso parlo soprattutto dei piccoli commercianti e degli artigiani del centro storico. Proponga aiuti finanziari, d’altronde sono pochissimi i negozietti e aiutarli economicamente sarebbe assolutamente corretto, loro non hanno cassa integrazione, non hanno aiuti se non il loro lavoro e la loro pazienza.
    Modica deve continuare a vivere.
    E proprio perché vive una situazione difficile, è compito dell’Amministrazione organizzarsi per aiutare chi ogni giorno tiene aperta la propria attività.
    Vede, signora Sindaca, lei ha almeno una certezza: il suo stipendio arriva ogni mese. Non sappiamo se sia sempre proporzionato ai risultati ottenuti, ma certamente arriva.
    La gente comune, invece, quella che vive giorno per giorno, deve conquistarsi ogni singolo euro. Deve sperare che entrino clienti, che qualcuno compri, che l’attività riesca a sopravvivere e che alla fine del mese ci siano abbastanza risorse per sostenere la propria famiglia.
    Lei percepisce oltre cinquemila euro al mese. Le piccole attività commerciali e artigianali del Corso Umberto e delle vie del centro storico, invece, certamente non hanno questa sicurezza.
    Non si dimentichi di fare qualcosa. Perché noi non lo dimenticheremo. Ne stia certa.
    Potrà leggere le sviolinate di qualche “suo” compare o di qualche personaggio strano, magari di Amo Modica, ma non si illuda: i modicani sono molto più attenti di quanto lei possa pensare.
    E mi creda, non si curi troppo dell’opposizione, vera o finta che sia, né dei litigi con Nigro: sono poca cosa rispetto al giudizio dei cittadini.
    Quel giudizio sarà molto più obiettivo e serio.
    E, temo, anche molto più duro.
    Faccia un giro, signora Sindaca. Ma un giro vero, non quello delle inaugurazioni.
    Vada sul Corso Umberto, in via Marchesa Tedeschi, nella zona di Santa Maria, in via Vittorio Veneto. Entri nei negozi. Si fermi. Parli con i commercianti e con gli artigiani. Chieda loro di cosa hanno bisogno.
    Perché anche questo fa parte del “mestiere” di Sindaco.
    Lei sicuramente quel mestiere lo conosce. Ma, forse, un po’ di ripasso le farebbe bene.
    Ascolti i suoi concittadini.
    Non soltanto quelli che le fanno sorrisi di circostanza.
    Ascolti chi soffre la crisi, chi non ha uno stipendio, chi rischia di chiudere, chi lavora ogni giorno senza sapere come sarà domani e chi chiede semplicemente di essere aiutato a continuare a vivere del proprio lavoro.
    Perché il centro storico non ha bisogno di altre parole.
    Modica ha bisogno di fatti.

  33. La Sindaca è arroccata, non si vede più in giro.
    È comodo per lei non affrontare i problemi veri e tangibili.

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  34. Sindaca, non faccia chiudere gli ultimi negozi ancora in vita nel Centro Storico di Modica. Si attivi, chieda di cosa hanno bisogno.
    Grazie

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  35. Ciccio gia Vincenzo già nzulu, dato che abiti al quartiere Sorda perché non ti compri una casa nel centro storico, che adesso costano veramente poco e ti fai la passeggiata fino al Santuario a pregare, o a medidare, e la smetti di lamentarti se non puoi parcheggiare la tua auto dentro la chiesa? chiedo all’amministrazione di realizzare un posto riservato a questo anziano signore che si lamenta in continuazione.
    Buona domenica di pace e serenità

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