
MODICA, 29 Luglio 2026 – Definire «imbarazzante e sconcertante» il quadro politico e istituzionale di Modica è il punto di partenza dell’intervento dell’ex senatore Concetto Scivoletto, che affida a un duro intervento una riflessione critica sullo stallo amministrativo che investe Palazzo San Domenico e la sindaca Maria Monisteri Caschetto.
Nel mirino dell’esponente politico ci sono innanzitutto i tempi e le modalità della crisi di giunta. Scivoletto ricorda i due annunci di azzeramento della squadra di governo effettuati dalla prima cittadina: il primo risalente allo scorso 3 giugno e il secondo del 17 luglio. Una tempistica che oggi svela un retroscena paradossale: l’azzeramento, a conti fatti, non è mai stato formale ma puramente «intenzionale». Una circostanza che spinge l’ex senatore a un aut-aut: o la sindaca ignora il significato amministrativo del termine, oppure lo ha utilizzato in modo strumentale per placare e impressionare l’opinione pubblica modicana, descrivendo una gestione della crisi definita «opaca e clandestina, alla faccia della trasparenza e della partecipazione democratica».
Secondo l’analisi di Scivoletto, 55 giorni fa non si sarebbe assistito a un reale azzeramento, bensì all’avvio di una lunga e logorante verifica politica. Una verifica che, a fronte delle gravi condizioni in cui versa la città, avrebbe dovuto esaurirsi in pochi giorni con la riconferma dell’esecutivo o con un rimpasto parziale o totale. Al contrario, la città avrebbe assistito a una «dilatazione abnorme dei tempi» e a una mossa definita furbesca, utile forse a bloccare i termini di una trattativa che la sindaca avrebbe aperto ma non saprebbe come chiudere.
Il quadro si complica ulteriormente se si guarda agli assetti politici in movimento. Sulle colonne della stampa locale si rincorrono le voci di richieste d’ingresso in giunta da parte di forze politiche che, come ricorda l’ex senatore, non erano nemmeno presenti alle elezioni amministrative del maggio 2023. Tra queste figurano Forza Italia — approdo politico della sindaca dopo l’esperienza civica e la militanza nella DC di Totò Cuffaro —, Fratelli d’Italia e il Movimento per l’Autonomia, a fronte di una mappa elettorale originaria che vedeva in campo il Partito Democratico, la nuova Democrazia Cristiana, il Movimento 5 Stelle e Sud chiama Nord di Cateno De Luca, oltre a varie liste civiche segnate nel frattempo da fenomeni di transumazione politica.
Il timore di fondo, sollevato da Scivoletto, è l’epilogo di questa vicenda: la nascita di una terza giunta in tre anni, caratterizzata dall’ingresso di nuovi partiti — a partire da Forza Italia guidata dall’onorevole Nino Minardo — ma ancora una volta priva di una vera maggioranza in Consiglio comunale. Un eventuale scenario di questo tipo darebbe vita a un governo cittadino debole, incapace di fronteggiare le reali emergenze del territorio e di tracciare una prospettiva di crescita, riducendosi a mera espressione di logiche di potere, interessi personali e vecchie dinamiche partitiche.


