
POZZALLO, 19 Luglio 2026 – La Polizia di Stato di Ragusa, in stretta sinergia con la Sezione Operativa Navale della Guardia di Finanza di Pozzallo, ha inferto un duro colpo alle reti criminali dedite al traffico di esseri umani. Le autorità hanno infatti sottoposto a fermo di indiziato di delitto tre cittadini egiziani, gravemente sospettati di essere i responsabili del reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina in concorso.
L’operazione ha avuto inizio subito dopo l’approdo al porto di Pozzallo di un’imbarcazione carica di disperati. Il natante, che trasportava 46 migranti, era stato intercettato e soccorso in mare aperto dalla motovedetta della Capitaneria di Porto, impegnata in un delicato intervento di ricerca e salvataggio. Una volta giunti sulla terraferma, è scattato il protocollo investigativo della Squadra Mobile della Questura di Ragusa, finalizzato a ricostruire le responsabilità dietro il pericoloso viaggio.
Attraverso un accurato lavoro di raccolta delle testimonianze dei naufraghi e l’utilizzo di strumenti di individuazione fotografica, gli investigatori sono riusciti a isolare le posizioni dei tre cittadini egiziani. Secondo gli elementi probatori raccolti, sarebbero proprio loro i “capitani” che hanno guidato l’imbarcazione durante la traversata, partita dalle coste libiche verso l’Italia.
Dalle dichiarazioni emerse durante le indagini, è stato possibile delineare anche l’aspetto economico di questo traffico illecito. I migranti a bordo avrebbero infatti versato somme ingenti, varianti tra i 7.000 e i 13.000 euro ciascuno, per garantirsi un posto su quel viaggio della speranza trasformatosi in un incubo. Dopo aver espletato tutte le formalità di rito, gli agenti hanno condotto i tre fermati presso la Casa Circondariale di Ragusa. Ora, i presunti scafisti restano a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, in attesa della convalida del provvedimento di fermo.



1 commento su “Pozzallo, sbarco di 46 migranti: la Polizia di Stato ferma tre presunti scafisti egiziani”
Waooohhhh nuove risorse boldriniane di Pietro. Per fortuna che arrivano queste risorse, altrimenti Pietro sarebbe disoccupato e gli dovremmo pagare il reddito di cittadinanza. Invece così gli pagheranno la pensione