“Fatti non parole”. La Caritas Diocesana al Porto di Pozzallo

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17 Luglio 2026 – 3545 le persone accolte dalla Caritas Diocesana al Porto di Pozzallo dal 1 gennaio 2025 al 27 giugno 2026. «Ero straniero e mi avete accolto» (Mt 25,34-36). Sempre pronti ad accogliere la carne ferita di Cristo, ad asciugare le lacrime dai volti dei mille crocifissi della quotidianità. La carità non conosce confini, tempi, nazionalità, fede religiosa e colore della pelle. Un segno fortemente voluto dal nostro Vescovo Salvatore, da Don Paolo Catinello, Direttore della Caritas, Migrantes e Ufficio Problemi Sociali e del Lavoro, da Padre Gianni Treglia e dai vari volontari della carità. 

Don Paolo Catinello ci raggiunge con queste parole: “L’intervento della Caritas/Migrantes della Diocesi di Noto, a partire dal luglio 2025 lungo le banchine del porto di Pozzallo, durante gli sbarchi, garantisce la prima assistenza umanitaria, in stretta sinergia con la Prefettura, i medici Usmaf, con l’Asp e le Forze dell’Ordine. Le attività si concentrano sulla distribuzione di beni di prima necessità e sul supporto psico-sociale per i migranti. Si tratta di interventi che vogliono lasciare respirare un po’ di umanità, perché come diceva il servo di Dio don Tonino Bello, “attendere è più importante di accogliere”.
La nostra missione in sinergia con gli attori sopraindicati sta nel cercare di trasmettere la nostra prossimità e quindi la prossimità di Dio a questi fratelli e sorelle che manifestano la loro felicità al nostro saluto appena fanno ingresso nel porto di Pozzallo.
I volontari, in questi due anni, si sono alternati dando la loro disponibilità in qualsiasi ora del giorno e della notte. Tengo a sottolineare che tra i volontari ci sono giovani, mamme e papà che lavorano e nonostante tutto dicono il loro “eccomi” all’arrivo dei nostri fratelli migranti.
Non basta gestire gli arrivi, distribuire cifre, rafforzare le frontiere o lamentare le morti quando sono già avvenute. Ogni barca che arriva non porta solo migranti; porta con sé una domanda: che mondo abbiamo costruito, se tanti fratelli devono rischiare la morte per cercare la vita?
Il servizio avviato ormai è diventato un punto fermo su cui può contare la prefettura di Ragusa e stiamo cercando di creare un ambiente familiare con tutti gli interpreti coinvolti nel dispositivo di accoglienza.
Il mio grazie va a tutti i volontari che hanno dato la loro amabile disponibilità in modo totalmente gratuito, e in modo particolare gli angeli della notte che con tanti sacrifici rispondono con immensa generosità ritornando, poi, nelle ore successive ai loro lavori feriali. Grazie fra questi a Padre Gianni Treglia, Concetta Borrometi, Patty Sigona e Mariarita Terranova.
A Pozzallo stiamo costruendo pagine nuove con tante persone di buona volontà ma soprattutto con l’agire dello Spirito Santo che ci caccia fuori dal Tempio e ci spinge a riconoscere un’Eucaristia altrettanto autentica nel corpo dilaniato dei nostri fratelli migranti.
C’è una carne che chiede di essere riconosciuta in questi barconi che arrivano, ma c’è una carne quella dei volontari che risponde con la prontezza di Maria alla chiamata al soccorso. Ad oggi i numeri (gennaio – luglio 2026) dicono 1570 sbarcati a fronte di 780 del luglio dello scorso anno. Siamo in attesa di un’estate caldissima in tal senso”.

In elenco non i numeri ma i volti non più nascosti di tragedie immani e senza confini di chi parte e di chi rimane a casa nell’attesa di qualche buona notizia che giunga dall’Europa o da qualche hotspot della nostra terra di Sicilia.
Questi numeri che rivelano un dramma senza confine. Non numeri ma vite accolte con grande spirito di carità e discreta accoglienza.

DAL 1 GENNAIO 2025 AL 27 GIUGNO 2026
Totale anno 2025 = 2082 persone di cui 1585 Uomini – 133 donne – 322 minori maschi – 40 minori femmine 2 deceduti
Totale anno 2026 = 1463 persone di cui 1068 Uomini – 60 donne – 307 minori maschi – 28 minori femmine – 0 deceduti
Nazionalità delle sorelle e dei fratelli accolti a Pozzallo: Algeria, Bangladesh, Burkina Faso, Cameroun, Costa d’Avorio, Egitto, Eritrea, Etiopia, Gambia, Guinea, Ghana, Kurdistan, Mali, Marocco, Nigeria, Niger, Pakistan, Senegal, Siria, Somalia, Sud Sudan, Sudan, Togo, Tunisia.
Il Vescovo Rumeo ringrazia Don Paolo, Padre Gianni e i 27 volontari che si alternano con grande dedizione e generosità offrendo conforto e tanta speranza. Un segno di grande rinascita.

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