
RAGUSA, 19 Giugno 2026 – Il Tribunale Penale di Ragusa ha condannato il proprietario di un pitbull, detenuto in condizioni disumane. L’uomo è stato condannato al pagamento di un’ammenda, delle spese processuali e al risarcimento dei danni in favore dell’OIPA, che si era costituta parte civile al processo, ottenendo anche la confisca del cane.
La vicenda risale al 2022 e riguarda un pitbull trovato in condizioni di estrema trascuratezza all’interno di un piccolo box, delimitato da reti metalliche e coperto da una struttura precaria. Il cane viveva in uno spazio molto ridotto, era magrissimo e in evidente stato di deperimento, abbandonato a sé stesso e privo delle cure necessarie nonostante, la presenza di un proprietario.
A seguito delle segnalazioni e dell’intervento dei volontari dell’OIPA, supportati dalle autorità competenti, il cane era stato posto sotto sequestro sanitario per sottrarlo a quella situazione di grave sofferenza.
“Accogliamo con soddisfazione questa decisione perché riconosce che lasciare un cane in condizioni di grave incuria non può essere considerato un fatto minimo, di scarsa rilevanza. La confisca definitiva del cane è sicuramente il risultato più importante, perché garantisce finalmente la sua tutela e impedisce che torni nelle mani di chi aveva il dovere di accudirlo e lo ha lasciato vivere nell’abbandono” dice l’avvocato Claudia Taccani, responsabile Ufficio Legale OIPA.
L’esito del procedimento assume un valore ancora maggiore considerando che, nella fase iniziale, il Pubblico Ministero aveva avanzato una richiesta di archiviazione per particolare tenuità del fatto. Grazie all’azione dell’OIPA – che aveva presentato opposizione, ottenendo l’imputazione coatta disposta dal GIP – è stato possibile andare a processo e ottenere una condanna che ha riconosciuto le sofferenze patite dal povero cane, garantendone la tutela definitiva.
L’associazione ringrazia i volontari intervenuti per il loro impegno e continuerà a seguire con attenzione i casi di maltrattamento, affinché nessuna situazione di sofferenza venga sottovalutata e resti impunita.


