
Palermo, 11 giugno 2026 – Il Consiglio Direttivo dell’Adicosp- Associazione Direttori e Collaboratori Sportivi Calcio- ha recentemente nominato Gianmarco Puglisi come coordinatore regionale della Sicilia.
Il giovane Puglisi, catanese con la passione per il calcio, ha già accumulato tanta esperienza nel mondo calcistico siciliano, come team manager e collaboratore per società sportive, e, in occasione della nuova nomina, è interessante capire il suo punto di vista a proposito del calcio in Sicilia.
Qual è la missione principale di ADICOSP e quali risultati ritieni più significativi degli ultimi anni?
La missione principale di Adicosp è quella di tutelare, valorizzare e rappresentare sul territorio nazionale i diritti e la professione dei direttori sportivi e dei collaboratori della gestione sportiva operanti nel calcio, sia a livello professionistico che dilettantistico. Negli ultimi anni Adicosp ha ottenuto risultati importanti, tra cui la riforma del lavoro sportivo, centralità nel calciomercato, lotta all’abusivismo contro quei soggetti non abilitati che ricoprono mansioni direttive o tecniche all’interno delle società calcistiche e soprattutto crescita associativa, intensificando per l’appunto il proprio peso politico all’interno delle componenti federali della FIGC.
Quali sono le principali esigenze e preoccupazioni che emergono dai direttori e collaboratori sportivi associati?
Sicuramente la gestione del budget societario, lo scouting e l’analisi del potenziale tecnico, gestione dei contratti e tanto altro.
Come è cambiato il ruolo del direttore sportivo negli ultimi dieci anni?
Il ruolo del direttore sportivo si è evoluto, dal classico ruolo manageriale che si occupava solo di calciomercato a manager societario, capace di gestire sia la parte sportiva che economica di una società di calcio, pianificando attraverso una visione strategica il percorso societario della stessa. Ad oggi il direttore sportivo deve saper ottimizzare e pianificare il budget societario, conoscere le norme NOIF (Norme Organizzative Interne Federali), avere la massima conoscenza per quanto concerne la parte burocratica dei contratti federali, una buona comunicazione con società e squadra.
Oggi è più importante studiare per diventare Direttore Sportivo o scendere direttamente sul campo e “farsi le ossa” con l’esperienza diretta?
Oggi il direttore sportivo deve studiare per poter passare l’esame di abilitazione ed essere iscritto a sua volta nell’elenco dei direttori sportivi FIGC. Non è normale “farsi le ossa” con l’esperienza diretta sul campo senza aver studiato ma soprattutto ricoprendo un ruolo da abusivo facendo disastri importanti all’interno di quelle società che scommettono su questi stessi dirigenti inesperti.
Quali sono le principali criticità del sistema calcistico italiano e siciliano?
Sicuramente le infrastrutture, pochi centri sportivi e stadi vecchi, l’incapacità di programmare delle riforme efficaci all’interno dei vari campionati e soprattutto nei vivai giovanili, che sono proprio i giovani il futuro di questo sistema calcistico. E a proposito dei giovani, la Sicilia sforna tantissimi talenti, ma sicuramente il numero di società professionistiche in Sicilia è basso e questo non aiuta.
Parlaci della tua nomina
Sono molto felice di poter ricoprire questo ruolo, una nomina conferita dal Presidente Alfonso Morrone, che ringrazio per l’incarico datomi ma anche per la formazione che lo stesso mi ha fornito per diventare Direttore Sportivo.
La mia passione e dedizione mi hanno influenzato in questo percorso personale che porta avanti da sempre, con tanto sacrificio e impegno.


