
Pozzallo, 08 giugno 2026 – Sabato 6 giugno, a Pozzallo, si è svolto il Cammino per la Pace, organizzato dal Comitato Ibleo per la Pace e il Disarmo. Centinaia di cittadine, cittadini, rappresentanti di 31 associazioni del territorio hanno camminato insieme portando cartelli, intonando slogan e accompagnati da un lungo sudario, realizzato dagli studenti dell’Istituto “La Pira” di Pozzallo, con su impressi i nomi di oltre 18.000 bambine e bambini uccisi a Gaza — un gesto di memoria collettiva un grido del Sud contro l’indifferenza.
La manifestazione ha voluto affermare con chiarezza la contrarietà alla guerra, al riarmo e alla sistematica violazione del diritto internazionale — anche da parte di quei governi che si autodefiniscono “democratici”. Il governo Netanyahu sta portando avanti un genocidio nei confronti del popolo palestinese, nella totale impunità e con la connivenza di potenze occidentali che scelgono il silenzio di fronte a questi crimini.
Il cammino si è articolato in cinque tappe:
1) lettura del Manifesto del Comitato, che pone al centro la pace come pratica concreta, fondata su giustizia e autodeterminazione dei popoli.
2) Intervento sul disarmo, contro le spese militari, che nell’ultimo biennio in Italia sono cresciute vertiginosamente: dai 33 miliardi di euro del 2024 all’astronomica cifra di 45 miliardi nel 2025. La sicurezza non si misura dal numero dei missili e di droni militari o dalla modernità dei blindati. La vera sicurezza è sociale, ambientale, sanitaria ed educativa. Uno Stato che spende in armamenti mentre cura poco le sue scuole, non investe nella ricerca, lascia collassare i suoi ospedali e non si occupa degli ultimi è uno Stato intrinsecamente insicuro e violento.
3) Una tappa alla Villa Comunale sul tema dell’accoglienza ai migranti e sul significato di Pozzallo come porta del Mediterraneo, con la presentazione del Murale di G. Van Helten a cura di Grazia Dormiente — intellettuale e storica — e Vincenzo Cascone, curatore di Festiwall e Bitume di Ragusa, in presenza dei concittadini della Cooperativa Filotea, e con l’esibizione del duo Strania.
4) Una riflessione sul tema dei diritti umani, civili e sociali violati e l’intervento di Florinda Vitale, referente di Ali e Freedom Flotilla Sicilia – “100 porti, 100 città”, che ha ribadito come il diritto internazionale non sia negoziabile e come i governi che lo violano ne risponderanno davanti ai popoli e alla storia.
5) Il cammino si è concluso con un flash mob annunciato dal suono di una sirena cui è seguito un minuto di silenzio per tutte le vite spezzate — e per ribadire l’urgenza di un cessate il fuoco immediato a Gaza e in tutte le zone di conflitto.
La guerra non è lontana: è nella nostra quotidianità, nelle nostre coscienze, nelle nostre tasche. Si combatte in Ucraina, in Palestina, in Sudan, nel Congo, in Yemen — e le sue ricadute raggiungono i nostri territori attraverso i tagli alla sanità, la proposta di convertire produzioni civili all’industria bellica, il ritorno di una retorica militarista che si vorrebbe far apparire normale.
Guerra e patriarcato nascono dalla stessa radice: l’uso della forza come strumento di dominio. Disarmare il patriarcato significa scegliere il dialogo invece della minaccia, la cura invece del controllo, l’empatia invece della competizione. Non può esserci pace nel mondo finché la violenza continua ad abitare le nostre relazioni.
Oggi più che mai occorre un impegno collettivo per costruire una cultura di pace che nasca dal basso e promuova giustizia sociale, solidarietà e dialogo tra i popoli. Il disarmo non è buonismo: è buon senso. Scegliere la pace significa scegliere la vita.
Invitiamo tutte e tutti a continuare la lotta. Ogni domenica a Modica Bassa, dalle 11.30 alle 12.30, in Piazzale Pluchino – Corso Umberto I, si tiene il presidio settimanale del Comitato: uno spazio di processo, non di certezze, dove le conversazioni diventano analisi collettiva e ci si scopre meno soli di quanto si pensava.



1 commento su “A Pozzallo si è svolto il Cammino per la Pace, a cura del Comitato Ibleo per la Pace e il Disarmo”
La stessa carnevalata. Trovo paradossale che gli stessi organizzatori, dopo aver tenuto assemblee altisonanti sui diritti, vadano a godersi la serata a fine giornata nei migliori locali di food & wine, lasciando indietro le stesse VITTIME che dicono di difendere. Quando comincerete a battervi per i diritti dei cittadini italiani? Per i giovani, per i lavoratori, per lo studio, per le startup, per la difesa del territorio… Non capisco perché vi ostiniate con queste persone, illudendovi di poter fondere la nostra cultura con mondi così diversi dal nostro e provenienti da contesti che da millenni maltrattano donne e bambini. Siete così sicuri che un giorno vi ricambieranno il sostegno? O forse temete il momento in cui sarete chiamati a rispondere del business economico creato sulla loro pelle?
Vivete in una nazione fantastica che però ignorate quotidianamente, lasciandovi usare come burattini da leader politici senza identità morale che vi sfruttano per i propri scopi. È evidente che dietro l’accoglienza si sia creato un monopolio economico, ma in Italia si può fare impresa in modi decisamente più etici, senza speculare su disperati che poi vengono abbandonati a se stessi lungo le strade.
Cari ragazzi, fareste meglio a mostrare un po’ di riconoscenza e rispetto verso le generazioni che vi hanno preceduto e cresciuto con sacrificio e amore. Magari verso quelle stesse persone che vi hanno lasciato in eredità una casa e che oggi non andate nemmeno a trovare nelle case di riposo. C’è un limite a tutto. Se volete davvero mostrarvi misericordiosi, andate nei loro Paesi a manifestare nelle loro città e fate volontariato sul serio per anni, non solo per il tempo di un viaggio di nozze per poi fare i selfie con i bambini. Il problema è che, avendo avuto la vita facile grazie a chi vi mantiene, vi viene difficile alzarvi dal vostro benessere.