
COMISO, 06 Giugno 2026 – Il dibattito politico e sociale sulla crisi idrica a Comiso scivola nuovamente nel baratro degli insulti gratuiti e della violenza verbale da tastiera. A farne le spese, ancora una volta, è la prima cittadina Maria Rita Schembari, bersaglio di un durissimo attacco sui social network da parte di un utente, i cui toni hanno ampiamente superato il confine del legittimo dissenso.
Nel commento incriminato, apparso sotto il post di una nota esponente politica locale (ironicamente definita dalla sindaca “statista”), si leggono parole pesanti espresse in dialetto: «Noi a sa strunza manco l’abbiamo votata x noi può morire e a prima lei va ci mancia», per poi proseguire insultando gli elettori della sindaca e rilanciando la terna di accuse sulla gestione delle risorse idriche: «questo è il risultato ca si vinniu l’acqua bedda nostra ca ci apparteneva mah povero Comiso».
Non si è fatta attendere la replica, intrisa di lucida ironia e ferma dignità, da parte del sindaco di Comiso, che ha deciso di non lasciarsi intimidire ma di esporre pubblicamente il livello di degrado a cui sono giunti certi commentatori.
«Vorrei rassicurare il gentile utente […] che, sì, io morirò. Questo, del resto, è il destino degli esseri umani tutti! Sul fatto che il suo “augurio” possa accelerare l’ordine delle cose, invece, nutro un qualche dubbio».
Un modo per disinnescare la cattiveria gratuita con il sorriso, senza però rinunciare a stigmatizzare l’accaduto.
Al di là dell’insulto personale, il commento tocca il tema caldissimo della carenza d’acqua, un problema reale che sta stremando la cittadinanza ma che troppo spesso viene strumentalizzato attraverso vere e proprie fake news. Nello screenshot l’utente accusa l’amministrazione di aver “venduto l’acqua di Comiso”.
Su questo punto la prima cittadina è stata categorica, troncando sul nascere le teorie del complotto: «A questo punto, e senza affatto minimizzare l’enorme disagio costituito dalla mancanza d’acqua, appare inutile sprecare tempo con un tale profilo, spiegando ancora una volta che l’acqua non è stata venduta. Mai. A nessuno».
L’episodio riaccende i riflettori sulla necessità di scindere la critica politica – anche aspra e legata a disagi reali e pesanti come l’approvvigionamento idrico – dalle bufale e dagli attacchi d’odio personali, che finiscono solo per inquinare il dibattito pubblico a danno dell’intera comunità casmenea.


