Sbarco al porto di Pozzallo. Sono 33 egiziani

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POZZALLO, 03 Giugno 2026 – Nuovo sbarco di migranti nel porto di Pozzallo, nella Sicilia sud-orientale. Nella mattinata di oggi, la motovedetta Cp 311 della Guardia Costiera ha condotto a terra un gruppo di 33 persone di nazionalità egiziana. L’intervento di soccorso è scattato a circa 74 miglia nautiche a sud-sudest della costa ragusana, in acque internazionali, dove l’imbarcazione di fortuna su cui viaggiavano i migranti è stata intercettata e messa in sicurezza dai militari della Guardia Costiera. Secondo le prime informazioni, il gruppo è composto interamente da persone di sesso maschile e tra di esse figurano anche 13 minori, la cui gestione richiederà l’attivazione dei protocolli specifici di tutela.
Subito dopo l’attracco sulla banchina del porto pozzallese, è scattata la collaudata macchina dell’accoglienza coordinata dalla Prefettura. I migranti sono stati sottoposti alle visite e ai controlli sanitari di rito, una procedura speditiva ma rigorosa finalizzata a escludere patologie infettive o urgenze mediche. L’attività è stata eseguita dal personale dell’Usmaf (Uffici di sanità marittima, aerea e di frontiera) in stretta collaborazione con i medici e gli infermieri dell’Azienda Sanitaria Provinciale (Asp) di Ragusa.
Alle operazioni di assistenza a terra hanno preso parte attiva anche i mediatori e i volontari della Fondazione Migrantes, l’organismo pastorale della CEI che offre supporto umano e psicologico alle persone appena sbarcate. Fortunatamente, dal punto di vista sanitario non sono emerse criticità rilevanti o situazioni di imminente pericolo di vita. Una volta concluse le prime procedure di sbarco e di ristoro, il gruppo è stato scortato e trasferito all’interno dell’hotspot di Pozzallo, dove sono immediatamente iniziate le attività di fotosegnalamento e identificazione da parte delle forze dell’ordine.
Il caso di Pozzallo si inserisce in un contesto più ampio monitorato attentamente dalle agenzie internazionali. L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) ha infatti segnalato un sensibile incremento degli arrivi via mare in Italia durante il mese di maggio. Nello specifico, le persone sbarcate lungo le coste italiane nel corso del mese sono state complessivamente 3.054, un dato che evidenzia un aumento del 24% rispetto alle 2.459 registrate nel precedente mese di aprile.
L’analisi geografica dell’UNHCR conferma la Libia come il principale hub di partenza, da lì è salpato l’89% dei migranti giunti in Italia a maggio. La distribuzione sul territorio vede la Sicilia ancora in prima linea come regione maggiormente interessata dai flussi, con l’isola di Lampedusa che si conferma il principale avamposto di approdo, avendo catalizzato da sola oltre la metà degli sbarchi mensili.
Se si allarga lo sguardo ai primi cinque mesi del 2026, il quadro statistico mostra tuttavia una tendenza generale alla diminuzione rispetto all’anno precedente. Da gennaio a fine maggio, gli arrivi complessivi via mare in Italia si attestano a quota 11.630, una cifra in netto calo se confrontata con i 22.971 ingressi registrati nello stesso periodo del 2025. In questo bilancio parziale dei primi cinque mesi, Lampedusa mantiene il primato assoluto della logistica dell’accoglienza, avendo assorbito il 57% degli arrivi totali dall’inizio dell’anno.

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4 commenti su “Sbarco al porto di Pozzallo. Sono 33 egiziani”

  1. Giusto evidenziare che è la cei coinvolta, la stessa che manipola i testi biblici e propaga ideologie terrene ed umane in conflitto con la Chiesa.

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  2. Pietro altre risorse per il tuo centro di accoglienza. Mi raccomando con i compagni di partito fate buona accoglienza altrimenti non ti pagheranno la pensione.

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  3. Egiziani???
    Ma non “recitano” che scappano da guerre???
    A me non risulta che ci sia guerra in Egitto.
    Allora mentono.
    Recitavano pure che ce li mandava la Wagner, Ve lo immaginate???
    Cosa c’è di meglio che fare business?
    Fruttano più del traffico di stupefacenti.
    È in cambio di falsa accoglienza, li rendono schiavi per permettere ai nostri prodotti di tenere il mercato internazionale.

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  4. Uno nessuno centomila

    Magari li candideranno alle prossime elezioni come hanno fatto a Venezia. Per questo sono risorse per la sinistra. Gli italiani non abboccano più e quindi fregano i clandestini.

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