
Neanche il tempo di godercelo che subito qualcuno ha pensato bene di deturparlo. Stiamo parlando del murales all’interno della villa Comunale, inaugurato solo qualche giorno fa e subito oggetto e preda dei soliti incivili. La nuova opera dell’artista australiano Guido van Helten è stata difatti deturpata con alcuni scarabocchi di indubbio gusto, sinonimo di un disagio sociale che alberga nei giovani pozzallesi, sempre “protagonisti” di nuovi episodi sgradevoli.
Promosso da Confcommercio Ragusa e dal Rotary Club Pozzallo-Ispica, con il patrocinio del Libero Consorzio comunale di Ragusa e del comune di Pozzallo, il murale di Van Helten si ispira al pensiero di Giorgio La Pira, cittadino pozzallese, più volte sindaco di Firenze e pioniere del dialogo internazionale.
Il murales era stato inaugurato lo scorso 14 maggio alla presenza, fra gli altri, del sindaco Roberto Ammatuna, della presidentessa del Libero Consorzio di Ragusa, Maria Rita Schembari e della storica pozzallese, Grazia Dormiente. Un omaggio alla visione cristiana dell’ex sindaco di Firenze che aveva raccolto numerosi consensi sia per l’opera dipinta e sia per il messaggio che trasmette.
Ma sembra che questi siano solo gli ultimi episodi da condannare. Pare ci siano alcuni writers che, in orario notturno, deturpano spazi vuoti con disegni orripilanti. Nello scorso weekend sono stati segnalati questi “capolavori” in alcune residenze di via Orsa Maggiore (zona contrada Carpintera) e in via Garibaldi.



1 commento su “Pozzallo. Incivili deturpano il murales della villa Comunale e alcune abitazioni”
È arrivato il momento, non più procrastinabile, di prendere atto che questo paese vive tanti disagi e molti profondi malesseri che minano seriamente il contesto sociale. Smettiamola di farlo apparire per quello che non è, finiamola di attenzionare solo il lato frivolo per far credere ciò che non esiste, iniziamo a guardare e a prendere atto di questa reale verità che è sotto gli occhi di tutti e solo se lo facciamo in modo onesto, obiettivo e responsabile forse siamo ancora in tempo per porre un freno a questa inevitabile deriva.