Pozzallo. La presentazione shock di “Perché ero ragazzo”. Il libro sull’immigrazione che non si può ignorare

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POZZALLO, 17 Maggio 2026 – La città di Pozzallo, secondo avamposto in Italia per numero di arrivi di immigrati dopo Lampedusa, da anni testimone e frontiera dei flussi migratori nel Mediterraneo, ha fatto da cornice sabato pomeriggio a un incontro letterario e umano impossibile da ignorare. Presso lo Spazio Cultura “Meno Assenza”, alle ore 18:00, è stato presentato il libro “Perché ero ragazzo” di Alaa Faraj, edito da Sellerio. Un’opera potente che dà voce e corpo a una delle grandi tragedie del nostro tempo, offrendo un resoconto crudo ma necessario su cosa significhi davvero essere giovani, vulnerabili e in fuga.
L’evento, organizzato in collaborazione con il Comune di Pozzallo e il Mondadori Bookstore, ha visto la partecipazione di un parterre di ospiti multidisciplinare, capace di sviscerare le pagine del libro da una pluralità di prospettive: umana, legale, filosofica e psicologica.
Il dibattito, moderato con sensibilità dalla psicologa e psicoterapeuta Stefania Pagliazzo, ha messo in luce la complessità e il peso emotivo della storia di Alaa.
Alaa Faraj ha condiviso con il pubblico la genesi del libro, trasformando la propria memoria da ferita personale a testimonianza collettiva. Al suo fianco, la curatrice Alessandra Sciurba ha spiegato l’importanza di proteggere l’autenticità di questa narrazione, restituendo al lettore la verità nuda di un viaggio drammatico.
Il professor Andrea Porciello, docente di Filosofia del Diritto, ha analizzato il testo sotto il profilo della giustizia e dei diritti universali, troppo spesso negati a chi attraversa il mare. L’avvocato Nunzio Citrella ha poi calato queste riflessioni nella realtà normativa, affrontando le barriere legali e burocratiche che i minori e i giovani migranti si trovano a dover superare una volta toccata terra.
Di fronte a storie di tale impatto, la dimensione psicologica è centrale. Lo psichiatra e psicoterapeuta Peppe Cannella ha offerto una profonda disamina sui traumi legati alla detenzione in carcere (con tanto di dimostrazione di lettere di immigrati che sono in carcere, fatte cadere per terra, a testimonianza di uno Stato assente e privo di ogni accortezza legislativa) fino alla perdita delle proprie radici e alla fatica emotiva di dover dimostrare, a volte, la propria vulnerabilità in un mondo che chiede solo di essere forti.
A chiudere il cerchio degli interventi è stato Don Paolo Catinello, direttore della Caritas diocesana, che ha portato la testimonianza quotidiana di chi sul territorio accoglie e supporta. Don Catinello ha ricordato come la solidarietà non sia un’opzione, ma un dovere comunitario.
Perché ero ragazzo è un libro rivoluzionario: testimonia la criminalizzazione sistemica delle persone in movimento e la loro disumanizzazione legislativa. Ma non restituisce una semplice colata di rabbia: racconta invece una storia di gentilezza e determinazione. Nel paradosso di chi impara a vivere dietro le sbarre, Alaa costruisce un romanzo di formazione. In prigione studia, lavora, sogna, si fa voler bene da tutti, si iscrive agli studi fino all’università. «Quando imparo, la mia rabbia si scioglie», scrive.
Non accetta il ruolo di criminale, né quello di vittima. Trasforma la resistenza interiore nel suo atto di lotta. Nelle carceri italiane, come Alaa, ci sono oltre 3mila persone accusate di essere “scafisti improvvisati”, “l’ultima ruota di un mostruoso ingranaggio”, eppure condannate a pene altissime. Con questo libro, Alaa compie un atto di giustizia anche per loro.
Presenti per il Comune di Pozzallo, il sindaco Roberto Ammatuna, e l’assessore Sara Cannizzaro. Complimenti per l’iniziativa, sala gremita in ogni ordine di posto, segno dell’assoluta vicinanza del Comune di Pozzallo verso queste tematiche.

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2 commenti su “Pozzallo. La presentazione shock di “Perché ero ragazzo”. Il libro sull’immigrazione che non si può ignorare”

  1. Tutte queste tristi storie sarebbero prontamente evitate se nessuno partisse per entrare in Italia con queste modalità ma attraverso canali esistenti e sicuri.

  2. Orazio ispettore privato

    Ormai siamo cittadini del mondo , tutti devono essere liberi di viaggere e scegliere il proprio futuro dove è possibile trovarlo. Il mondo si può dividere in due categorie e nazionalità : l ‘erba buona e quella cattiva , penso che la seconda ha solo il diritto di diventare buona prima di avere tutti gli altri . Occorre una seria e accurata selezione , prima di sostenere e accompagnare l ‘integrazione , chi delinque deve ritornare a casa 🏡.

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