Caso Vittorio Fortunato: Ragusa, la difesa punta sullo shock post-partum. Processo verso le battute finali

In aula la testimonianza del consulente psichiatrico: "Capacità di intendere e volere fortemente scemata al momento dei fatti". Il giudice rinvia al 16 febbraio
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RAGUSA/MODICA, 02 Febbraio 2026 – Si avvia verso la conclusione il processo per abbandono di minore a carico della madre naturale del piccolo Vittorio Fortunato, il neonato che nel novembre 2020 fu protagonista di un finto ritrovamento che scosse l’opinione pubblica nazionale. Davanti al giudice del Tribunale di Ragusa, Giovanni La Terra, l’udienza odierna si è concentrata sulle condizioni psicologiche della donna nelle ore cruciali dell’evento.

Il punto cardine dell’udienza è stata la deposizione del consulente di parte, il dottor Di Fazio. Secondo l’esperto, la sera del 4 novembre 2020, la donna, modicana, – che partorì da sola in casa in modo improvviso – avrebbe subito uno “shock altamente destabilizzante”.

Tale evento traumatico, avvenuto in totale solitudine, avrebbe compromesso gravemente le sue facoltà cognitive e volitive. La tesi sostenuta dalla difesa, rappresentata dall’avvocato Angelo Iemmolo, è che la capacità di intendere e volere della madre fosse fortemente scemata nel momento in cui affidò il neonato al compagno, convinta che questi lo avrebbe portato in ospedale per le cure necessarie.

La vicenda affonda le radici in una messinscena orchestrata dal compagno della donna (deceduto nel giugno scorso per cause naturali prima dell’Appello, dopo una condanna in primo grado a due anni). L’uomo, invece di recarsi al pronto soccorso, simulò l’abbandono e il casuale ritrovamento del neonato davanti al proprio esercizio commerciale a Ragusa.

Mentre la giustizia segue il suo corso per accertare le responsabilità della madre, per il piccolo Vittorio Fortunato – che oggi ha 5 anni – si è aperto un nuovo capitolo di vita: l’affidamento (già a 20 giorni dalla nascita è stato affidato a una famiglia residente fuori provincia), e adottabilità (proprio lo scorso mese, il Tribunale per i Minorenni ne ha dichiarato ufficialmente l’adottabilità).

In aula erano presenti anche le parti civili: l’avvocato Claudia Parrino (tutrice del bambino) rappresentata dall’avvocato Emilio Cintolo. Il giudice La Terra, pur essendo alle battute finali, non ha ancora chiuso l’istruttoria: ha infatti disposto un rinvio al 16 febbraio per consentire alle parti la produzione di ulteriore documentazione.

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2 commenti su “Caso Vittorio Fortunato: Ragusa, la difesa punta sullo shock post-partum. Processo verso le battute finali”

  1. Shock altamente destabilizzante?
    E come mai ha nascosto per nove mesi la gravidanza? Non diciamo sciocchezze, se nascondi vuol dire che era premeditato.
    Lasciate Fortunato con la famiglia adottiva, e chiudiamo questa triste storia.
    La mia solidarietà alla famiglia adottiva, come al piccolo Fortunato. Nessuna solidarietà e nessun perdono alla mamma naturale.

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