Ragusa, aggressione a colpi di mazza per gelosia: condannato a 6 anni e 6 mesi

Il Tribunale di Ragusa ha emesso la sentenza nei confronti di un 24enne albanese che, nel maggio 2025, ridusse in fin di vita un connazionale dopo un apprezzamento di troppo alla compagna
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RAGUSA, 02 Febbraio 2026 –  – Si è chiuso questa mattina, davanti al Gup del Tribunale di Ragusa, il primo capitolo giudiziario relativo alla violenta aggressione avvenuta il 16 maggio 2025. Un cittadino albanese di 24 anni è stato condannato a sei anni e sei mesi di reclusione per il tentato omicidio di un connazionale di 36 anni. L’imputato, assistito dall’avvocato Matteo Anzalone, ha beneficiato dello sconto di un terzo della pena previsto dal rito abbreviato.

I fatti risalgono alla scorsa primavera quando, secondo quanto ricostruito dai Carabinieri della Compagnia di Ragusa e coordinato dalla Procura Iblea, una lite per motivi sentimentali è degenerata in tragedia. La scintilla sarebbe stata rappresentata da alcuni apprezzamenti rivolti dalla vittima alla compagna dell’aggressore.

Dalle parole si è passati rapidamente ai fatti: il ventiquattrenne ha prelevato dalla propria auto una mazza in plastica dura, di quelle solitamente impiegate in ambito edile, scagliandosi contro il trentaseienne. I colpi, sferrati con estrema violenza, hanno raggiunto l’uomo ripetutamente, anche alla testa, lasciandolo esanime al suolo.

La vittima era stata inizialmente soccorsa e trasportata d’urgenza all’ospedale “Giovanni Paolo II” di Ragusa, per poi essere trasferita d’urgenza al “Cannizzaro” di Catania a causa della criticità del quadro clinico. Le lesioni craniche riportate sono state gravissime, tanto da rendere necessario un complesso intervento chirurgico per la ricostruzione di parte della calotta cranica.

Le indagini dei militari dell’Arma sono state lampo: grazie all’analisi dei sistemi di videosorveglianza, il presunto aggressore è stato individuato nel giro di poche ore. Il fermo era scattato immediatamente per evitare il pericolo di fuga, poiché gli inquirenti temevano un imminente tentativo di espatrio.

Nonostante la richiesta del Pubblico Ministero, che aveva sollecitato una condanna a otto anni di reclusione, il giudice ha fissato la pena a sei anni e sei mesi. La vittima si è costituita parte civile nel processo attraverso l’avvocato Daniele Scrofani, chiedendo il risarcimento per i danni permanenti subiti a seguito del violento pestaggio.

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