Referendum Giustizia, il TAR blinda le date: «Prevale la certezza dei tempi»

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ROMA, 28 Gennaio 2026 – Nessun rinvio, nessuna sospensione. Il referendum costituzionale sulla riforma della giustizia si terrà regolarmente il 22 e 23 marzo 2026. Lo ha stabilito il TAR del Lazio, respingendo con una sentenza netta il ricorso presentato dal comitato promotore che contestava il decreto presidenziale di indizione della consultazione.

Il nodo della questione risiedeva nella richiesta di quindici promotori che auspicavano lo slittamento del voto per completare la raccolta firme su un quesito parzialmente diverso. Per i giudici amministrativi, tuttavia, la pretesa è «destituita di fondamento».

Il tribunale ha sottolineato come non si possa far dipendere un precetto normativo primario — che impone tempistiche «certe e stringenti» — da un «evento futuro ed incerto» come l’ammissione di un nuovo quesito. Protrarre l’incertezza su una legge costituzionale già approvata dal Parlamento sarebbe, secondo il Collegio, un vulnus per la stabilità dell’intero ordinamento.

Il TAR ha tracciato una linea chiara tra le prerogative dei comitati e le esigenze dello Stato:

  • Il primato del tempo: Una volta che l’Ufficio centrale per il referendum presso la Cassazione ha ammesso una richiesta (da qualunque dei soggetti legittimati dall’Art. 138), il procedimento parte e non può essere “congelato” in attesa di chi arriva dopo.

  • La natura del quesito: A differenza del referendum abrogativo, dove i promotori “scrivono” la domanda, in quello costituzionale il testo è rigidamente fissato dalla legge. Gli elettori devono semplicemente confermare o bocciare il lavoro del Parlamento.

  • Tutela dei diritti: I giudici hanno rassicurato i ricorrenti sul fatto che la fissazione delle date non lede i loro diritti. L’accesso agli spazi televisivi (parità di trattamento tra Sì e No) e la possibilità di ottenere rimborsi per le spese sostenute restano garantiti, purché la Cassazione giudichi legittima la loro istanza.

Soddisfazione è stata espressa dal fronte del “Sì”. Giuseppe Benedetto, presidente della Fondazione Einaudi, ha accolto con favore il pronunciamento del TAR, ringraziando i legali (i professori Tedeschini e Guzzetta) per il lavoro svolto a sostegno del Comitato “Sì Separa”.

«Invito a questo punto a sospendere ogni diatriba di tipo procedurale e ogni polemica fuorviante — ha dichiarato Benedetto — per concentrarci finalmente sul merito della questione: le ragioni del Sì e del No in vista dell’appuntamento di marzo».
Con questa sentenza si chiude ufficialmente la fase dei ricorsi tecnici. La palla passa ora definitivamente al corpo elettorale, chiamato tra meno di due mesi a decidere l’assetto futuro della giustizia italiana.

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11 commenti su “Referendum Giustizia, il TAR blinda le date: «Prevale la certezza dei tempi»”

  1. Io proporrei non solo il 22 / 23, anche una settimana, fino al 29.
    Ecco un’altro sperpero di denaro.
    Un paese dove la legalità non esiste, vorrebbero far credere che decideranno i cittadini con questo referendum.

  2. Pare che.
    Con la raccolta delle firme abbiano incassato piu di 500mila euro
    Un buon bottino direi
    Noi cittadini dobbiamo dire si o no ad una legge approvata dal parlamento, camera e senato .
    Camera e senato eletti da noi .
    Non imposti da non so chi .
    Riforma della giustizia necessaria perché dentro il CSM si sono formate delle mafie politiche che decidono il futuro dei magistrati.
    Gli amici fanno carriera .
    I nemici no .
    Il merito non conta .
    Si mandano i magistrati più politicizzati nei tribunali importati per perseguire il nemico politico .
    Il problema è
    Che queste mafie politiche sono in netta maggioranza di sinistra, anche estrema sinistra
    Quindi il nemico da abbattere è sempre a destra .
    Ecco perché il centro sinistra compatto sta facendo fuoco e fiamme contro la legge approvata in parlamento.
    Se la legge viene confermata loro perderanno una formidabile arma da usare sempre contro la destra .
    Posso portare un’esempio.
    Salvini indagato di sequestro di persona nella sua funzione di ministro dell’interno , perché non ha fatto sbarcare dei migranti irregolari sul suolo italiano, ma li ha ospitati su una nave italiana fornendo vitto alloggio e assistenza in attesa di stabilire il percorso corretto .
    Ebbene un magistrato è partito da Agrigento, non da Catanaia dove la nave stazionava, ha accusato Salvini , ha fatto scendere i migranti, ha mandato Salvini a Processo .
    Processo finito con assoluzione piena ,Salvini stava tutelando la frontiera italiana come dovere del ministro dell’interno . Il magistrato ha sbagliato ma non paga , Salvini ha vissuto anni di incertezza che nessuno mai gli ripagherà.
    Ecco l’arma delle mafie politiche dentro il CSM eletto dalle correnti politicizzati.

  3. Amo modica, si erge pure ad analista politico e costituzionale.
    L’area di sinistra non mi rappresenta, ma giudicare una riforma dallo scenario rappresentato avalla ancora di più la sensazione che il suffragio universale sia stato un errore, quando il coinvolgimento popolare giunga fino in fondo come in questa circostanza perché assolutamente dirimente.
    Si tratta di un pensiero personale che rivolgo alla platea degli elettori, fuorché a tipi come Lei, giacché incapaci di saper discernere i significati e le profondità delle questioni non solo veicolate dalle proposte emendative.

  4. Enaudi
    Scrivere
    Un sacco di parole
    Senza dire un cazzo
    Addirittura dubita del suffragio universale
    Quindi cosa è un monarca ??
    Vede caro Enaudi.
    Spazzoli dal suo cervello la muffa che si è formata.
    Perché rischia di perderlo
    Altro che non capire come me
    Non la sente la muffa ??

  5. A persone come Lei è richiesto di esprimere non una preferenza, bensì una riflessione ponderata su un tema del quale non ha alcuna minima conoscenza.
    Tuttavia, è palese che non sia affatto dipeso dalla Sua volontà, ma da una classe politica trasversalmente inadeguata, inaugurata dalla mediocrità del movimento stelle.

  6. È un linguaggio troppo avanzato per Amo Modica: non ci arriva e si strugge per non aver capito una beata m…ia.
    E lui scrive, scrive, scrive per sentirsi qualcuno, ma è e rimane il nulla, colui che il suffragio universale ha coinvolto, causando però danni alla collettività.

  7. Analizzando il commento di Amo Modica:
    chi scrive così probabilmente:
    – è emotivamente carico (rabbia/frustrazione),
    – non cerca dialogo ma sfogo,
    – usa l’attacco come difesa,
    – semplifica il conflitto in “io lucido / tu marcio”.
    Dà impressione di ignoranza o patologia, oltre che di comunicazione reattiva e identitaria, tipica dei conflitti ideologici online.

  8. Ciccio
    Anche se hai messo insieme un po di cose lette on line non mi pare che che tu sia capace di analizzare quello scrivo .
    Vedi i mie post sono chiarissimi
    Dettagliati
    Faccio gli esempi per spiegarli meglio
    Poi arriva uno perso ra casa come Enaudi che già dal nome scelto chissà chi si crede di essere
    E scrive delle cose che neanche lui capisce spalleggiato da Anonimo che oltre al nome, di Anonimo ha anche il cervello.
    Se avete le capacità ribattete sul merito, invece di citare cose che neanche capite cosa stanno a significare .
    L’argomento è chiarissimo
    Chi tira fuori la lana caprina ,lo fa per appartenenza alla sinistra, che boccia la riforma per andare contro la destra, non perché non è fatta bene .
    La sinistra se ne fotte se questa riforma migliorerà la magistratura in Italia
    La sinistra non la vuole perché adesso ha la magistratura in pugno grazie alle correnti politiche che la gestiscono , che sono di sinistra in prevalenza ,
    Secondo me in magistratura le correnti sono una cosa illegale!
    La riforma infatti le spazzera’ via .
    Con buona pace delle sinistre .

  9. Veda, Amo Modica, in certi momenti dovrebbe emergere la capacità di ritrarsi piuttosto che inneggiare, stante il delirio di onnipotenza che alberga nel Suo Io più profondo. Del resto, a una moltitudine è stata riconosciuta libertà di parola e non di pensiero. E Lei, nonostante tutto, non riesce a trovare forme di contenimento, ribattendo a piè sospinto su ogni battuta e non riconoscendone un dato essenziale: l’ignoranza.
    Entrare nel merito della riforma proposta – circa le opportunità o meno di una nuova organizzazione interna al Consiglio superiore della Magistratura – non avrebbe alcun senso, perché non ammette i propri limiti.
    A ciascuno il suo.

  10. Frate Orazio cacciadolescentofilo

    Se la magistratura inquirente non dipenderà dal ministro di grazia e giustizia , potremmo essere d’accordo.

  11. Ma si dai facciamo quest’ altro sperpero di denaro, perché questo è.
    Poi se ne fregano del referendum come fatto in passato, vedi la privatizzazione dell’ acqua, hanno privatizzato lo stesso.
    Nel frattempo gli attori da circo vi “recitano” l’indipendenza della magistratura dalla politica, ma in realtà i PC dei magistrati “pare” anzi senza pare, che siano spiati con l’Ecm.
    Viva la democrazia recitata per (…….) del villaggio ammuccalapuna Ciccio Saru Macco ecc ecc .

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