
A due mesi dal varo presso la parrocchia Madonna Madre della Fiducia, la “Mensa dell’Incontro” è diventata oramai una realtà consolidata. Ho trascorso una domenica con queste persone che hanno taluni difficoltà a rientrare in un percorso lavorativo, altri necessità varie che non stiamo qui a raccontare. Un crogiuolo di persone che hanno sensibilità e nessuna vergogna nel chiedere cristianamente un aiuto e che la Chiesa stessa si offre di aiutare nel nome di quel Vangelo che ogni domenica viene pronunciato e diffuso in ogni ambiente ecclesiale. Nel corso della prima domenica di febbraio, sono stati i volontari della parrocchia di San Giovanni Battista, capitanati da don Carmelo Morana e da don Matteo Buggea, a preparare i pasti e a servire i tavoli. Quattro settimane in un mese per altrettante parrocchie che si avvicendano fra loro e vengono a preparare e a servire i pasti per queste persone.
“In un periodo in cui assistiamo al riaffiorare di vecchie forme di povertà – ci dice don Paolo Catinello, rettore della Chiesa della Fiducia – in cui non si riescono a garantire beni di prima necessità, diventa necessario un aiuto concreto che possa garantire un pasto caldo, accompagnato dove necessario dall’accoglienza”. E difatti, nel mentre si mangia (più di trenta pasti serviti), don Paolo accoglie tutti con un sorriso, una battuta, qualche risata affiora quando arriva la notizia del gol dell’Empoli in casa della Juventus. Don Paolo, tifosissimo della Juve, ammonisce. “Ora mi alzo da tavola – dice don Paolo – e la Juve fa due gol”. In tre minuti, situazione ribaltata: Juventus 2 Empoli 1. E giù risate in compagnia fra lo stupore di tutti.
Sul cibo, nulla da eccepire. Pasta al forno con broccoli, carne al sugo, frittata di broccoli, pane, acqua, Coca-Cola, persino il dolce per i più piccoli (e non solo). Nulla sembra essere lasciato al caso. Il tutto in previsione del 1° Marzo, festa della Madonna della Fiducia quando ci sarà una festa collettiva e una cena dove è prevista anche la presenza del vescovo di Noto, mons. Salvatore Rumeo.
“La nostra Mensa è un bene comune – dichiara ancora don Paolo – che vive grazie alla generosità di chi decide di donare risorse, il proprio tempo, o semplicemente un sorriso a chi ne ha bisogno. In un momento storico in cui le disuguaglianze sociali si fanno sempre più marcate, questo luogo di condivisione ed incontro rappresenta un faro di speranza e un esempio di come tutti possano unirsi per affrontare le sfide del presente, avendo come stella polare gli insegnamenti del Vangelo”.
Quel “bussate e vi sarà aperto” di evangelica memoria che ogni domenica diventa reale grazie al lavoro di chi crede davvero che il prossimo non sia da emarginare ma sia la pietra su cui fondare la propria casa. Esempi di vita concreta che testimoniano come Pozzallo sia davvero la città dell’accoglienza ed esempio per altre realtà della diocesi netina.
Il lavoro di don Paolo e delle suore francescane della Carità non si conclude adesso. Una scuola per immigranti che vogliono imparare l’italiano, i gruppi da accogliere per i ritiri spirituali presso la “Fiducia”, fra le ultime cose proposte per la collettività. E poi la santa Messa della domenica, alle 11,45, sempre più piena di fedeli, in un luogo che si sta sempre più rivalutando. “La mia porta è sempre aperta – dice don Paolo – Non mi fermo certamente adesso e ringrazio di cuore quanti stanno collaborando per questa iniziativa che è iniziata sotto i migliori auspici”





1 commento su “Pozzallo. La “Mensa dell’Incontro” è una solida realtà dopo solo 2 mesi”
Encomiabile iniziativa , spero che si faccia anche a Modica , per le fasce più deboli che dovranno pagare le agenzie di riscossione, dove non hanno né parenti e né cognati.