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Wang Yi: Taiwan è una parte inalienabile della Cina

Tempo di lettura: 2 minuti

Foto: EFE

La Cina non molla su Taiwan che non considera un paese indipendente, ma una parte inalienabile dell Cina. Ad affermarlo il ministro degli Esteri cinese Wang Yi che definisce il separatismo taiwanese la sfida più seria all’ordine internazionale, il cambiamento più pericoloso dello status quo attraverso lo Stretto di Taiwan e il danno più significativo alla pace nella regione. Wang Yi l’ha ribadito ad Astana capitale del Kazachistan nel corso della riunione dei ministri degli Esteri dell’Organizzazione per la cooperazione di Shanghai. Subito dopo gli fa eco il portavoce del Ministero degli Esteri Wang Wenbin. “C’è solo una Cina al mondo. Questo è un fatto storico e giuridico. Non importa come cambierà la situazione a Taiwan. L’indipendenza di Taiwan non porta da nessuna parte. Non ci interessa quale bandiera o pretesto usino i separatisti: l’indipendenza di Taiwan è destinata a fallire”. Dichiarazioni che arrivano dopo che il nuovo leader del Partito Progressista Democratico, William Lai, ha prestato giuramento, succedendo all’unica donna capo dell’esecutivo dell’isola, Tsai Ing-wen. William Lai ha esortato il gigante asiatico a cooperare con il governo taiwanese al fine di preservare lo status dell’isola come entità completamente indipendente dalla Cina. Il leader taiwanese ha dichiarato: “Spero che la Cina affronti la realtà dell’esistenza della Repubblica di Cina e in buona fede collabori con il governo legalmente eletto dal popolo di Taiwan”.

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3 commenti su “Wang Yi: Taiwan è una parte inalienabile della Cina”

  1. Tonino Spinello

    Personalmente non mi dispiace una Taiwan indipendente.
    Secondo me il problema che hanno i cinesi è l’ingerenza degli americani. La Cina non vuole un’altra Ucraina accanto e per evitare questo allora Taiwan diventa legittima proprietà del Partito. Dott. Ruzza, una domanda semplice la farei: L’America che si trova dal lato opposto del globo, che interessi ha per Taiwan? Come vede dove ci sono disordini e problemi, c’è sempre l’America nel mezzo!
    Ricordo sempre che la Cina non è la Russia, e se la Russia si è allontanata dall’Europa la colpa è solo della guitta politica.
    La Russia politicamente, culturalmente e geograficamente è stata sempre parte dell’Europa e se ci pensiamo, poi non è stata così cattiva come la si dipinge, specie con l’Italia e gli italiani. Molti italiani vivono felici in Russia. E soprattutto non dimentichiamoci che in occasioni di catastrofi, calamità, terremoti e quant’altro, la Russia è sempre stata tra i primi a venirci in aiuto. Se ci riflettiamo ulteriormente Hitler era tedesco, non oso immaginare se fosse stato Stalin al suo posto! Ripeto, la Cina non è la Russia, quelli sono un’altra cosa.
    Secondo me la Russia potrebbe essere l’amico che non sappiamo di avere. La Cina è un’altra cosa.

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  2. Signor Spinello buongiorno,
    l’allenaza tra Russia e Cina era scontata dopo il riavvicinamento tra i due paesi. E’ nota l’inimicizia nei confronti del mondo occidentale in particolare degli Stati Uniti ai quali vorrebbero strappare l’ egemonia mondiale costituendo un nuovo ordine politico-economico. Personalmente credo che il volto giovanile di Mao sia lungi dal sostituire-affiancare nell’economia mondiale il mezzo busto di George Washington. La Russia, ovviamente, in questo caso non va presa nemmeno in considerazione. Infatti, concordo, la Cina è un’altra cosa.

  3. Taiwan è il primo produttore di microchip al mondo indispensabili per far funzionare tutta la tecnologia.
    Per questo l’America è accanto a Taiwan.
    Adesso l’America e il mondo occidentale stanno facendo in modo che la produzione di microchip sia spostata altrove .
    Dopo di che l’America non avrà interesse a mettersi fra Cina e Taiwan.
    Ma pare un discorso semplice.
    Che la Russia ai tempi di Bellinguer ci fosse amica la cosa non mi meraviglia,
    In Italia abbiamo avuto il più grande partito Comunista di tutto l’occidente.
    La Russia come amica non mi dispiacerebbe perché sono dei grandi estimatori dei prodotti italiani.
    Ma di questa Russia non ci si può fidare.
    Bisogna fare di tutto per non farla uscire dal suo recinto .
    Per adesso il gruppo di potere in Russia è uguale a un branco di feroci e freddi pitbull .

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