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Galazzo: “Il bue che dice cornuto all’asinello”

Tempo di lettura: 2 minuti

“Non conosco il dott. Giuseppe Drago la cui nomina a manager dell’ASP fa tanto discutere”. L’avvocato Enzo Galazzo interviene sulla notizia della nomina di Drago a direttore generale dell’Asp Ragusa, nomina non condivisa dal sindaco di Pozzallo, Roberto Ammatuna, che l’aveva definita inopportuna, per le vicende giudiziarie che hanno interessato il neo manager. “Conosco, però, il Sindaco di Pozzallo – aggiunge Galazzo –  le cui gesta sono state celebrate dalla Corte dei Conti di Palermo – che, con sentenze definitive, gli ha inflitto condanne per i danni che ha procurato al Comune che amministra (ha già pagato ben 108.337,19 euro  e altrettanti si prevedono prossimi per analoghe iniziative) – e sono celebrate dal Tribunale penale di Ragusa avanti al quale è stato chiamato a rispondere per reati di falso ed abuso d’ufficio. Come dice Ammatuna, attendiamo le sentenze. Quelle della Corte dei Conti, per la verità, sono già sentenze e c’è poco da discutere. Per i due procedimenti penali (pene previste da uno a quattro anni per l’abuso e da uno a sei anni per il falso) stiamo a vedere cosa ne penserà il Tribunale. Quel che sconcerta – prosegue l’ex candidato a sindaco -, ma non più di tanto conoscendo il soggetto, è la sortita di chi dovrebbe nascondersi nel più recondito nascondiglio e non azzardarsi a comparire in pubblico, men che meno a mettersi su un piedistallo per contestare ad altri fatti dei quali lui è non meno chiamato a rispondere e per i quali ha conseguitointanto  la patente di pessimo amministratore rilasciatagli dalla Corte dei Conti.

“Occorreva maggiore cautela, equilibrio e senso di responsabilità” lamenta Ammatuna, ossia tutte le qualità che a lui fanno difetto”.

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5 commenti su “Galazzo: “Il bue che dice cornuto all’asinello””

  1. Banale ripicca contro un competor che lo aveva battuto. È questa la politica? Ecco perché affondiamo giorno per giorno.

  2. Anche se condannato e inquisito Ammatuna può correttamente esprimere giudizio sul nuovo manager , a maggior ragione se è molto ferrato sull’argomento.

  3. Avvocato Galazzo, per gli avvoltoi il boccone è ghiotto. Riconducono tutto sul personale, lasciandosi sfuggire che la critica è rivolta all’amministrazione della cosa e del bene pubblico. Amministrare è difficile ma è più difficile risanare il danno che se ne fa ai cittadini e alla città se non si ha il giusto equilibrio gestionale. I Pozzallesi lo hanno rivoluto al comando… non sono stati in grado di giudicare l”operato? O dell’aspetto morale non gliene frega un bel nulla pur di avere garantite le sagre e gli hotspot? Un carissimo saluto

  4. leprenellaluna

    Non conosco il Dott. Drago, né il Sindaco Ammatuna, né l’Avv. Galazzo, e sono pure digiuno di competenze giuridiche, ma credo che una carica elettiva decretata dal voto e un incarico pubblico deciso dalla politica siano differenti, pur con la loro consueta, ancorché opinabile, interdipendenza.
    Un sindaco è investito della fiducia di una maggioranza dei concittadini elettori; guida, e ne ha la diretta responsabilità, la macchina amministrativa di una comunità.
    Un manager è nominato dalla dirigenza politica; dirige, e ne ha la piena gestione, un’azienda di diritto pubblico, nella fattispecie.
    La riconferma di un Sindaco è legittimata dalla percezione positiva dello svolgimento del suo mandato da parte di chi esprime il suffragio; il conferimento, più o meno ripetuto, di un incarico a un manager nella stessa azienda di pubblico servizio o in altre in diversi ambiti da parte della dirigenza politica è di diversa natura.
    Ciascuno dei soggetti chiamati in causa rende conto della propria condotta e delle eventuali correlate irregolarità ma non mi pare che, al di là delle dirette responsabilità, si possa dar luogo a un’equa comparazione.
    Altresì, il giudizio di un medico nei riguardi di un manager ASP può trarre fondamento dalla diretta esperienza professionale nel settore mentre il giudizio di un ex candidato alla sindacatura di una comunità nei confronti di uno “sfidante” alle elezioni, confermato dopo un precedente mandato, può avere alla base motivazioni prevalentemente politiche, seppur con ampio margine di obiettività.
    Quando si riveste una carica pubblica, è difficile, se non impossibile, non incappare nelle più disparate irregolarità, e gli elettori o i designatori politici ne sono più o meno consapevoli.
    Vero è che i curricula di chi aspira a cariche elettive o a incarichi in aziende di servizio pubblico passano sovente in sordina e, con tutto il rispetto per chi svolge il suo mandato con spirito di abnegazione e trasparenza, non comprendono la sintesi autocertificata del casellario giudiziale e dei carichi pendenti; e, da quel che si apprende giorno dopo giorno in ogni parte del mondo, consuetudine vuole che più questi ultimi sono – uso un ossimoro – negativamente positivi, più il titolare ne guadagna disinvolte legittimazioni, ad opera di elettori distratti o assuefatti e di designatori politici caparbi o compiaciuti.
    Ma questo è un altro discorso.

  5. A qualcuno è sfuggito il titolo del messaggio. Non ho criticato alcun atto amministrativo del Sindaco (e ve ne sono tanti, anche gravi) ma il suo atteggiamento di ergersi a giudice del neo Manager dell’ ASP, imputato degli stessi reati dei quali lui pure è chiamato a rispondere avanti lo stesso Tribunale. Se questo rilievo viene ricondotto a “banale ripicca”, liberi di farlo. Penso che ne soffrirà il buon senso.

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