
SCICLI, 02 Maggio 2026 – A Scicli, gli interventi di scerbatura e pulizia strade si sono interrotte bruscamente su diverse aree del territorio comunale e nelle borgate.
A segnalarcelo l’ex consigliere e assessore del Comune di Scicli, Guglielmo Scimonello, che si fa portavoce delle richieste di residenti e commercianti di Via San Nicolò, che da tempo chiedono interventi di scerbatura (rimozione delle erbacce) e la pulizia dei cigli stradali e delle aree antistanti le abitazioni. La scerbatura parziale o a macchia di leopardo – continua l’ex amministratore Scimonello – con interventi effettuati in alcune zone e non in altre, è una causa frequente di malcontento generale tra i residenti, i quali segnalano spesso situazioni di incuria del verde urbano, erba alta e scarse operazioni di disinfestazione”.
“Non è accettabile – dichiarano i cittadini residenti in via San Nicolò – che questa zona venga abbandonata puntualmente ogni anno. L’erba alta e le sterpaglie – continuano – diventano inevitabilmente ricettacolo di rifiuti e di escrementi di animali, e, la mancata manutenzione in aree specifiche in prossimità delle abitazioni, possono portare alla presenza di parassiti, come le zecche e nascondigli per topi. Urge intervenire”.
“Non è la prima volta – proseguono stizziti i residenti – che assistiamo ad interventi di taglio dell’erba insufficienti con la formula del “diserbo selettivo” che, puntualmente la giunta Marino con un programma fino in prossimità della seconda curva dei tornanti della Spana, all’altezza del cancello di ingresso del Convento del Rosario, in via San Nicolò, scientemente si appresta a concludere.
“Chiediamo una programmazione più equa su tutto il territorio – ribadiscono i cittadini del luogo – riprendendo le opere di scerbatura (“dopo il cancello delle suore”) dove sono stati ultimati i lavori, per proseguire il taglio dell’erba lungo il ciglio stradale in prossimità delle abitazioni. Tuttavia – concludono – nonostante la consapevolezza di andare a protestare direttamente dal sindaco di Scicli, per richiedere l’intervento anche oltre quel limite, la risposta del primo cittadino ci ha lasciato basiti e increduli, poiché non pensavamo che dal secondo tornante a salire, il territorio appartenesse a Modica.”





