
MODICA, 27 Aprile 2026 – Nonostante le rassicurazioni giunte dalla Presidenza del Consiglio comunale, la realtà sul campo racconta una storia diversa. “La fuoriuscita di liquami c’è, è visibile e ‘odorabile'”, incalza Piergiorgio Barone. Se le piogge dei mesi scorsi avevano in parte mitigato il problema “lavando” l’alveo, le temperature primaverili di queste settimane hanno fatto esplodere nuovamente i miasmi, inondando l’aria di odori nauseabondi causati dai residui fognari che trasudano dal muro di contenimento.
L’analisi del Comitato è lucida e punta il dito contro una gestione tecnica ritenuta fallimentare da decenni. Il cuore del problema risiede nel collettore in cemento posto dopo la bastionata finale di Viale Medaglie d’Oro.
“Quel collettore – aggiunge Piergiorgio Barone rivolgendosi all’assessore all’Ecologia, Samuele Cannizzaro – riceve reflui dal centro, dalla Sorda e dal Dente per incanalarli verso il depuratore. Ma insieme ai liquidi, raccoglie detriti, sabbia e stracci dalle caditorie stradali. Senza una pulizia costante, il livello melmoso si alza e i liquami, anziché defluire, si sversano nella cava dove ristagnano in pozzanghere infette.”
Le piene dei mesi scorsi hanno inoltre divelto il letto di scorrimento, ammassando le basole ai lati e creando fossi dove il fango fognario si deposita e fermenta.
“Incapacità o menefreghismo?”
La critica politica non risparmia nessuno. Barone ricorda come tutte le amministrazioni passate – da Abbate fino all’attuale giunta Monisteri – abbiano affrontato il problema solo in via straordinaria, ignorando quella manutenzione ordinaria che sarebbe l’unica vera soluzione.
“L’informazione data alla Presidente del Consiglio Minardo, secondo cui il problema sarebbe risolto, non è veritiera”, denuncia Barone. “Significa che il lavoro o non è stato fatto, o è stato fatto malamente. Mi chiedo: si tratta di menefreghismo assoluto o di incapacità tecnica?”
Verso l’estate: la minaccia della protesta
Con l’avvicinarsi della stagione estiva, la pazienza dei residenti è al limite. Il Comitato chiede un incontro urgente e un cantiere apposito dell’Ufficio Tecnico per ripristinare il corretto deflusso delle acque e la tenuta della rete fognaria.
“Salute e decoro devono andare di pari passo. Non pensiate che passeremo un’altra estate in queste condizioni. Se non avremo risposte concrete, la protesta sarà inevitabile.”
Un appello che non è solo una lamentela, ma una richiesta di civiltà per un quartiere che da troppo tempo attende di tornare a respirare.
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