
Mi chiedo se la prossima domenica, la Chiesa di San Giorgio invitasse a ritornare sulla scalinata con il Santo per fare una preghiera corale a Dio e a Giorgio perchè cessino le guerre, perchè la pace trionfi sul bene, perchè le ingiustizie non prevalgano, perchè la vita trionfi sulla morte, quante sarebbere le persone attorno a lui a pregare e a testimoniare il valore della pace? Non so chi verrebbe e se interesserebbe ai mass media!
1.San Giorgio, festa molto sentita a Modica
La storia ci dice che la festa di San Giorgio è stata ed è sempre molto sentita dai modicani,come del resto anche San Pietro, la festa della Madonna vasa vasa, Madonna delle Grazie. La tradizione storica georgiana ricorda la tipica “scinnuta” del santo, il momento in cui il simulacro del santo cavaliere discende letteralmente sui fedeli all’uscita della chiesa.
C’è una domanda da porsi e che è abbastanza semplice: perché è sentita? Il modicano che festeggia San Giorgio e coloro che lo portano in processione lungo le vie di Modica, i cosiddetti portatori, sono “tifosi” o “fedeli”?
In genere nella vita chi è tifoso, come nel calcio, cerca spettacolo, esaltazione e se necessario anche la rissa. Mi rifiuto di pensare che nell’ambito della devozione religiosa del popolo modicano e dei cosiddetti “sangiuggiari”, ci siano persone che concepiscano se stessi come tifosi. In ogni caso, siccome nessuno può essere giudice dell’altro ma solo Dio, ognuno dia la propria risposta!
Certo è che questa festa, a mio avviso, ha valore e senso se è un momento nel quale ognuno prende coscienza, sull’esempio di San Giorgio, che ciò che conta e vale è la conversione del cuore poggiata sull’imitazione di Cristo; in questo caso siamo ad un livello più alto, perché ciò che emerge non è la devozione ma la conversione.
A ognuno la scelta se festeggiare solo per tradizione e folklore, per assistere ai fuochi pirotecnici esaltando, da tifoso fanatico, San Giorgio come un dio, o, invece, realmente anelare ad incarnare quello che San Giorgio ha annunciato testimoniando Cristo. Purtroppo la prima scelta sembra quella prevalente, ed è spesso quella che si vede dalle dirette televisive e servizi vari.
2. L’immagine del Santo con la spada in mano
L’immagine di San Giorgio con la spada che trafigge il drago è spettacolare; rimane, però, solo folklore, se non se ne comprende il senso. Per abbattere un animale, il drago che voleva uccidere una principessa, San Giorgio fece ricorso ad un’arma materiale, la spada. Bisogna trascendere questa immagine e comprendere che c’è una spada spirituale che è necessaria per estirpare il male, il mostro di oggi e del mondo globale; e questa spada è, – come dice la lettera agli ebrei – “la Parola di Dio, che è viva, è efficace e più tagliente di ogni spada a doppio taglio; essa penetra fino al punto di divisione dell’anima e dello spirito, delle giunture e delle midolla e scruta i sentimenti e i pensieri del cuore. Non v’è creatura che possa nascondersi davanti a lui, ma tutto è nudo e scoperto agli occhi suoi e a lui noi dobbiamo rendere conto”. (Lettera agli Ebrei, 4,12)
Altro che folklore, spettacolo, fanatismo, bombe, giri e rigiri!
E allora, davanti alla statua di San Giorgio con la spada in mano, ogni persona devota si chieda se è disponibile a fare entrare nel proprio cuore questa spada spirituale che è la Parola di Dio per permetterle di abbattere il drago che è dentro di lei, e che si chiama superbia, ira, violenza, aggressione, inimicizia, egoismo, odio, vendetta, perversione, malvagità.
Se ciascuno non permette alla “spada” della Parola di Dio di eliminare il male e tutto questo mondo di tenebre che si porta dentro, la festa che si celebra in onore di San Giorgio rischia di essere soltanto folklore e fanatismo, devozione priva di scopo e di senso.
Il legame tra Modica e San Giorgio deve dunque essere un legame non folklorico, ma teologico, educativo. Un Patrono è come un padre che accompagna, un modello che plasma l’identità di un popolo. Oggi bisogno accogliere la figura di S. Giorgio come un testimone che ci educa a tre pilastri fondamentali della teologia: la Fede che vede l’invisibile, il Coraggio che affronta il male e la Carità che libera l’altro. San Giorgio non deve restare un’eredità del passato da conservare sotto teca, ma è un progetto di futuro; essere devoti di San Giorgio significa impegnarsi a essere uomini e donne di fede in una società distratta, significa avere il coraggio di denunciare ciò che degrada la nostra terra, significa vivere la carità come stile di vita, rendendo Modica non solo una città bellissima da vedere, ma una comunità caldissima da abitare.
La festa di San Giorgio deve insegnare ad essere portatore del vangelo perché il mondo creda, deve insegna ad essere sale e luce della terra, a farsi aiuto per i poveri atteso che lui diede tutto a loro, a non farsi schiavizzare dai beni di questo mondo, insegnare ad essere operatori di giustizia, di carità, a vincere il male con il bene, a portare la luce dove ci sono tenebre.
La festa di S. Giorgio deve riacquistare il suo senso teologico per far comprendere che dentro questa devozione al Santo si sviluppa una tensione di fede protesa ad affrontare il combattimento spirituale quotidiano contro il male, contro le tentazioni dell’odio, del rancore, dell’inimicizia, dell’ingiustizia, dell’egoismo; perché apre i devoti alla “Parola di Dio” che – come dice San Paolo – è più tagliente di una “spada a doppio taglio”, per opporsi al male.
Che il glorioso cavaliere, che da secoli veglia sulla nostra Modica, aiuti il popolo modicano a essere non solo custode di una tradizione, ma testimone ardente di quel Mistero che rende nuova ogni cosa.
E ora che le luci della festa si sono spente, resta l’invito di San Giorgio al popolo modicano a trasformare il mistero in vita; a cavalcare contro i propri “draghi”: l’indifferenza verso il prossimo, l’egoismo che divide la comunità, la rassegnazione. E quando tutto terminerà , auguro a tutti i devoti e a noi modicani che guardando verso il Castello e le torri del Duomo, ognuno possa sentire rivolte a se stesso le parole che il Santo Giorgio si possa immaginare rivolga dal suo cavallo a ogni modicano: “Non temere, io ho combattuto, tu puoi vincere. Credi, osa, ama”.
27 aprile 2025 Domenico Pisana



14 commenti su “La festa di San Giorgio a Modica tra “tifosi” e “fedeli””
Ma nooh,non ci può essere connessione tra Dio e San Giorgio!Una forzatura paranoica di una leggenda,la venerazione profana di un simulacro non è sinonimo di religiosità ,non ci sono portatori di vangelo ma una massa di fanatici bardati che scorazza .
In queste riflessioni del poeta , critico letterario e teologo , del Domenico Pisana , a mio avviso c’è tutto ; tutto ciò che servirà al vescovo e ai sacerdoti della diocesi per rivedere la festa e incanalarla nel cristianesimo a 360 gradi , insieme alle istanze e le pulsioni incosce di affermazione e riscatto della massa . Tuttavia sono scettico, cioè non credo cambierà qualcosa. L ‘affetto e l ‘amore verso la statua di San Giorgio giovinetto è molto grande , la statua della leggenda , a rigore di logica la leggenda stessa è stata , diciamo così , trasposta nella statua e idendificata ? ; due mistificazioni ? Sapranno i diretti interessati tributare questo amore anche a San Giorgio martire , il giovane centurione romano morto martire per non aver rinnegato la fede in Cristo ? Non lo credo , faranno come i greci fecero in piazza a Atene con San Paolo: ” ti ascolteremo un altra volta ” . La promozione turistica e elettorale ,
se poste in una favola di Fedro , resteranno a guardare ? Come intellettuale eccelso alla pari di molti altri , devo ammettere che sono un pessimista e mi vergogno , ma sarei un bugiardo se dicessi il contrario : le istanze immanentiste del secolo non si lasciano scalfire , se non a caro prezzo . Orazio ispettore privato
Intellettuale eccelso ? Questa ci mancava . Lei non ha compreso nulla delle dinamiche antropologico culturali , ancestrali e generazionali delle masse , sappi che queste non sono avulse dalla fede , lei non può dissacrare tutto facendo commistioni profane con antichi rituali pagani . Il commercio e la politica sono di fondamentale importanza per le società. La smetta con i suoi deliri paranoici e senili !
A buonu ciui… sta sbutannu u stomucu. Macari spunti pilosopici e dottrinali, mah!
Con chi c’è l ‘ha Millona? Ah! con orazio ispettore paranoico! Secondo me siete la stessa persona , in ogni caso avete bisogno del tso tutte e due
Carissima signora Giuseppa , anzi pardon ! Dottoressa Giuseppa , un tempo non molto lontano mi urtavano parecchio le critiche di ogni genere , adesso le considero una provvidenza , un dono per un esercizio di umiltà ; vede le critiche mettono a nudo il nostro amor proprio , la voglia di eccellere anche nell ‘umiltà , insomma aiutano . Non serve nulla dire che non sono il signor perfetti ; devo confidarle che sento un profondo senso di colpa , per non aver compreso, come vorrei , il rapporto tra la storia delle masse proletarie sfruttate dai grandi latifondisti del sud e la loro passionale esuberanza di ricerca di comprensione e riscatto , nelle feste patronali e religiose in particolare. Dianzi mentre la leggevo , in una spontanea associazione di ricordi e immagini , mi venivano in mente le feste di San Giorgio di qualche anno fa , con i portatori , con abiti normali , sudati al rientro , che giravano attorno alle navate del tempio , gridando con grande trasporto viva San Giorgio ; le grida di acclamazione suonavono come di invocazione e aiuto per il riscatto , mentre il sudore come un pianto secolare e generazionale che la fierezza non aveva permesso e non permetteva al presente di esprimersi . Adesso suonano più allegri e confidenziali forse dissacranti , ma i veri protagonisti sembrano il simulacro e l ‘amicizia confidenziale e diretta e baldanzosa , s
da amici del bar . Chissà cosa è rimasto al presente di quel pianto secolare e generazionale inconscio e inespresso in una inderogabile ricerca di sublimazioni e surrogazioni più o meno gratificanti nell ‘era del materialismo consumista . Certamente oggi sarà più facile riportare nel alveo della fede la festa patronale, con meno rimorsi e senza di colpa , ma resto pessimista .
Orazio ispettore privato !!!! Ma vedi dove devi andare vaaaa !!!!!
I commenti come quelli di portatore e il mio confermano che tutto gattopardescamente cambierà per restare come prima e più di prima : è inutile blaterare e vendere fumo ….scommettiamo !!!? Ispettore de che !? Va vada a quel paese va’
Le cose sono sempre più semplici .
I portatori sono devoti a San Giorgio, amano essere portatori , per loro SanGiorgio è il nesso tra l’uomo e Dio , il patriarca Giuoggi , ha rappresentato e rappresenta per i modicani una protezione , tanti segni venivano interpetrati come augurio per una buona annata ,
Tutta la lana caprina che molti eccelsi intellettuali cercano di scarminare sarà sempre lana caprina !
Sono d’accordo su tutto quello che dice amo Modica , con poche parole descrive il senso e la profondità di una devozione . Le auto posteggiate in occasione della festa arrivano fino a contrada San Antonio , a destra e sinistra della carreggiata, nemmeno in occasione di choccomodica , non hanno senso civico e economico.
E’ in corso un dibattito sulle feste patronali , di cui hanno riportato puntualmente notizia le testate giornalistiche locali online e non solo e anche il quotidiano la Sicilia . L ‘argomento è di grande interesse e chiaramente molti vorrebbero metterlo a “tacere” . Il motore di ricerca già “recensisce ” alcuni commentatori rtm , basta mettere il nikman su google accompagnato da rtm modica e “l ‘intelligenza artificiale ” ti dice vita , morte e miracoli del commentatore . Provare per credere , persino l ‘età , il pensiero filosofico e politico….tutto vero almeno con il mio nikman ….non si può liquidare così un tema importante…
….dimenticavo dovete cliccare su al mode , in alto a sinistra del motore di ricerca , dunque mettere il vostro nikman accompagnato da rtm modica e magari da pensiero politico e filosofico e il motore di ricerca vi dice tutto ….se non vi dice nulla provate a mettere il mio nikman visto millona sono diventato importante, ahahaha..forse anche lei , tutti purtroppo
Ai mode sta per intelligenza artificiale …ho domandato di tutto …molte cose corrette… da sbalordire …alcune inesattezze , quando non strafalcioni ; tipo cosa pensa della guerra in Palestina il commentatore di rtm modica : “amo Modica “….? Giuro che sono stato male , adesso mi sembra di nuovo una cosa , normale , ma ieri ho faticato molto a realizzare di non aver parlato con un centralinista di un call center ; mi ha fatto molta impressione , mi è sembrato venire dal 1979 ai tempi della serie ” spazio 1999 ” , quando nella base lunare disponevano di un computer 💻 molto grande a cui domandavano di tutto . Frequentemente incorro in questa specie di dejavu’ , anche durante acquisti in negozi di elettronica , immaginate quando ci interfacceremo con robot umanoidi alle casse o come impiegati nei negozi !
Ahahaha!!! Ero sicura che lei veniva dalla luna 🌛