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Telefonata tranello a Meloni: figuraccia o trigger? …l’opinione di Rita Faletti

Tempo di lettura: 2 minuti

La telefonata trabocchetto dei due comici russi a Meloni il 18 settembre scorso, ha suscitato stupore e imbarazzo nella maggioranza, critiche e godimento mascherato da indignazione nell’opposizione. Sarebbe stato lo stesso a ruoli invertiti. Meloni c’è cascata, e come lei e prima di lei, illustri personaggi tra cui Gorbacev, Erdogan, Merkel, McCain, Sanchez, Kissinger, il principe Harry. La premier si è fidata del filtro dell’ufficio diplomatico di Palazzo Chigi e ha espresso il proprio pensiero su Ucraina, migranti e rapporti con l’Europa. Ci ha messo la faccia, come spesso dice, questa volta esagerando e senza vedere in faccia l’interlocutore. Cosa ha detto? Che la controffensiva ucraina procede lentamente, che c’è stanchezza nelle opinioni pubbliche e che bisogna trovare una soluzione che però non contrasti con il diritto internazionale; che l’immigrazione è una questione difficile sul piano umanitario, logistico e della sicurezza e che ai partner europei non interessa, neanche le rispondono al telefono. Niente di così sconcertante né tanto diverso dalla realtà, nessuna “figuraccia planetaria”. Piuttosto un’occasione per riflettere, tutti, italiani e europei. Gli omologhi di Meloni sanno che la guerra di Putin contro Kyiv non tiene più i loro concittadini incollati alle tv, che gli immigrati sono un problema di cui farebbero volentieri a meno, soprattutto dal 7 ottobre scorso, e chiuderebbero porte e finestre per fermare i flussi. Sanno anche però che immigrazione è connessa a economia e demografia e che economia e demografia sono connesse a sicurezza, che i cittadini europei reclamano come loro diritto fondamentale. Meloni ha chiuso temporaneamente i confini con la Slovenia, ma non può proteggere i confini esterni dell’Ue lungo gli 8000 km. di costa. Sanno, gli omologhi di Meloni, che l’accoglienza dovrebbe tener conto delle aree di provenienza e che gli islamici si integrano a fatica, a volte mai. Ma questo non si può dire, non sarebbe politicamente corretto. Lo dicono però recenti sondaggi condotti in Francia, dove la convivenza tra illuminismo delle libertà e integralismo religioso è difficile quando non fatale per le libertà.  I numeri: il 49 per cento dei musulmani sotto i 25 anni sostiene che non è l’islam a doversi adattare ai principi della République, ma il contrario, il 27 per cento che la sharia dovrebbe prevalere sulle leggi statali e il 68 per cento rivendica il diritto di indossare il velo nelle scuole e nelle aule universitarie.  Dunque: il piano Mattei per l’Africa, aiutiamoli a casa loro, è condivisile o no? E’ attuabile o no? Questione Ucraina. Gli omologhi di Meloni, lasciamo stare le opinioni pubbliche dei rispettivi paesi, non si nascondono certo il sospetto che lo scherzetto giocato alla premier dai due russi (vicini al Servizio per la sicurezza della Federazione russa?) abbia addentellati con la propaganda di Mosca che lavora attivamente per portare avanti un attacco in forme diverse e anche sofisticate contro le istituzioni che tengono assieme le democrazie occidentali, dalla Ue alla Nato. Non è un mistero che c’è un ramo dell’intelligence russa specializzato nella destabilizzazione dell’Europa. Il gas nervino a Londra, la violazione delle mail del Partito democratico americano, gettate in pasto al pubblico, sono solo due esempi. Gira anche l’ipotesi che l’attacco dei macellai di Hamas a Israele, preparato da tempo, non escluda la connivenza di Putin che non aspettava altro che una nuova  guerra  distogliesse Europa e Stati Uniti dalla questione Ucraina. Da un mese circa, lo zar appare stranamente sorridente e non certo per come sta andando la sua guerra contro Kyiv. A parte i bombardamenti del Cremlino che distruggono infrastrutture e ammazzano civili, dei quali a Vladimiro poco importa mentre si dichiara angosciato per i civili palestinesi che muoiono sotto le bombe di Israele, l’esercito ucraino continua a combattere e infliggere perdite ai russi non solo sulla linea di contatto al fronte, ma concentrando gli attacchi nella costa occidentale della Crimea dove ha abbattuto una postazione della difesa antiaerea russa e preso di mira la flotta nel Mar Nero con i droni fabbricati in casa, gli FPV o “visuale in prima persona”, che consentono all’operatore di dirigerli sull’obiettivo con precisione millimetrica. Sono arrivati anche gli Atacms dagli Stati uniti e gli aiuti finanziari e militari dalla Germania, il paese più generoso dell’Ue. La stanchezza di cui ha parlato Meloni è solo musica per le orecchie di Putin. Tant’è che la rivelazione della telefonata fake avviene, con tempismo straordinario, il giorno precedente alla visita, la sesta dal 24 febbraio 2022, di von der Leyen a Kyiv. Suggerisce che l’Ue non è affatto stanca di aiutare il paese vittima dei crimini di guerra dello zar. Scesa dal Kyiv Express, la presidente della Commissione europea è stata accolta da Zelensky e, significativamente, ha preso parte alle celebrazioni organizzate in occasione della giornata dei 220mila lavoratori delle Ferrovie ucraine che dall’inizio dell’invasione non hanno mai smesso di lavorare per ricostruire i collegamenti tra le varie parti del paese, distrutti dalle bombe russe. “Sono qui, ha detto von der Leyen, perché intendo incoraggiare e rassicurare l’Ucraina che siamo e saremo saldamente al suo fianco. Ho molti argomenti di cui parlare: l’allargamento e la richiesta dell’Ucraina di diventare parte della Ue, del sostegno finanziario e militare a Kyiv e del dodicesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia.” Zelensky ringrazia. I suoi uomini si muovono sul campo di battaglia, le nuove fabbriche stanno aumentando la produzione di droni che hanno iniziato ad interessare diversi mercati stranieri. A fine settembre, 250 rappresentanti di aziende di armi provenienti da trenta paesi sono arrivati nella capitale ucraina per stringere accordi e al Business Forum tedesco-ucraino a Berlino, è stata firmata una collaborazione con l’azienda tedesca Rheinmetall. Kyiv lavora, si ingegna, non si lamenta e sorride. Alla faccia di chi la vorrebbe sotto il giogo russo.

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14 commenti su “Telefonata tranello a Meloni: figuraccia o trigger? …l’opinione di Rita Faletti”

  1. Solo figuracce possono fare, e nient’altro.
    Sono il nulla!! Abbiamo bisogno di operai, vadano a cercarsi un lavoro. Sulla guerra in Ucraina quando si riuniscono nella Nato, non discutono più di come sconfiggere la Russia, ma di come uscirne per salvare la faccia. Ancora aspettiamo il fallimento della Russia, la caduta di Putin, e la controffensiva di primavera ……!! Ed ecco che danno la colpa a Putin per la crisi in Medio Oriente, non a Israele per aver oppresso un popolo per settant’anni, e che sta calpestando tutti i diritti umani giorno per giorno. Sono tutti complici del genocidio che sta compiendo Israele, Netanyahu e Company dovrebbero comparire davanti ad un tribunale internazionale, è condannati per crimini contro l’umanità. Sono peggio di Hamas, sono degli ass…………!! VERGOGNA!!

  2. Giannino Ruzza

    Coup de theatre della Meloni: si è accordata con il primo ministro albanese Rama per costruire due centri di accoglienza in Albania capaci di ospitare 3000 migranti, ma solo quelli salvati in mare. I due centri sono in grado di ospitare fino a 36mila migranti l’anno. Non più una accoglienza indiscriminata ma solo chi ne ha effettivamente diritto. Gli altri saranno rimpatriati. La selezione è già un buon principio.

  3. Sig. Ruzza, questa è stata una mossa molto intelligente da parte della Meloni, non c’è che dire.
    Peccato la sua appartenenza e la subdola “destrosità” ed i suoi modi poco consoni alla figura che ricopre, ma occorre dire che è molto furba ed intelligente.

  4. Ecco che infatti il “Regime dittatoriale Europeo” ha chiesto che genere di accordi ha fatto l’Italia con l’Albania. Così non ci siamo, gli immigrati toccano tutti all’ Italia, scherziamo?? !! Fermo restando che in un mese sarà già al collasso.

  5. Comunque l’Albania sta facendo questo per l’interesse che ha di entrare a far parte dell’Unione Europea, altro che “Regime dittatoriale Europeo”.
    Tutto sto regime a me non sembra, il rispetto della legalità è un elemento primario.

  6. Stati che liberamente hanno scelto liberamente e democraticamente di far parte e fanno parte dell’Unione Europea: “Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi-Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia e Ungheria”. Quale è il regime dittatoriale al quale si riferisce? Il Regno Unito ha liberamente e democraticamente scelto di uscire e lo ha fatto nel 2020 dopo un referendum popolare svolto nel 2016.
    I regimi dittatoriali sono quelli in cui esiste la coercizione, non hanno libertà di stampa e di parola, un capo dello stato resta al potere per decenni e non può essere messo in discussione altrimenti si rischia o si perde la vita, decide di fare guerra in modo spregiudicato infischiandosene della comunità internazionale e dell’ONU.

  7. Tutti i paesi di frontiera accolgono immigrati. La Germania ad esempio ne ha ricevuti milioni, per non parlare che dopo la caduta del muro di Berlino c’è stata una migrazione dagli stati ex comunisti, lo stesso dicasi per la Spagna e la Grecia.

  8. Signor Anonimus, buongiorno,
    L’Unità ha scritto: “Cara Schlein, il tempo è finito ridacci il Pd, serve all’Italia”.
    Le sinistre sono afone e inerti, non è questioni di destra o sinistra, ma di capacità e intelligenza come Lei asserisce. Le obiezioni agli accordi Meloni-Rama non ci sono state quando l’Ue, per iniziativa della Merkel, ha dato “7 miliardini di euri” al dittatore Erdogan affinché si tenesse i migranti. Migranti che di tanto in tanto libera intenzionalmente per ricattare l’Europa.

  9. Anonimus
    Regime dittatoriale nel senso che dobbiamo rendere conto se facciamo un accordo con un altro Stato, in questo caso con l’Albania. Chiaro che l’Albania lo fa perché vuole entrare in Europa. E a me risulta che paesi come la Germania per altri motivi in passato ha fatto ciò che vuole, senza che l’Europa abbia chiesto chiarimenti.

  10. Condivido il suo pensiero signor Ruzza. Ma questo è il potere contrattuale che l’Italia ha purtroppo,
    Anche se oggi la Meloni è costretta a comportarsi con responsabilità, gode sempre di poca credibilità.
    Certamente Gino, ma in un Regime Dittatoriale come lei lo definisce, non si cerca di entrare e farne parte arrivando a farsi raccomandare come sta facendo l’Albania e come hanno fatto tutti gli stati che sono entrati, e allo stesso modo in un Regime Dittatoriale non sarebbe stato semplice uscirne come ha fatto il Regno Unito.
    Non vedo nessuno stato che lotta per fare parte della Federazione Russa, anzi, l’Ucraina si è difesa e cerca di difendersi proprio perchè non ne vuole far parte, non so se riesco a spiegarmi bene.

  11. Anonimus
    Ci sono molti metodi per imporre, come per far morire persone, magari rovesciando governi scomodi eletti democraticamente da un popolo. Mi pare che sulla elezione della Meloni la Von der Layen è stata chiara, disse: sappiamo come intervenire se la Meloni non sa comportarsi….che vuol dire??? Mi sembra chiaro!! Con il “potere” si può influenzare (mentendo) il comportamento di un popolo alterando anche il corso degli eventi. Infatti non è l’Ucraina che vuole entrare nella Nato, sono gli Usa che hanno speso miliardi di dollari per portare l’Ucraina nella Nato per indebolire la Russia. Ma con la menzogna hanno fatto credere il contrario. Come pure con l’influenza chiamata Covid. Oppure che i palestinesi sono terroristi, invece Israeliani e ucraini no.

  12. Nello sbandamento generale, mentale e morale, con una guerra brutale ai confini dell’Europa scatenata da un autocrate che ha in odio le democrazie e la guerra legittima di autodifesa della sola democrazia in medio oriente contro il nichilismo feroce di un gruppo terrorista, Giorgia Meloni, con una chiara scelta di campo in entrambi i casi, si sta rivelando in Italia come in Europa, salvo rare eccezioni, il politico più credibile. Lontana sia dalle ambiguità e dall’ipocrisia dei pacifisti, sia dal complottismo paranoico di filo putiniani e antisemiti.

  13. Il giudizio positivo nei confronti di Giorgia Meloni in politica estera è condivisibile, ma anche in politica interna lei ha dovuto assumere un atteggiamento responsabile cercando di non fare ulteriori danni ai conti, e facendo scelte corrette, naturalmente sbilanciate a destra.
    E’ criticabile il fatto che non faccia ciò che occorrerebbe, e cioè, in periodi di crisi come questo, andare verso una netta politica keinesiana che lei di fatto non sta facendo (in tutti i governo del mondo anche di destra questo lo stanno facendo),
    ma anche in questo caso occorre evidenziare che Lei si è trovata davanti un mucchio di macerie dovute agli azzardi dei governi populisti precedenti ed in particolare alla politica assurda del 110% che ha dissestato le casse dello stato.
    Giorgia Meloni ha “dovuto” essere più saggia delle sue assurde esternazioni che in un paese “piccolo” come il nostro sono servite a farla arrivare al governo, ma questa è purtroppo l’Italia, e per ultimo voglio aggiungere che, ancora si porta appresso il fardello della sua originale appartenenza senza alcun impegno per una conversione veramente democratica e di destra equilibrata ed in linea alle altre destre europee.
    Ma gli “italioti” comprenderebbero? E chi può dirlo,

  14. Sono d’accordo con Lei e aggiungo un paio di cose: Meloni deve purtroppo occuparsi delle “intemperanze” del suo alleato leghista che va tenuto a freno e di rassicurare l’altro suo alleato che teme di essere “assorbito”. Anche se non appare è un faticoso equilibrismo che stempera i malumori ma toglie energia a chi sta affrontando l’impegno di governare un paese rissoso e poco razionale dove l’opposizione è inesistente, se non nelle chiacchiere.

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