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“Non sono io a odiarli, sono loro a esistere”…l’opinione di Rita Faletti

Tempo di lettura: 2 minuti

Il nemico non te lo vai a cercare, è lui che cerca te. Le piazze delle capitali europee, dopo il 7 ottobre, il giorno della caccia di Hamas all’ebreo, impressionano. Nella capitale inglese sembrava che tutti i londinesi si fossero riversati nelle strade con i loro cartelli che chiedevano la fine del massacro, libertà per la Palestina e in maniera esplicita la distruzione di Israele “Dal fiume al mare la Palestina sarà libera”, slogan antisemita che la ministra dell’Interno Suella Braverman ha stigmatizzato. Nel Regno Unito l’islam è variamente rappresentato da una cinquantina di anni: 3,5 milioni tra musulmani del sud-est asiatico, Bangladesh soprattutto, e arabi sunniti. Cortei fiume anche a Parigi dove Macron aveva vietato le manifestazioni. In Francia, gli islamici, in maggioranza africani, sono 5,7 milioni e la radicalizzazione è diffusa e preoccupante in seguito agli attentati sanguinosi del 2015, gli sgozzamenti e le uccisioni di professori e gli attacchi ai cittadini di fede ebraica. Folle oceaniche anche in Germania, dove risiedono 5 milioni di islamici, prevalentemente turchi. In Italia, dove vivono 2,8 milioni di islamici, 100 mila nella città metropolitana di Milano, i manifestanti hanno sfilato per la Palestina libera, sostanzialmente a sostegno dei terroristi di Hamas, giustificando così la strage perpetrata contro gli ebrei. Patria Indipendente, l’organo ufficiale dell’Anpi, i partigiani dell’equidistanza nella guerra di aggressione russa all’Ucraina, ha sentenziato dall’alto di un irreprensibile senso della giustizia: “Impossibile ignorare l’occupazione militare illegittima israeliana di parte del territorio palestinese, causa dell’azione armata di Hamas”. Il doppio standard dell’Anpi era già noto e con l’ignoranza è emerso anche il razzismo anti-ebraico travestito da antisionismo: gli ebrei sono dove non dovrebbero essere, sottintende l’Anpi, quindi non c’è nessun razzismo anti-ebraico, ma la “legittima” avversione per qualcosa o qualcuno che non ha ragione morale, civile, storica di esistere. Conclusione: l’esistenza di Israele è una minaccia che Hamas giustamente vuole eliminare per sempre, anche al prezzo del sangue delle donne e dei bambini palestinesi “per risvegliare lo spirito rivoluzionario”. Parole del leader di Hamas, Ismail Haniyeh. In realtà, l’azione armata degli assassini, giustificata dall’Anpi, non ha nulla di patriottico, come vorrebbe far credere Erdogan, Hamas è indifferente alla vita dei palestinesi. Solo gli ipocriti possono sostenere il contrario: il califfo turco e l’Anpi sono sullo stesso piano, benché il primo abbia ragioni politiche ben più forti delle ragioni di un gruppetto di sopravvissuti. Che con quella frase disgustosa è come se dicesse: “Non sono io a odiarli, sono loro a esistere”, la frase illuminante con la quale Claudio Vercelli titolava un suo articolo del 2017. Illuminante e vera nel suo significato se la si accosta a un’altra frase pronunciata da un esponente di Hamas: “Gli israeliani sono un oggetto estraneo che nessuno ha voluto”. La dichiarazione che è un pugno nello stomaco delle varie sinistre, sepolcri imbiancati che balbettano la condanna di Hamas e del terrorismo, le sinistre del “né con lo stato né con le bierre”. Inutile chiedersi a questo punto se le piazze sono antisemite. Lo sono. Per mancanza di cultura, di buone letture, di senso critico, di buoni maestri, per superficialità e imbecillità e per le tonnellate di complottismo che hanno digerito, loro malgrado. Ma se il tuo vicino di casa, che nutre un odio furibondo nei tuoi confronti, non per quello che fai, ma per quello che sei (bianco, nero, giallo, ateo, cristiano, musulmano) dalla propria camera da letto scava un tunnel che arriva direttamente sotto la tua camera da letto per eliminarti, cosa fai? Chiederselo, prego.

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