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Centro per i rimpatri a Pozzallo. Attività velocizzata

Tempo di lettura: 2 minuti

Non più bambini né donne che appendono vestiti sulla rete della recinzione. Da oggi, il centro per i rimpatri veloci ospiterà solo migranti ai quali sarà velocizzato l’iter di espulsione e rientro in patria oppure, qualora ne abbiano diritto, di quello di rifugiato politico, il tutto entro 30 giorni dal loro arrivo a Pozzallo. Una struttura di parecchi metri quadri, sorvegliata giorno e notte, con pochissime possibilità di fuga, visti i piantoni sistemati sia all’interno della stessa che in prossimità dell’unica strada che porta verso la città marinara. Un nuovo hotspot con 84 cabine in previsione dell’altro hotspot che sorgerà presso la zona industriale Modica-Pozzallo. Centro per i rimpatri veloci che vedrà ulteriormente aumentato il numero di forze dell’ordine nei prossimi mesi, così come promesso all’Ansa dal sottosegretario all’interno, Nicola Molteni. “Un rafforzamento delle forze dell’ordine – dice Molteni – che vigilano nelle strutture: servirà quindi aumentare le assunzioni, ma sarà utile anche riportare a 7mila unità i militari impegnati nelle città per l’operazione Strade sicure, dopo il taglio di 2mila operato dal governo Conte 2: la proposta è in valutazione nel nuovo decreto legge su immigrazione e sicurezza atteso al Cdm della prossima settimana e che contiene, tra l’altro, misure contro i migranti, falsi minorenni”.
Il sindaco di Pozzallo, Roberto Ammatuma, lamenta lentezza ed approssimazione sui trasferimenti da effettuare, vista anche la molteplice presenza di migranti che circolano per le vie cittadine. “Siamo per accogliere – aggiunge Ammatuna – siamo per integrare ma a patto di regolarizzare questi immigrati. Ho avuto iniziali perplessità per questo tipo di strutture, specie perché nell’hotspot a ridosso dell’area portuale attualmente gestiamo un centro con 220 posti disponibili e ne stiamo accogliendo 500. Il governo investa nell’accoglienza e nella conseguente regolarizzazione per fare in modo che si possano realizzare velocemente procedure di stabilizzazione, di rifugiato o di rimpatrio”.
La presenza dei migranti a Pozzallo ha fatto storcere il naso a parecchi concittadini. Migranti che vanno in giro a chiedere ogni giorno pane, pasta, soldi, sigarette, ricevendo in cambio, il più delle volte, quanto richiesto ma scatenando il solito coro di polemiche fra coloro che non vedono di buon occhio questo gironzolare per la città. I fatti di cronaca si fermano all’accoltellamento di fine agosto ma molti di questi giovani africani destano preoccupazione. Molti di loro pare che molestino verbalmente le ragazze, importunando, a volte, con una sequela di inviti poco piacevoli da sentire.
Ieri, il maggiore concentramento di questi ragazzi è stato visto in via Torino, uno dei cuori pulsanti dell’economia pozzallese. Gruppi di otto/dieci ragazzi con le sporte in mano a chiedere la qualsiasi. In molti lamentavano la scarsissima presenza di forze dell’ordine in città. Speriamo non succeda davvero nulla.

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5 commenti su “Centro per i rimpatri a Pozzallo. Attività velocizzata”

  1. Tutte menzogne.
    La verità è che l’Italia è stata abbandonata dall’ Europa, la Germania finanzia le ONG per portare clandestini in Italia, l’Europa ha detto chiaramente che non prenderà nessun clandestino. E non può rimpatriare nessuno senza il permesso del paese di provenienza.
    L’Italia è un campo per profughi!!!
    Adesso aspettiamo L’ILLUMINATO PER ANTONOMASIA e Company che ci racconterà le favole, recitando la sua immensa “falsa” misericordia.

  2. Il sindaco Ammatuna vorrebbe continuare con il suo centro, che tra l’altro fruttera’ un bel po’ di soldi per chi lo gestisce, ospitare 500 persone che hanno bisogno di tutto , tutto che arriva da dove ? Per il fabbisogno si fanno bandi di fornitura ? Queste cose vengono comprate a prezzo di mercato ? Pare che siano inquadrate in spese di emergenza a carico del ministero dell’interno , e quindi disponibili all’istante, ecco un buon motivo per i buonisti di accogliere con una buona affluenza . Certo se il governo Meloni li chiude in centri dove non possono uscire e entrare a piacimento e comincia a rimpatriarli, c’è il rischio che l’affare possa rendere di meno .
    Tranquilli qualunque cosa fai c’è sempre qualcuno che non gli sta bene economicamente parlando e allora viene fuori con argomenti etici non economici e si straccia le vesti.

  3. Gino, intanto gli daranno un reddito di cittadinanza che a lei non danno, puoi comu veni si cunta. Bla, bla, bla… la rabbia dei trombati.

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