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Peppe Drago. 7 anni dalla morte, per non dimenticare

Tempo di lettura: 2 minuti

Uno dei personaggi più rilevanti degli Iblei nell’ambito della storia politica del trentennio 1980 -2010, è stato sicuramente Giuseppe Drago, detto Peppe, del quale ricorre oggi, 21 settembre 2023, l’anniversario della morte, avvenuta il 21 settembre 2016.

Nato a Scicli ma modicano di adozione, fu un personaggio che mostrò un carisma politico straordinario, una capacità comunicativa rilevante, una visionarietà che in pochi riescono ad avere, e che nella sua storia politica e umana ebbe molti amici a livello locale, regionale e nazionale, ma anche, purtroppo, parecchi nemici; lui, in verità, non considerava gli altri nemici ma avversari, come del resto è naturale per chi si impegna in politica avere avversari; i suoi furono nemici anche acerrimi, che soffiarono venti su alcuni sui incidenti di percorso che lo offuscarono sul piano giudiziario.

Drago inizia la sua vita politica ai tempi della prima Repubblica, militando nel Partito Socialista Italiano. Il suo percorso politico fu brillante e ricco di successi; i consensi non gli mancarono mai perché riusciva a coinvolgere tutti e in particolar modo le fasce popolari. Era insomma un politico che non si formalizzava, che non manteneva distanze; per i modicani e la popolazione iblea era sempre “Peppe”, l’amico che non era necessario chiamare onorevole perché tutti potevano dargli del “Tu”: nelle piazze, nei bar, nei palazzi, nei comuni, nelle sedi istituzionali, nei luoghi di cultura. Drago fu sindaco di Modica, consigliere provinciale, deputato e Assessore regionale, Presidente della Regione Siciliana, deputato nazionale e Sottosegretario di Stato alla Difesa e agli Esteri. Un percorso davvero rilevante.

Certamente a questi risultati Drago arrivò non in virtù di semplici accordi elettorali, ma perché mostrò in modo chiaro evidenti capacità politiche. Drago riuscì a farsi apprezzare a vari livelli istituzionali per le sue intuizioni politiche, per gli orizzonti anche culturali che caratterizzavano il suo operato.

1. Giuseppe Drago sindaco di Modica e il lancio di un modello di “città turistica”

Drago svolgeva la professione di medico ed era un personaggio di spicco del Psi, pupillo e delfino dell’on. Natalino Amodeo. Il 28 ottobre 1986 presentava alla città di Modica il suo programma amministrativo, sostenuto da una maggioranza di pentapartito, Dc, Psi, Psdi, Pri e Pli, allineando così la città al governo regionale e nazionale.

Il suo avvento innalzò, rispetto alla sindacatura di Giovanni Frasca e quella di passaggio di Concetto Scivoletto, il livello della programmazione amministrativa. Drago mostrò subito di avere le idee più chiare, di “volare alto”, capì che la sua amministrazione poteva trovare risposte a Palermo e Roma essendo rispondente alla linea del Pentapartito nazionale, si rese conto che l’accelerazione dei processi di cambiamento propri della società degli anni ‘80 stava trasformando rapidamente il volto sociale, culturale e produttivo di Modica, facendo emergere nuovi bisogni ed aumentare vertiginosamente la richiesta di servizi e di nuove aree produttive.

Già sin dal suo insediamento, Drago, rispetto al segmento di governo di alternativa di sinistra nato dalla dissidenza democristiana, intuì che la necessità, nella gestione politico-amministrativa di una città come Modica, fosse quella di intervenire in modo non più casuale o episodico, bensì in base a parametri previsionali di sviluppo, ad indagini scientifiche e a progettazioni in cui il disegno politico fosse saldato efficacemente alla soluzione tecnica.

Le sue dichiarazioni programmatiche, insomma, mostrarono, almeno sul piano delle idee, come la nuova amministrazione di pentapartito fosse orientata a proporre una nuova stagione politica giocata tutta sulla metodologia della programmazione, nonché sulla espansione degli spazi della democrazia partecipativa e dell’informazione dei cittadini. Le aree di intervento che l’amministrazione Drago ravvisò prioritarie furono sostanzialmente quattro: l’organizzazione amministrativa del Comune, lo sviluppo economico, l’urbanistica e il territorio, la qualità della vita.

Le scelte intenzionali di Drago fecero leva su due assi di sviluppo che miravano non alla semplice gestione della vita ordinaria della città, ma a creare un “modello città” lanciato all’esterno per incrementare il suo livello di crescita e occupazionale, visto che il dato di disoccupazione faceva registrare le 5.000 unità.

Modica usciva, in quel momento, da una forte battaglia unitaria per lo sviluppo della provincia di Ragusa nei confronti della Regione, dell’Eni e della Montedison, per cui Drago trovò strategico impostare il suo programma di sviluppo della città puntando sulla necessità di fare del Comune un “soggetto politico” in grado di intervenire a livello dei centri decisionali e a garanzia del fatto che una parte della ricchezza estratta dal sottosuolo fosse reinvestita sul territorio per dare occasioni di lavoro e di sviluppo.

La progettualità di Drago apparve interessante, ma sembrava di difficile realizzazione poiché richiedeva collaborazioni istituzionali diverse, pur tuttavia la tentò affiancandola con l’altro versante del suo modello di città: quello turistico. In questa direzione Drago cercò di avviare delle iniziative con convegni di studio che affrontarono in modo scientifico la questione, proprio per fare emergere la consapevolezza che dalla bellezza e dal barocco di Modica potessero partire i presupposti per attivare nuovi processi produttivi e flussi economici in grado di assorbire manodopera e far crescere l’occupazione. Molti frutti di questa visione politica si toccano con mano in questo nostro tempo.

A Modica, nel 1986, non esistevano strutture ricettive né nel Centro storico né nelle sue adiacenze, né lungo la fascia costiera. Quel processo iniziale di flusso turistico registratosi negli anni ‘70 con la presenza di tedeschi a Marina di Modica, non aveva avuto un prosieguo perché la classe politica aveva mostrato di credere poco nel turismo, e difatti la città non aveva alberghi, villaggi turistici ben attrezzati, campeggi, strutture sportive di grande richiamo, strutture idonee ad accogliere qualsiasi tipo di turismo, da quello di èlite a quello di massa, da quello giovanile a quello della terza età. La città che il sindaco Drago sognava e pensava di poter far crescere e sviluppare economicamente doveva passare dalla “via del turismo”, e difatti il cuore delle sue dichiarazioni programmatiche fu proprio il comparto turistico.

Del suo programma, peraltro anche innovativo, Drago poté fare ben poco e la sua sindacatura si ridusse, come le precedenti, ad iniziative come la richiesta di mutui per il completamento della piscina di contrada Caitina e la costruzione del secondo stralcio della Scuola di via Nazionale, nonché a dare in appalto la gara per il completamento delle Scuole Medie di Cannizzara e Frigintini, già finanziati dalla Regione. Tentò anche alcune iniziative Culturali e per la viabilità cittadina nel Corso Umberto e mise in cantiere la possibilità di avviare una facoltà di Scienze dell’amministrazione come sede distaccata di Catanzaro, che poi si realizzò con la sindacatura Ruta in collaborazione con l’università di Catania.

2.L’elezione di Drago alla Presidenza della Regione Siciliana

Durante la seconda legislatura di Carmelo Ruta, la città apprese con soddisfazione che Giuseppe Drago era stato eletto Presidente della Regione siciliana. L’elezione avvenne il 29 novembre 1998 e fu un evento eccezionale poiché per la prima volta, nella storia di Modica, un modicano assumeva il Governo di Palazzo d’Orleans.

Al suo insediamento Drago propose un progetto autonomistico come risposta alla globalizzazione, evidenziando che fosse giunto il tempo di dare un nuovo nome alla questione meridionale e siciliana per rinsaldare i vincoli di cooperazione e solidarietà con tutte le altre parti d’Italia e, per essa e con essa, con tutte le altre nazioni europee e con i popoli della koinè mediterranea.

Egli credeva, in quel preciso momento storico, che la cultura siciliana dovesse ispirare il progetto dell’autonomia, e offrì, pertanto, all’ARS, dichiarazioni programmatiche ambiziose finalizzate alla ricostruzione della fondamenta della vita civile, economica e politica dei siciliani.

La formazione del suo Governo avvenne in un momento di grandi trasformazioni dell’economia, della società e della politica, che investivano direttamente l’istituto regionale.

La globalizzazione dell’economia, la crisi dello Stato, la crescita del Nord-Est che integrava la propria economia con quella delle regioni situate in altri Stati, la dinamicità delle Regioni del versante adriatico, faceva sempre più emergere la riscoperta delle identità locali.

Drago si propose di superare la visione obsoleta della “Regione imprenditrice”, orientando la sua azione verso quelle che erano le parole d’ordine dei poteri pubblici nei Paesi più sviluppati dell’OCSE: risultati, efficienza, responsabilità, tutela del pubblico, degli utenti. Egli guardava alla Regione come strumento di sviluppo economico capace di promuovere politiche dirette ad esaltare le potenzialità economiche del territorio e a favorire la collaborazione tra diversi soggetti economici, sociali ed istituzionali, dalla cui interazione dipende l’andamento dell’economia.

Il Piano programmatico di Drago, contenuto in un volumetto di 100 pagine, evidenziò come l’ex sindaco di Modica pensasse alla grande e come si apprestasse ad iniziare un percorso di confronto con lo Stato. Egli sostenne, infatti, che era giunto il tempo di dire basta al cosiddetto “meridionalismo piagnone”, e che l’autonomia speciale non poteva più sostanziarsi in una pura e semplice azione di rivendicazione finanziaria nei confronti dello Stato. La Regione doveva sì esigere e non poteva smettere di avere rapporti finanziari con lo Stato, ma non poteva cessare di difendere le sue prerogative statutarie.

I propositi progettuali del Governo Drago, al di là del confronto con lo Stato, volevano inserire la Siciliaattivamente nel contesto Euromediterraneo, ed oscillavano tra modernizzazione delle istituzioni e riorganizzazione della macchina di governo, “de-burocratizzazione” della vita amministrativa e mercato del lavoro, solidarietà sociale e diritto alla salute, politiche di bilancio e finanziarie della Regione e valorizzazione delle risorse agricole, minerarie, paesaggistiche, artistiche e culturali; sistemi dei trasporti e problemi della comunicazione.

Ben poco Drago, per la brevità del suo Governo, poté realizzare, e tra i principali atti del suo operato vi furono alcuni interventi di riforma della pubblica amministrazione regionale in ossequio alla legge “Bassanini”; tali interventi riguardarono la separazione della funzione di indirizzo politico-amministrativo, affidata agli organi di governo, dalla funzione di gestione finanziaria, tecnica e amministrativa, affidata ai dirigenti. E in virtù di ciò, attuò la rotazione dei dirigenti regionali dei vari settori amministrativi.

Altre iniziative riguardarono: l’attivazione di “Giunte di governo itineranti” nei vari territori provinciali della Regione, al fine di avvicinare le Province a Palazzo d’Orleans e avviare tavoli di concertazione programmatica; la concretizzazione di confronti internazionali per la creazione del Ponte sullo Stretto di Messina; la creazione di un Distretto del Sud Est che, partendo dal suo patrimonio barocco, paesaggistico e monumentale, potesse diventare volano di crescita economica per la Sicilia e per il Sud Est.

Dalla breve Presidenza di Drago alla Regione siciliana la città di Modica non trasse particolari vantaggi, se non in termini di immagine e promozione turistica; fu, infatti, grazie alla sua Presidenza che un evento sportivo di portata nazionale, il Giro d’Italia, avvenuto nel 1999, partì da Agrigento e fece tappa a Modica con una carovana sportiva e mediatica che portò in città centinaia di migliaia di persone. Sempre ad opera di Drago venne anche finanziato il Progetto del Parco Letterario Quasimodo, che costituiva un interessante mix di letteratura, arte e turismo.

Drago si dimise dal suo incarico il 21 novembre del 1999, grazie al colpo mancino che gli sferrò, tra l’altro, il suo compagno di partito on. Salvatore Cardinale.

Lasciato il governo regionale ed ancora galvanizzato dalle sue idee autonomistiche lanciate durante la sua Presidenza, Drago abbandonò il Ccd e fondò il movimento politico “Pensare Sicilia”, con il quale si propose di ricreare condizioni culturali per affermare le identità territoriali nel quadro dell’imperante processo di globalizzazione.

Un frutto di “Pensare Sicilia” fu proprio l’Istituzione del Distretto culturale del Sud Est, che trovò poi un supporto nella fattività dell’on Fabio Granata. Al modello del Nord Est, Drago contrappose il modello del Sud Est, che sta oggi riscuotendo un ampio interesse sul piano culturale e turistico con ritorni anche sul piano economico ed occupazionale.

3. Il dolore della sua vicenda giudiziaria

Dolorosa anche la sua vicenda giudiziaria, che, per quanto assurda, dopo tre gradi di giudizio partorì una condanna pesante, che lo prostrò fortemente ed ebbe riflessi anche sulla sua salute, ma che pose fine alla questione offuscando la sua carriera politica. Sul piano umano non gli mancò, tuttavia, la solidarietà, la vicinanza e l’affetto del suo partito e di tanti modicani e non.

A riguardo, in occasione di una convention elettorale tenutasi il 19 maggio 2009 aVilla Real per le elezioni europee, egli stesso ribadì la sua innocenza:

“Mi insediai alla Presidenza e il segretario generale mi spiegò che l’uso di quei fondi non andava rendicontato, proprio perché riservato. I servizi segreti, la Digos mi consigliarono di usarli nelle situazioni di emergenza. Una volta un ragazzo venne con una tanica di benzina, minacciandoci di darsi fuoco. Usai i fondi riservati. Acquistammo un’apparecchiatura braille per una ragazza cieca di Pozzallo, finanziammo l’adeguamento dell’auto di una famiglia di Modica, con bambino disabile. La mia condanna crea un mostro giuridico. Da oggi in poi il Presidente del Consiglio, i ministri dell’Interno, della Difesa e degli Esteri, tutti i presidenti di Regione potranno essere condannati per l’uso dei fondi riservati senza rendicontazione (…) Racconterò all’aula di Montecitorio cosa mi accadde quando diventai sottosegretario alla Difesa.

Venne il capo di gabinetto del Ministro Martino e mi portò diecimila euro in contanti. “Cosa sono?”, chiesi. “I fondi riservati”. “E come si spendono?” “Eccellenza, lei non deve rendicontare, li spende e basta”. “Sa, sono già stato condannato, se li riprenda, grazie, replicai. (…)Sono l’unico in Italia ad essere stato condannato per una vicenda del genere, nessun altro presidente della Regione siciliana, e di alcuna regione italiana, o Ministro o Capo del Governo è mai stato inquisito per la mancata rendicontazione di tali fondi(…).

Il mio ruolo è politico, tra la gente. Il seggio a Montecitorio è questione accessoria. Non mi precludo nessuna scelta. L’interdizione perpetua dai pubblici uffici è un’enormità nel mio caso, la pena è stata condonata, e la pena accessoria mi condanna virtualmente all’ergastolo. Non posso fare neanche il consigliere comunale. Ma nessuno può impedirmi di essere tra la gente, di fare politica dal basso. Poco importa che io sia deputato. Qualcun’ altro lo sarà al posto mio…” (4)

Il dramma di Drago si toccò con mano perfino nel comizio del 30 maggio 2009 quando, alla presenza dell’on. Casini, fece pubbliche scuse, facendo riferimento alla sentenza (…): “Chiedo scusa due volte – disse – a chi ha avuto fiducia in me e si è sentito tradito da una sentenza che io ritengo ingiusta e che vivo con dolore. Chiedo scusa poi per essermi lasciato andare e caduto nelle provocazioni in Consiglio comunale. Non è da me, un uomo delle istituzioni non deve mai cedere anche se io l’ho fatto per i lavoratori” (5).

Mi piace concludere il ricordo di Peppe Drago, augurandomi che Modica, sua città di adozione, possa includerlo nella lista dei tanti modicani cui pensa di intestare qualcosa; in questo spazio voglio dedicargli i versi di una mia poesia che gli scrissi appena a conoscenza della sua scomparsa, e che si trova pubblicata nel mio libro uscito in Romania, dal titolo În străpungerea antinomiilor, (Nella trafitta delle antinomie), edito dalla casa editrice Editura Școala Ardeleană nel 2021; nella parte IV dell’opera , titolata “Omaggio del cuore”, ho voluto ricordare così la mia amicizia con lui.

Domenico Pisana

21 settembre 2023

A Peppe Drago

(Già Presidente della Regione Sicilia, uomo di sogni)

 

Nell’oblò della memoria i tuoi occhi, di profilo,

camminano da Nord a Sud, tornano alle origini,

vanno contro la macina del tempo, in cerca di spazi,

si dirigono verso l’eterno ed allungano lo sguardo.

 

 

Dietro la tela della tua vita v’è una storia

di orgoglio e di passione, gli archetipi d’ ideali

combattuti che parlano agli amici.

Dietro ogni ideale vi sono angoli di bene

e dietro gli angoli di bene semi di male.

 

 

Tu lasci città che hanno visto il tuo sorriso,

scenari di battaglia cambiati, avversari lontani

ora vicini e amici vicini ora lontani

dove i pensieri usciti dal sonno agitano

la bandiera dell’impegno che il vento di Sicilia

raggomitola sul tuo corpo avvolto nella luce

ove un giorno Dio dirà l’ultima parola.

Questo è l’ideogramma della vita

il segreto del canto degli amici.

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35 commenti su “Peppe Drago. 7 anni dalla morte, per non dimenticare”

  1. La prima volta che ho conosciuto il rimpianto e compianto Dott. Peppe Drago fu nel lontano 1987 quando allora essendo Ufficiale Sanitario mi firmò e mi rilasciò l’autorizzazione sanitaria per aprire la mia attività. Mi fece tanti auguri e con mia sorpresa mi abbracciò, era visibilmente felice che un ragazzo di appena 22 anni avesse avuto il coraggio di mettersi in proprio e mettersi anche un bel pò di milioni sulle spalle. Quell’abbraccio per me fu come una benedizione, la stessa benedizione che ho avuto nell’abbraccio che mi fece mia madre, un abbraccio che ho sostituito con quello che non ho potuto avere dal mio papà perchè morto molti anni prima.
    Allora non conoscevo questo Dott. Drago, ma ne ho subito apprezzato la grande umanità che aveva quest’uomo nonostante l’autorità che aveva in quella sede.
    Subito dopo ci furono le elezioni e Lui eletto col PSI divenne assessore. Poi Sindaco, e incominciò di fatto la sua ascesa politica. Col trascorrere degli anni e nonostante fosse diventato un personaggio di spicco anche a livello nazionale, mai si è mostrato (come usiamo dire a Modica) “fumusu”! Era sempre il Peppe Drago che avevo conosciuto da giovane, gli appellativi: Onorevole, Presidente, Deputato, Segretario, (fu anche vice segretario dell’UDC a livello nazionale) non costituivano un piedistallo per guardare il prossimo dall’alto in basso, specie con le persone comuni, e nonostante le responsabilità e gli impegni che aveva e per questo ci si vedeva poco, era sempre il Peppe di tutti!
    Tutto quello che gli si possa dire o attribuire a Peppe Drago, nei miei ricordi sarà il Dott. Drago che ho conosciuto da ragazzo.
    Tempo fa il Prof. Pisana aveva proposto di intitolare una strada o una via a Peppe Drago, oggi sono a ribadire che sarebbe un bel gesto da parte dei modicani (e non solo) per ricordare un grande Uomo che tanto ha fatto per la Provincia di Ragusa e per le tante famiglie che ha aiutato in silenzio come suo fare.

  2. Non riesco a crederci, leggo un commento che svela completamente l’essenza del suo autore.
    E dopo la denigrazione assoluta nei confronti del “mondo” della politica, ecc, ecc, ecco le parole dolci che non ti aspettavi.
    E dopo tanto veleno, e dopo che la politica era brutta e cattiva ecco spuntare la “politica umana”, già, quella giusta che mi sorride, arrivando ad accostare la persona (con tutto il rispetto umano) alla mamma, già.
    Ma lo scrittore famoso per i suoi copia e incolla e le sue torte buonissime oggi cambia registro.
    Il politico che però per essere “io” dalla parte del giusto lo chiamo dottore è umano e buono, gli altri che non conosco sono tutti brutti e cattivi.
    Chiamasi “familismo amorale” o le sue infime derivazioni queste esternazioni…
    un politico non è più giusto o umano degli altri magari perchè ti sistema la moglie o ti fa il favorino che tante volte hai disprezzato se fatto agli altri, tutti abbiamo messo sulle spalle milionicini per andare avanti nel commercio o nell’artigianato, mentre eserciti di aspiranti impiegati sfilavano nelle “segreterie politiche”, Spinello, non vado oltre e lei mi comprenderà benissimo.
    Ma anche Santi comprende quello che ho scritto.

    Vede, al di la della persona che io rispetto, il fatto è che lei rispetta solo per simpatie o antipatie i politici (li chiami così per favore) o per i favori fatti, è evidente, ma questo lo fanno tutti anche gli amici dell’ex nostro ultimo precedente Sindaco,
    comprende?
    Io poi, semplificando lo chiamo populismo, quello assolutamente identico a quello dei grillini che sputavano veleno contro tutti e oggi sono molto peggio degli altri che disprezzavano.

    Mi creda l’umanità la trova nel rispetto dei più deboli e non nell’esaltazione dei più forti, magari potrà continuare a fare le paste e le torte, ma non ci parli di politica giusta o sbagliata, oggi.
    Mi raccomando, stia alla larga dai sieri e dagli americani, non si sa mai.
    Spinello, la porta era aperta ed il portiere era andato a prendere un caffè… così si fa gool.
    Buona giornata a tutti

  3. Massimo rispetto per la malattia che lo ha colpito e per la sua persona, ma dal panegirico che si legge, lo stesso autore ne elenca che “Del suo programma, peraltro anche innovativo, Drago poté fare ben poco e la sua sindacatura si ridusse, come le precedenti, ad iniziative come la richiesta di mutui per il completamento della piscina di contrada Caitina e la costruzione del secondo stralcio della Scuola di via Nazionale, nonché a dare in appalto la gara per il completamento delle Scuole Medie di Cannizzara e Frigintini, già finanziati dalla Regione. Tentò anche alcune iniziative Culturali e per la viabilità cittadina nel Corso Umberto e mise in cantiere la possibilità di avviare una facoltà di Scienze dell’amministrazione come sede distaccata di Catanzaro, che poi si realizzò con la sindacatura Ruta in collaborazione con l’università di Catania.”con vantaggi limitati per modica alta se non dalla presenza degli studenti con annessi e connessi e il lancio di persone per la loro carriera. E ancora” Dalla breve Presidenza di Drago alla Regione siciliana la città di Modica non trasse particolari vantaggi, se non in termini di immagine e promozione turistica; fu, infatti, grazie alla sua Presidenza che un evento sportivo di portata nazionale, il Giro d’Italia, avvenuto nel 1999, partì da Agrigento e fece tappa a Modica con una carovana sportiva e mediatica che portò in città centinaia di migliaia di persone….. ” non si riporta la vicenda dolorosa dell’azione giudiziaria, per rispetto nel ricordarlo, ma a conclusione della lettura non rimane che annotare che il periodo di esponente socialista e casiniano, non hanno portato a modica nessun beneficio, nel senso di opere tipo il ponte guerrieri, o altro degno di nota, però c’è il ricordo dei suoi vero amici e di quelli che sono salito sul carro in periodi di gloria e poi l’hanno abbandonato per altri lidi, o esponenti politici…

  4. Prof. Pisana, mi piacerebbe leggere un sua poesia dedicata agli stronzi. Oppure un decalogo che spieghi il perchè stanno a galla e vengono trasportati dalle correnti.
    O forse meglio una “Lode agli stronzi” che potrebbe presentare in un prossimo incontro culturale.
    O anche una rubrica che parla degli “Stronzi del nostro tempo”.
    Faccia Lei, noi saremo ben lieti di leggerla! Alla fine anche questa è cultura, la cultura che oggi fa profitti e odiens. Molto odiens!

  5. Un’altra lezione di lealtà e serietà da parte di Vincenzo, grazie.
    Chi vorrà capire, capirà, i fatti sono questi.
    A Modica gli scheletri non sono riposti negli armadi, sono sdraiati nei letti e con essi si fà l’amore.
    Ecco perchè giorno per giorno si fanno enormi passi indietro, pignoramento di conti correnti, debiti, furberie, ma la colpa è sempre degli altri.

  6. Tonino Spinello quando non sa che dire e gli suonano le campane passa all’insulto esplicito, grandioso ed elegante. Le parole sono chiare ed evidenti. Vincenzo, il commento è la ricevuta della batosta subita, lasci stare.

  7. In tempi andati i rappresentanti delludc dell’epoca esprimevano non proprio apprezzamenti nei suoi confronti.

    Attualità Modica

    06/10/2011 15:37
    Lavima: Vi prego, non dite che Peppe Drago è dell’Udc!
    Un passato da dimenticare
    Modica – Il divorzio tra gli Orazi e i Curiazi non finisce di riservare sorprese.

    Modica – Il divorzio tra gli Orazi e i Curiazi non finisce di riservare sorprese.

    L’ultimo gesto in ordine di tempo è quello del segretario provinciale Udc, fedelissimo dell’on. Orazio Ragusa, Lavima a suo tempo draghiano, che in una richiesta di rettifica al quotidiano La Sicilia ha tenuto a precisare che Peppe Drago non è Udc, ma Pid.

    E’ accaduto infatti che in diversi articoli, apparsi anche in prima nazionale, sul quotidiano catanese, “a proposito del processo” Modica bene ” in cui il medesimo è coinvolto si precisa che Peppe Drago è stato definito dell’ Udc, quando invece è del Pid.

    Al di là dell’errore, resta un fatto: i nuovi vertici Udc ci tengono a far vedere i ponti recisi col passato, anche con quello che li ha visti protagonisti della prima, e della seconda ora.

    Ragusanews.Com

  8. E niente, anche da morto Peppe Drago riesce a fare sbroccare i sinistroidi!
    Ma la loro natura è questa e non potranno mai cambiarla.

  9. Peccato che Drago era sinistroide anche lui, leader del Partito Socialista che fino a prova contraria è un partito sinistroide anche per i pasticceri, poi lui, alla caduta del Partito di Craxi, ha tentato la sortita ed ha cercato di entrare in Forza Italia, lì non fu ben accetto e, quindi si aprirono le porte dell’UDC partito di centro, allora centrodestra, il partito di Cuffaro per intenderci.
    Il partito che oggi rientra in campo con il nuovo vecchio nome: Nuova Democrazia Cristiana, con lo stesso Cuffaro a capo e come vice da qualche giorno annovera anche il nostro onorevole Abbate.
    Spinello, lei questo lo sa benissimo e sbrocca poichè qualcuno più saggio lo ha fatto sbroccare nelle ultime ore di brutto, proprio stamattina, al punto che è passato anche agli insulti che tutti abbiamo letto.
    Un buon digestivo e se non basta un maalox e via, anche i grandi dispiaceri si possono superare, basta non lasciarsi andare alle parolacce, suvvia.

  10. Spinello si vergogni oltre a non capire nulla di politica e di come va il mondo è pure un gran maleducato. Se avessero insultato lei apriti cielo e denunce.
    Ma si sa che i perdenti come Putin fanno queste cose!!!!

  11. Leggendo gli interventi, mi sa che Peppe Drago non sia stato sinistroide, i socialisti con Craxi sono stati sempre una via di mezzo tra democristiani e sinistra, infatti l’on Craxi ha cercato con il suo governo di accrescere i consensi con una politica di stampo democristiano, tanto e vero che è successo quel che è successo con lo scandalo mani pulite, la tela costruita per ottenere i consensi con metodi democristiani, ne l’on Amodeo si poteva definire sinistroide, l’unico che tendeva a sinistra era Signorile. Tanto è vero che poi socialisti di centro rimasti confluiranno in forza Italia, che nasce dalle ceneri del collasso di Craxi. L’on Drago ha avuto un rapporto strettissimo con Casini, che era il padre dell’udc, dopo tangentopoli con tendenza a destra quindi questa sinistroidita non c’è traccia, in realtà è stato un uomo di centro,fin dalla sua militanza nel psi, poi ciascuno può leggere gli avvenimenti politici come vuole…

  12. Evidenziare ciò che tutti sanno, seppur nel rispetto della persona di cui si parla nell’articolo, e che non c’è più, è una cosa sacrosanta.
    Qualcuno in quelle parole ha riletto la propria storia ed ha reagito non accettandola, problemi suoi, noi siamo rispettosi anche delle difficoltà di queste persone che poi, fanno la morale al mondo ed agli altri.
    Pippo, capisco perfettamente e chiunque può leggere, il fatto è che quando si dicono le cose come stanno, chi non ha capacità di replica, chi non ha nulla da eccepire e rifiuta ciò che è scritto, chi è debole di carattere, passa all’insulto.
    E’ una verità freudiana, e noi, ripeto, rispetteremo lo stesso queste persone.
    A proposito della sinistra o dei sinistroidi, nel caso specifico Pippo ha evidenziato anche in questo caso come stanno le cose veramente, ergo, mi aspetto una mitragliata di insulti ma in questo caso rivolti a Pippino per essere precisi.
    Per una settimana non andrò a comprare dolci, ma non vedo l’ora che passi presto, i cannoli di ricotta con graniglia di pistacchio sono veramente buoni.
    Buona serata Pippo, e la smetta di mettere zizzanie per favore.

  13. Politicamente ha fatto ben poco, lo ricordano i lavoratori.
    Da due anni non frequento più una certa attività per via del proprietario arrogante e saccente a modo suo e come me tanti altri.

  14. Ultimamente ho l’impressione che qualcuno aspetta i miei commenti per potersi divertire e sfogarsi con gli sproloqui, a manipolare oltre che deviare i discorsi in altre direzioni e meglio accreditarsi nelle provocazioni. Oltretutto il mio primo commento non era nemmeno politico, era più un omaggio affettuoso ad un “Amico”. E gli amici sono amici per sempre, anche dopo la morte! Peppe Drago è stato un mio amico e questo non lo rinnegherò “mai”. Anche se fosse stato un delinquente come qualcuno lo vorrebbe far passare o ricordare.

    Il Sig. Giovanni è l’unico che ha commentato l’articolo illustrando il suo pensiero sulla vita politica di Peppe Drago che può essere condivisibile ma non entro nel merito perchè i punti elencati da Lei e dal Prof. Pisana richiede tempo e precisione sui tempi e sulle circostanze di allora. Mi permetto solo una battuta su Craxi da Lei citato: Con l’operazione “mani pulite” la quale molti hanno fatto carriera (uno su tutti il sig. Di Pietro) fu eliminata di fatto la classe politica della Prima Repubblica. Fu un Colpo di Stato vero e proprio ordinato dai nostri colonizzatorie e la scusa era di eliminare la corruzione che c’era allora. Nessuno nega questo, neanche Craxi lo negava, anzi fu uno dei pochi che ebbe il coraggio di ammettere tutto quello che succedeva dall’inizio della Repubblica e che era sotto gli occhi di tutti, per questo fu insultato, deriso, umiliato e messo alla gogna mediatica e dell’opinione pubblica. Fu l’unico a pagare per tutti e morì esiliato all’estero. Da quel Colpo di Stato stranamente a sopravvivere furono i sinistroidi che poi vendettero l’Italia e gli italiani un pezzo alla volta e siamo arrivati ai tempi nostri.

  15. @Giovanni
    Se lei ha letto bene i commenti, il termine sinistroide in senso dispregiativo è stato utilizzato dal signor Spinello, poi Pippo lo ha ripreso per confutare (ho letto un po di ironia in questo) la sua affermazione.
    Ricordo perfettamente la collocazione politica dell’on. Drago all’inizio della sua carriera, lui era socialista,
    ma non comprendo la sua spiegazione signor Giovanni, il Partito Socialista Italiano era collocato a sinistra, come succede in ogni parte del mondo, e non vedo niente di male in questo.

    Il socialismo è un complesso di ideologie, movimenti e dottrine legato a orientamenti politici di sinistra tendente a una trasformazione della società finalizzata a ridurre le disuguaglianze fra i cittadini sul piano sociale, economico e giuridico.
    Era socialista come lo erano: Pertini, Nenni, Turati, De Martino, Craxi.

    Dopo tangentopoli, il Partito Socialista crollo e tanti esponenti si indirizzarono altrove.
    Drago, come giustamente ha spiegato un precedente commentatore tentò di entrare in Forza Italia come fecero tanti esponenti di una buona parte della Democrazia Cristiana e del vecchio PSI, per lui questo non fu possibile.

    Ma nel 1995 passo al CCD, partito di centro che entro nei primi governi Berlusconi, nel 2002 passo all’UDC e comunque ancorato a destra con l’on. Casini, oggi Casini ce lo ritroviamo collocato nel PD e quindi a sinistra.

    L’affermazione che lei, Giovanni, riporta, e cioè che per ottenere consenso si utilizzavano metodi “democristiani” non è una bella cosa, ma sono d’accordo con lei in questo.

    Ma commentavamo le parole del sig. Spinello che riteneva che anche da morto “riesce a fare sbroccare i sinistroidi”.
    La morale in tutto questo è che essere sinistroidi o destroidi non è il problema, ma il problema è il “malaffare” ed il “clientelismo”, ognuno che abbia un discreto livello di comprensione e logica può farsi un’idea ed io non mi presto ad esprimere giudizi su questo, sono argomenti complessi e difficilmente comprensibili per chi, magari, chiude la discussione con eleganti insulti.

    Una buona serata a tutti

  16. In un confronto dialettico civile gli insulti non possono coesistere, chi si lancia in insulti non fa altro che esprimere la propria indole, le “stronzate” che si scrivono qualificano chi li scrive, pertanto non val la pena di rispondere, come diceva tTotó, la classe non è acqua..

  17. E’ più che evidente che dietro a commenti buonisti e di affetto nei confronti di amici viene impiantata la solita teoria complottista, e se avesse continuato ci avrebbe infilato dentro i sieri, i poteri forti, gli americani, gli ucraini (poveretti) e tutti i luoghi comuni che tanto la contraddistinguono.

    La legge dell’amico che sta sempre dalla parte giusta e chi non è con me è contro di me, è il sintomo più evidente della illogicità di queste assurde accuse mosse contro il vento…
    e se tutta la politica è marcia e tutto viene venduto ai nemici ed agli extraterrestri ed agli americani, mentre poi si giudica la politica dell’amico che ci ha fatto i favori e ci ha fatto i sorrisi ammiccanti come la politica “giusta”.

    Per intenderci su quella politica:
    -la politica di chi ha riempito le pubbliche amministrazioni di “affiliati” per necessità facendoli penare per oltre un ventennio in attesa di una agognata stabilizzazione, mentre chi non si è allineato è rimasto fuori, anche perché quelle pubbliche amministrazioni non hanno più bandito concorsi pubblici-

    Mentre tutti quelli che non ci piacciono devono essere per forza disprezzati con epiteti piccanti, tutti sono sinistroidi che fanno il paio con quelli dell’altra parte che definiscono destroidi i loro nemici.

    Ho profondo rispetto la persona della quale di sta parlando, ma i fatti restano quelli che sono, wikipedia può dare una mano ricordandoci tutto anche agli smemorati, certamente il nostro commentatore dirà che siamo indottrinati come ha sempre fatto, e io dico sicuramente che ha ragione, ma i fatti comunque restano al di là dell’indottrinamento.

    Io in quella storia, (quella di cui si sta discutendo per intenderci) ho visto invece un passaggio opportunista da una parte all’altra del campo politico (da sinistra verso destra) e nessun ideale, solo cinico, utile e banale opportunismo per essere chiari. Certo, si potrà tentare di cambiare qualcosa se non gradita, come spesso in certi ambienti si fà, ma la realtà ed il tempo sono sempre galantuomini, ritornano sempre inesorabilmente.

    C’è chi restò a sinistra e c’è chi pensò di passare sul carro del vincitore, come spesso in Italia si è fatto e come si continua a fare, niente di diverso che mero opportunismo.

    Non ho nessun motivo per vedere le cose in modo diverso.
    Ma come ho sempre fatto, rispetto chi vuole vedere le cose diversamente, ma spieghi e rispetti a sua volta, questa è la dialettica e non la proposta di poesie finalizzate all’insulto che sicuramente persone serie come il prof. Pisana mai accoglierebbero.

    Questo modo di essere e di fare, tipico dei paesi meno sviluppati, è il terreno dove si sviluppano i sistemi e la mentalità mafiosa, scrivevo ieri di “familismo amorale”, “a famigghia veni prima” e anche se un esponente della mia “famigghia” sbaglia, allora non può essere vero, deve avere ragione per forza.
    Il concetto di familismo, il concetto di famiglia sta alla base della mentalità mafiosa, gli amici e gli amici degli amici.

    La libertà del pensiero è quella che prediligo e quella che giorno per giorno pratico finchè mi sarà possibile, ma non può esserci liberta di pensiero se non ho alcun pensiero, o se vivo nel disagio.

    Ciò che mi consente questo è la democrazia, ciò che mi consente di vedere con obiettività e rispetto le varie posizioni ed i vari modi di pensare. Ogni pensiero ha preso forma dalle proprie esperienze, dall’interpretazione della propria vita, dalla possibilità di ciascuno di potere vedere il mondo da diversi punti di vista.
    Comunque, e chiudo, è vera l’impressione che qualcuno aspetta i suoi commenti per potersi divertire, lei è il centro del mondo e dei miei pensieri, siamo fatti così, noi “morti che camminiamo”, se ne faccia una ragione.

    Buon fine settimana a tutti, sia ai sinistroidi che ai destroidi.

  18. mA PERCHE RTM NON HA PUBBLICATO UNA NOTIZIA DEL PIGNORAMENTO DEL CASO pUCCIA /COMUNE?, MI SEMBRA STRANO RTM PUBBLICA TUTTE LE NOTIZIE. dOMANDO X UN AMICO, BUONA GIORNATA

  19. Non posso dimenticare quel passato, le parole di Vincenzo risuonano nella mia testa, lui ha perfettamente ragione, fummo inquadrati a far parte dell’esercito di articolisti, non sapevamo ciò che ci aspettava, eravamo ragazzi che cercavamo di creare il nostro futuro, ogni campagna elettorale era la solita storia, la ricerca del consenso elettorale.
    E poi un giorno passammo alla pubblica amministrazione, alcuni usl, alcuni comune, alcuni ufficio di collocamento. Iniziò un calvario durato venticinque anni fra continue promesse e delusioni.
    Ora, sappiamo tutti come è andata e non lo dimentichiamo, mi dispiace che qualcuno abbia visto altro ma le cose sappiamo come sono andate, migliaia di persone possono raccontarvi la stessa storia se vogliono.
    La politica sociale degli articolisti partì con la sinistra, era una forma di aiuto ai giovani in attesa di trovarsi un lavoro, la destra di allora accusava quella sinistra di assistenzialismo.
    Ma a Modica le cose non andavano proprio così, l’on. Drago esponente socialista, intuì la potenzialità ed il bacino di voti che avrebbe smosso e, passato con il ccd e la destra del tempo pensò bene di gestire quelle persone.
    Si crearono delle cooperative finalizzate alla gestione di tutto questo personale, alla faccia di chi aveva avuto lo scrupolo ad non entrare nelle segreterie politiche, e che poi e’ rimasto fuori.
    Cooperativa prometeo se ricordo bene era una di quelle organizzazioni finalizzate allo scopo.
    Tutte quelle manovre ebbero i loro risultati, la destra modicana ebbe moltissimi voti, tutti gli articolisti o ex articolisti e l’indotto costituito dalle loro famiglie votarono come possiamo immaginare.
    Naturalmente Vincenzo ha perfettamente ragione, noi restammo incatenati a quel sistema per un debito di riconoscenza, in ogni elezione si reiteravano le stesse promesse, chi era entrato doveva essere stabilizzato.
    La stabilizzazione avvenne proprio pochissimi anni fa’, in tempi diversi con l’applicazione di diverse successive leggi, ma l’ultima, la più importante e definitiva fu fatta dalla sinistra, dal PD per intenderci, si chiama “legge Madia”, non dimenticatela.
    La destra è stata irresponsabile all’inizio ed è rimasta irresponsabile fino alla fine e grazie alla sinistra che sicuramente ha le sue pecche il calvario è finito.
    Le cose andarono così, purtroppo, e sicuramente quell’enorme flusso di personale ha determinato il blocco delle assunzioni regolari per tantissimo tempo.

  20. Giorgina /74
    Credo che la storia sia un po’ diversa, ma mi corregga se sbaglio.
    Gli articolisti nascono con cooperative fatte dalla sinistra, che dovevano durare un anno, progetti per censimenti di beni culturali e altro, più che altro paghe da assistenzialismo.
    Poi però hanno continuato a rinnovare, grazie alla sinistra che ripeteva di non poter licenziare tutte queste persone. Ed ecco che poi sono finite nella pubblica amministrazione, perché la pubblica amministrazione non poteva assumere per mancanza di fondi. Quindi la storia è molto diversa. Anzi possiamo dire che gli articolisti sono gli unici a non essere assunti per raccomandata o come volete chiamarla voi per concorso. La destra ha poi copiato, facendo progetti con le chiese……e usandoli per serbatoio di voti…..!! La persona di cui si parla in questo articolo ha fatto quello che hanno fatto tutti quelli che stanno al potere, con la complicità dei cittadini che adesso fanno ipocrisia. Non esiste il venditore, senza il compratore. Questo sistema è la piaga più grande di questo paese, usare la raccomandazione per scavalcare magari chi è più preparato, così ci troviamo persone che ricoprono lavori da impreparati. Questa è la verità! Quindi i cittadini in questo caso sono colpevoli. Vanno a bussare anche per un titolo di studio, poi però fanno manifestazioni contro la mafia. Scavalcare uno più preparato con la classica spintarella ……anche questa è mafia. Mi corregga se ho scritto qualcosa di sbagliato.

  21. @Gino
    la correggo, questo è stato fatto solo da una segreteria politica o in massima parte da una segreteria politica, a Modica lo sanno tutti, anzi se incontra cinquantenni in qualche ufficio del comune o dell’ospedale a Modica gli potranno raccontare le cose.
    Sono state assunzioni di centinai di persone senza alcuna verifica, io avrei preferito una assunzione seria fatta con concorso come si faceva prima, oggi abbiamo tantissimi amministrativi e poi il comune non riesce a fare niente, si perdono finanziamenti, non ce professionalità.
    A Modica non c’è stata spartizione politica fra destra e sinistra se è questo che vuole sapere, perché a Modica non c’era e non c’è la sinistra neppure ora.
    Chi abita a Modica capisce cosa voglio dire, ha ragione che le spintarelle ci sono, ma chi potrà mai dargli una spintarella per scavalcare qualcuno preparato? A chi si rivolge o si è mai rivolto qualcuno a sinistra? Non troverà nessuno.
    Ha ragione sulla mafia, ma la mafia si trova dove c’è il potere e non dall’altra parte, guardi oggi da che parte si trova il potere e poi mi risponda.

  22. Giorgina/74
    Ho domandato in passato a ex articolisti, come pure a quelli che erano nelle chiese, e diciamo che il passaggio alla pubblica amministrazione è stata “quasi” simile. Niente concorsi per mancanza di fondi, o per troppo indebitamento da parte dei comuni, così da usufruire e assumere nel tempo queste persone. Anzi ultimamente hanno fatto fare dei corsi per quelli che lavorano in ospedale. Il chiamato “consenso” si faceva con il personale delle chiese, che io sappia. Ma aggiungo che almeno queste persone stanno lì senza la “spintarella” che si usava nei concorsi in passato……con genitori che facevano prendere il lavoro ai propri figli, i concorsi in Italia sappiamo come funzionano. Comunque Approfondirò la mia ricerca su questo argomento. Grazie per la precisazione, le auguro una Buona Domenica

  23. Ha visto Giorgina che saggezza, [stanno lì senza la “spintarella”], perché sono migliaia di persone entrate attraverso alcune segreterie politiche in modo “industriale”, botte di pacchetti di voti che possono portare a diventare anche presidente della regione, e ci racconta che in questo caso non ci sono le spintarelle…
    mentre uno o due persone alla volta scelti da concorsi pubblici regolari, magari con qualche spintarella, quello no, quelle sono sbagliate.
    Migliaia di voti contro qualche decina: “a fari trasiri u sceccu cò culu”,

    Giorgina, lasci perdere, gira vota e furria, lui avrà sempre ragione, mettendosi anche contro l’evidenza delle cose, e comunque stia serena, ora approfondirà e poi le farà sapere, anche noi siamo curiosi dell’esito, l’uomo del monte è fonte di saggezza e di rispetto.
    Confondere l’assistenzialismo cieco e abnorme con il lavoro vero ha sempre fatto danni.
    Mettere dentro la pubblica amministrazione in massa tanta gente senza selezionare e preparare fa più danni che dare stipendi a casaccio, lo stesso che dare redditi di cittadinanza a persone che potrebbero benissimo lavorare (populismo per fini elettorali sia l’uno che l’altro).
    Conosco tante persone in gamba nelle pubbliche amministrazioni, sicuramente, ma c’è una massa di persone messa lì solo per percepire stipendi aggratis e facendo poco o nulla, mentre fuori, padri e madri di famiglia che hanno minimi guadagni con sacrifici enormi.
    Madri di famiglia che lavorano in studi commerciali, oppure in negozi, o in supermercati che a stento riescono a guadagnare 500 euro al mese e poi rientrati a casa devono accudire i figli e sbrigare le faccende domestiche, e vedere tante quelle infilate con quelle tecniche di massa, a guadagnare più del doppio facendo pochissimo lavoro.
    Lo riteniamo giusto?
    E non ci vergogniamo di questo?
    Magari diranno è una guerra fra poveri, IO DICO DI NO, non è assolutamente una guerra fra poveri è una contesa fra privilegiati scelti dalla politica in massa e gente con tantissima dignità che lavora seriamente e malpagata.

    CHE LO STATO FACCIA DELLE NORME PER ASSUMERE GENTE EFFICIENTE NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE E AIUTI LE IMPRESE PRIVATE FACENDO SI CHE DIA CORRETTI STIPENDI E SALARI AI PROPRI DIPENDENTI, QUESTA E’ LA SCOMMESSA.

    Sono tutte cose create dalla sinistra per nobili motivi, ma purtroppo poi usati anche dai furbastri che in Italia sono tantissimi.
    Una buona domenica a tutti, anche ai furbastri che leggono e si incazzano leggendo.

  24. Ecco che il solito ILLUMINATO ci illumina con le sue fesserie.
    Ho spiegato chiaramente, ma per lui ci vogliono le ripetizioni.
    GLI ARTICOLISTI SONO GLI UNICI ENTRATI SENZA SPINTARELLE!! Ho spiegato che questo è successo con quelli delle chiese!!! Ha capito adesso??? In caso rilegga!!
    I concorsi non si sono fatti perché i suoi governi votati da “personaggi” come lei di destra e di sinistra non sono stati capaci di creare lavoro, o opportunità per i giovani, anzi hanno per sessant’anni sperperato denaro pubblico.
    E SI RASSEGNI, PERCHÉ NON CI RIESCONO NEANCHE ADESSO.
    NESSUNO VI ABBASSERÀ LE TASSE, NESSUNO CREERÀ LAVORO, NESSUNO VI ADEGUERÀ STIPENDI, ECC ECC.
    LE FAVOLE SONO SOLO PER INDOTTRINATI COME LEI!!!
    Prima con i concorsi in passato si passavano posti fissi da padri in figlio, grazie a migliaia di voti di scambio.
    Ma forse il nostro ILLUMINATO non ha potuto passare il posto ai figli, per colpa degli articolisti…..!! (Per la verità spero non abbia figli….non oso immaginare che figli può crescere)
    I CONCORSI FUNZIANO SE REGOLARI E PER MERITOCRAZIA, NON IN ITALIA.
    Io vado a cercarla la verità, esatto!!!
    AL CONTRARIO DI LEI, CHE CREDE ALLE FAVOLE CHE GLI INDOTTRINANO!!
    Stia sereno, adesso arriverà il suo compagno di merende a consolarlo……. probabilmente anche qualche giornalista.
    E non faccia il misericordioso, PERCHÉ NON LO È AFFATTO, VISTO GLI INSULTI CHE HA SCRITTO IN PASSATO SUI SUOI CONCITTADINI E NON SOLO, SOLO PERCHÉ NON LA PENSAVANO COME LEI. Penso di essere stato abbastanza chiaro……in caso rilegga più volte. Buon divertimento.

  25. Arrivare a tutta questa rabbia ed agitazione vuol dire che i commenti hanno colto nel segno.
    Vincenzo, come al solito gli insulti sono la verifica della correttezza di un commento.
    Ma sono sempre insulti senza motivo, il fatto è che non si accettano le opinioni altrui.

  26. Signor Gino, mi permetto di dire che le cooperative da lei citate erano piene di persone che facevano pellegrinaggio nelle segreterie.

  27. Sig Enzo
    Quelle cooperative per disoccupati con progetti regionali per un anno poi chiamati articolisti, non è così.
    Semmai c’erano interessi comuni, che preferisco non scrivere.
    Per quelle delle chiese le do ragione. Ma l’ho scritto nei commenti precedenti.
    Può controllare.
    Purtroppo in Italia, anche per entrare in un supermercato per 500€ (rispondendo all’ILLUMINATO che fa falsa solidarietà) vanno a bussare la porta al (…….) di turno. Ma questo L’ILLUMINATO NON LO SCRIVE. MA AGLI ILLUMINATI PIACE SCRIVERE FESSERIE. Per ILLUMINATI non è rivolto a lei.
    Ma la piaga della raccomandata l’hanno creato i cittadini. Non esiste venditore, senza il compratore.

  28. Pippo, ma la smette di mettere zizzanie?
    Le mie sono idee come ho sempre detto e scritto, ho chiesto anche alla redazione che qualora avessi fatto un torto evidente a qualcuno avrebbe dovuto non pubblicare il mio commento.
    Ci sono inutili parole come illuminato o quant’altro in alcuni commenti, che non mi creano nessun problema, io esprimo solo idee e rappresento fatti volendo riscontrabili.
    Per una volta che ho evidenziato le responsabilità della politica che ha messo nel carrozzone della pubblica amministrazione centinaia e centinaia di persone senza concorsi per ottenere riscontri elettorali e subito a difendere i politici, ma proprio sempre contro ogni mia idea, sempre contro, veramente non capisco.
    Si parla di chiese, di quelli delle chiese, ma sicuramente poi queste persone pregando tanto sono entrati nelle pubbliche amministrazioni, vuol dire che la preghiera aiuta, cosa possiamo dire di altro?
    Io ho espresso chiaramente il mio punto di vista, lo possono riscontrare tutti, anzi sono tutti al corrente ad eccezione di coloro che non erano a Modica negli anni 80, 90 e oltre…
    Mi dispiace non potere avere confronti sereni, posso capire chi si sente attaccato essendo inserito fra i beneficiari (direttamente o indirettamente) di quei provvedimenti del clientelismo di massa, ma gli altri, che magari sono sempre stati contro i politici e questa volta li difendono, è assurdo.
    E comunque non attacco nessuno e non difendo nessuno, ma i fatti sono stati questi.
    Pippo, spero lei non commenti perché mi fa riempire subito di insulti o quasi.
    Buona serata

  29. Io sto dalla parte della verità sempre.
    In questo caso sono i cittadini che vanno a bussare la porta al potente di turno, anche per lavoretti in un supermercato per 500€ come scrive lei. Questo l’hanno creato i cittadini. Se non c’è il consumatore, non può esistere il venditore. Quindi raccolgono il male che hanno creato.

  30. Ecco finalmente la verità sempre negata: “Questo l’hanno creato i cittadini. – I cittadini che vanno a bussare la porta al potente di turno”, qualcuno lo ha sempre negato nelle migliaia di commenti.
    Poi questi cittadini vanno a votare e creano la politica che tanto viene disprezzata dai populisti, finalmente ci siamo… se non cambiamo idea, però… “a chi tiatru”.

  31. Sa che vuol dire ” in questo caso?”
    Nel mio commento c’è scritto “in questo caso”!! Se lei non ci arriva sono problemi suoi!! pippo sarà colpa di Giuseppi, dei poulisti, novax, del reddito di cittadinanza, grillini, evasori…..bla……bla …..bla. bye bye pippuzzu continui, non ci abbandoni con le sue illuminazioni. Se non ci fosse bisognerebbe inventarlo

  32. E sulla trasparenza dei concorsi, lo dimostra ciò che è successo qualche giorno fa ad un sindaco che naturalmente non scrivo il nome, immortalato dentro le camere del suo comune dalle telecamere di video sorveglianza che faceva sesso con due donne contemporaneamente …!! Pare che c’erano concorsi su misura per queste boccadirosa come nel brano di De André. Ma c’è chi lo fa anche per lavoretti precari da 500€. E L’illuminato ci racconta la favola di chi lavora per pochi soldi. Ma non ci dice che anche per questi lavoretti vanno a bussare. Nazione di corrotti e corruttori.

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