Abrogazione Rdc. Firrincieli(M5S Ragusa) presenta mozione

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Il consigliere comunale del Movimento Cinque Stelle Ragusa, Sergio Firrincieli, ha presentato una mozione indirizzata al sindaco e al presidente del civico consesso avente ad oggetto l’abrogazione del Reddito di cittadinanza. Nella nota, Firrincieli, in previsione dell’abrogazione del provvedimento a decorrere dal 1° gennaio 2024, mentre per l’anno 2023 sono state previste molteplici restrizioni alle originarie condizioni di accesso, tra cui l’introduzione del limite massimo di sette mensilità e il termine ultimo di erogazione al 31 dicembre 2023, evidenzia che la nuova misura di contrasto alla povertà, denominata Assegno di inclusione, è destinata ai soli nuclei familiari con individui in condizioni di fragilità al proprio interno (minorenni, persone con disabilità, persone di almeno 60 anni di età) e che chi è in condizione di povertà, ma non ha nel suo nucleo soggetti con tali caratteristiche, è escluso dalla misura. “Non è quindi – è spiegato nell’atto di indirizzo – una misura di contrasto alla povertà ma un sostegno ad alcune categorie di fragili. La misura appare inoltre discriminatoria nei confronti dei cittadini stranieri, nonostante le raccomandazioni europee e della giurisprudenza in senso contrario, con la previsione del requisito della residenza in Italia da almeno 5 anni di cui almeno gli ultimi 2 continuativi. Lo scorso venerdì circa 169mila famiglie hanno ricevuto una comunicazione di sospensione dell’Inps tramite sms. Comunicare la sospensione del RdC attraverso un sms inviato dall’Inps, dimostra tutta l’insensibilità e il disprezzo verso i percettori della misura: a 169.000 beneficiari è stato comunicato che non avrebbero più percepito il RdC in attesa di eventuale presa in carico dei servizi sociali, con la beffa che, per continuare a percepire l’assegno unico per i figli, dovranno presentare una nuova istanza; la sospensione ha interessato proprio le famiglie con percettori “non attivabili al lavoro” ovvero le fasce più deboli dei beneficiari e meritevoli di tutela; valutando che le famiglie interessate sono state lasciate al loro destino con una comunicazione incerta e confusa: tanto coloro che pensano di potere rientrare fra i fragili, meritevoli di una presa in carico da parte dei servizi, quanto quelli che aspirano al sostegno promesso per l’occupazione, che in ogni caso entra in vigore in ritardo rispetto allo stop del RdC di almeno un mese e per il quale non sono ancora state attivate le procedure per poterne usufruire. Per non parlare di tutti i nuclei esclusi per ragioni economiche, in ragione dell’abbassamento delle soglie di accesso alla nuova misura; questa incertezza causa una pressione nei confronti dei Comuni, per i quali non sono stati previsti strumenti finanziari e risorse umane aggiuntive. I Comuni, oggi, non sono in grado di fronteggiare attraverso i propri servizi sociali il “disastro sociale” creatosi a seguito del venir meno dell’unica fonte di sostentamento per molti nuclei familiari. Ecco perché chiedo di approvare l’atto in questione per impegnare il sindaco e la Giunta a fornire a Governo e Parlamento la propria testimonianza in qualità di presidio territoriale e amministrativo sulle drammatiche conseguenze di una scelta che, oltre a mettere in ginocchio le strutture di assistenza sociale, rischia di riportare centinaia di migliaia di persone nel baratro dell’indigenza; ad attivarsi con le forme e le modalità che riterranno opportune, anche attraverso il coinvolgimento dell’Anci, per chiedere al Governo e al Parlamento di rivedere il proprio orientamento in merito al RdC, al fine di: ripristinare l’erogazione del RdC, evitando così il diffondersi delle proteste e il rischio di episodi di violenza ovvero, in subordine, differire immediatamente la sospensione dell’erogazione del RdC, poiché ad oggi nessuna struttura dei servizi sociali del Comune è in grado di prendere in carico un numero così alto di persone in disagio sociale, così come i Cpi non sono in grado di sostenere e gestire il patto di servizio personalizzato per avviare al lavoro coloro a cui sarà sospesa tale misura; istituire un tavolo tecnico con tutti gli attori istituzionali coinvolti, al fine di prevenire nel prossimo futuro e gestire nell’immediato la situazione di “disastro sociale” in cui si trovano Comuni e nuclei familiari coinvolti dalle vicende in questione”.

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4 commenti su “Abrogazione Rdc. Firrincieli(M5S Ragusa) presenta mozione”

  1. Tonino Spinello

    E con questa mozione il Sig. Firrincieli ha fatto il suo bel figurone.
    In pratica vuole fare giocare la partita al Comune quando il Gioverno gli ha tolto il pallone, anzi glielo ha bucato. Ma siccome ci piace giocare anche senza pallone, allora ci sediamo attorno ad un tavolo e ci mettiamo a fare i “tecnici”.
    Tavoli tecnici funzionali solo per raccontarci la partita (in differita) ma senza potere mai andare in gol. Ma con le narrazioni quotidiane le partite li vincete tutte, nessuna esclusa. Poi mi parlate di “disastro sociale” quando il vero disastro siete Voi!

  2. Qui alla fine si discute chi ha o avuto ragione per tale situazione o si litiga per questi indigenti senza nessun sostegno.
    Ma sarebbe opportuno invece che ognuno si rendesse conto che se sarebbe nei panni di queste persone bisognose, quale prova tangibile aiutarli e non parlare a sproposito.
    Quando c’e’ la necessità di mettere il pranzo con la cena e non avere nemmeno i soldi per poter pagare le utenze di luce e gas ditemi voi che situazione si viene a trovare? Pur quanto si ha nervi saldi ad affontare situazioni drammatiche, credo che nessuno possa permettersi di dire che si ozia e inizia a trovarsi un lavoro. Ma dal momento in cui chi si presenta davanti ad un futuro datore di lavoro indossando indumenti con necessità di pulizia, nessuno avrà esiti positivi di essere assunti e l’unica strada è diventare barboni e mendicanti a chiedere elemosina.
    Spero a tutto questo venga fatta una seria riflessione, non può un Governo assumersi tale gravità con queste persone allo sbando più totale.

  3. Tonino Spinello

    Esatto cittadino,
    Pupi Avati dichiara: “Non sarebbe ora di dare un anno sabatico a tutti gli opinionisti che si rincorrono nei vari salotti televisivi?
    Perchè non provate ad imbastire una compagnia di giro formata da esseri umani normali che non appartengono al gotha del potere politico o dei media”?
    I politici, dal nazionale al locale, si sono ridotti solo a passacarte e passaparole. Quello che ordina la UE, a cascata tutti i cantautori a ripeterci le stesse cose all’infinito. Mai che si definisce quello che si inizia. Tutto vago e tutto incerto. Poi però ci parlano di democrazia, di degrado sociale, di diritto all’istruzione, di diritto alla salute e quaìnt’altro.
    Ma daltronde come diciamo a Modica, “a ucca è n’capitali”!

  4. Una cosa è certa Firrincieli, fino a quando il reddito di cittadinanza sarà più consistente del reddito di persone che si spaccano la schiena, il reddito di cittadinanza è completamente ingiusto.
    E non parliamo di chi può lavorare e lavora in nero rubando quel reddito.
    Uno stato serio fa in modo che vengano alzate le retribuzioni minime che devono essere per vari motivi superiori agli aiuti, seppur dignitosi di chi non lavora.
    Meloni è intelligente, la manovra di ieri tassando gli extraprofitti delle banche per tagliare il cuneo fiscale, allorché ben dosato, potrà dare risultati. Mi dispiace per la sinistra che non ha avuto questo buon senso.
    E poi la sinistra perde, questo è un esempio degli errori fatti.
    E comunque la destra è sempre deprecabile, ma i fatti vengono prima delle cattive ideologie che mai approveremo con queste sembianze filo_ventennio.

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