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La lunga mano del Cremlino…l’opinione di Rita Faletti

Tempo di lettura: 2 minuti

La violenza russa contro il popolo ucraino prosegue. Nelle città conquistate, l’eliminazione fisica brutale di chi ha lottato contro gli invasori e continua a farlo nei modi possibili e secondo le circostanze, è servita a stroncare la resistenza e terrorizzare, ma non a sottomettere nello spirito chi è sopravvissuto. Mosca non può farsi amare dai testimoni della sua ferocia, ma può, con la prepotenza, iniziare a cancellare la loro identità culturale. Lo sta facendo a Mariupol, la città martire per l’alto sacrificio di civili, mai sapremo quanti, dove la scuola è iniziata all’insegna di un modello di repressione in perfetto stile sovietico. L’inno russo obbligatorio precede l’inizio delle lezioni per inculcare l’amor patrio, i libri di testo sono scritti in lingua russa, dalla Russia provengono diversi insegnanti dal momento che i “colleghi” ucraini si sono rifiutati di prendere servizio pur conoscendo i rischi che potrebbero correre. Gli occupanti intendono far dimenticare agli abitanti rimasti la loro identità come popolo e le atrocità compiute dai russi durante l’ “operazione militare”. Il cemento di nuovi edifici, tirati su in tempi record per dare un’immagine di efficienza, in contrasto con il cinismo e l’indifferenza del regime nei confronti dell’essere umano, serve a coprire definitivamente i poveri cadaveri gettati nelle fosse comuni e umiliati per la seconda volta. Chi non aveva il diritto di esistere, ancora meno ha il diritto di essere ricordato e compianto. E’ la lezione che il carnefice di Mosca impartisce al Paese invaso e ai suoi sostenitori occidentali perché temano la vendetta del Cremlino. Che usa nei confronti degli ex amici gli stessi metodi che usa contro i nemici. Un paio di giorni fa,  Ravil Maganov, presidente del consiglio di amministrazione della Lukoil dal 2020, è volato da una finestra dell’ospedale di Mosca dove era degente. Vaghe le notizie sul suo precedente stato di salute, sicuro il suicidio. Si sa però che aveva criticato l’invasione dell’Ucraina e chiesto il cessate il fuoco. Alexander Subbotin, altro manager di Lukoil, è stato trovato morto, pare per aver bevuto del veleno di rospo durante una seduta sciamanica. Infarto, si è sentenziato. Dall’inizio dell’invasione, una sorprendente sequela di “disgrazie” si è abbattuta su alcuni oligarchi molto vicini a Putin. Sergei Protosenya, top manager di Novatek, è stato trovato impiccato nel giardino della villa che affittava in Spagna, Alexander Tyulyakov, top manager di Gazprom, ha fatto la stessa fine, ma in un garage. Leonid Shulman, dirigente di Gazprom  e Vladislav Avayev, ex vice-presidente di Gazprombank, sono stati trovati morti nelle rispettive abitazioni con una pistola accanto. Suicidi, elementare Watson.  Andrei Krukowski, direttore del resort sciistico di Gazprom, è precipitato da una scogliera a Sochi, un incidente. Yuri Voronov,  magnate legato a Gazprom, è stato  trovato morto sul bordo della piscina a San Pietroburgo. Strane coincidenze le morti ravvicinate di personaggi appartenenti al mondo degli affari e del settore energetico, strana la velocità con cui i decessi sono stati derubricati a suicidi e incidenti senza che indagini accurate abbiano escluso l’omicidio. Dunque, come non collegare quelle morti al Cremlino? In “Diario russo” la giornalista Anna Politkovskaia, assassinata nel 2006 a Mosca per aver indicato in Putin la causa della progressiva sovietizzazione del Paese, spiega come il Cremlino abbia sempre mirato ad impadronirsi delle aziende petrolifere, “in teoria a nome del popolo e di una fantomatica economia di stato” nella pratica per gestire l’enorme flusso di profitti delle materie prime attraverso l’oligarchia di stato, di cui Putin è stato l’ideatore assieme a un ristretto gruppo di persone, soprattutto ex cekisti (KGB), diventati oligarchi, con i quali aveva solidi rapporti. Gli oligarchi, con Putin, si identificano con lo stato e gestiscono il potere in forma chiusa. “L’oligarca è un funzionario governativo e più sta in alto più è ricco. Chi tiene le redini del mercato dell’energia ha anche il monopolio del potere”, scrive Politkovskaja. Non è strano, pertanto, che prima dell’invasione Putin abbia convocato gli oligarchi e che essi abbiano sostenuto l’ “operazione speciale”. L’andamento della guerra, le ingenti perdite russe, lo stallo e le sanzioni occidentali che non è vero che non stiano danneggiando l’economia russa, potrebbero aver convinto alcuni oligarchi della necessità di porre fine all’invasione. Per questo Maganov è “stato suicidato”? Mosca ha dimostrato che la riduzione della produzione di gas e petrolio non è la sua preoccupazione principale. Quello che invece preme al potere, è continuare a disporre delle risorse economiche per garantire la sopravvivenza del regime. Domanda: quanti sono gli oligarchi a condividere questa linea? Fino a che punto? Perché il dissenso esiste ed è un tema che ci riguarda da vicino: cosa sarà disposto a fare Putin pur di mantenersi in sella? L’Ue dovrebbe chiederselo se non vuole trovarsi faccia a faccia con l’orso.

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9 commenti su “La lunga mano del Cremlino…l’opinione di Rita Faletti”

  1. La Russia sarà stritolata lentamente, molto lentamente, ci accorgeremo giorno dopo giorno dal diminuire dei commenti dei putiniani “de casa nostra”, quelli “ra terra piatta” e “ra panza china”, i vari putiniani si affievoliranno giorno dopo giorno, saranno costretti al sacrificio ma non potranno far nulla… anche perchè l’unica alternativa è quella di ritornare alla “madre Russia” a fare dolci e babà e raccontare favole, ma nun se ne vogliono annare.
    Ma non ci vogliono far sognare, dobbiamo tenerceli qua, questo è il prezzo della democrazia.
    Buona giornata a tutti e pazienza per i sacrifici che si stanno facendo e si faranno,
    n.b. Ricordiamoci dei sacrifici fatti dai nostri nonni per la difesa della democrazia, per la difesa dai tedeschi nazisti… anche allora come oggi esistevano i fascisti anti italia.

  2. La violenza si combatte con la verità. Povero Vicienzu. In Italia l’80% delle aziende sta mettendo operai in cassa integrazione. Il prezzo dei beni alle stelle, si fermeranno pure i lavori pubblici, perché appaltati a 1, adesso per completare il lavoro bisognerà pagarlo a 10. Pure i grandi supermercati a Modica si lamentano per le bollette insostenibili. Tra qualche mese neanche le medicine ci saranno nelle farmacie, le aziende lamentano mancanza dei principi attivi, e con prezzi elevatissimi. l’Algeria alzerà il prezzo del gas, e quel gas non basterà per coprire i consumi, neanche assieme a quello americano. Tra l’altro il gas americano estratto con il freeking vietato in Europa, perché il bombardamento delle faglie provoca terremoti, e inquinamento, in Texas dai rubinetti dell’acqua esce fango, e con un accendino si infiamma. Questi sono gli americani. Per non parlare del gas rilasciato in atmosfera……ma Vicienzu da buon intellettuale protetto dalla redazione non lo dice. D’altronde la Faletti scrive a sua convenienza…..a protezione del terzo pollo Calenda /Renzi. l’Algeria ha avuto l’allargamento del confine del mare fino in Sardegna, in cambio di quattro briciole di gas. Adesso i pescatori della Sardegna a 20 miglia rischiano di trovarsi motovedette algerine. Tutto questo grazie ad incapaci come sua maestà Mario. Tra qualche mese sarà la catastrofe in Europa, e l’Italia pagherà il prezzo maggiore …..grazie a politici che hanno portato il prezzo del costo del lavoro alle stelle. Di conseguenza dobbiamo importare tutto. Ci sentiamo tra qualche mese caro Vicienzu e Faletti. Le guerre si fermano, non si provocano. Le sanzioni le pagheremo noi!! Adesso aspettiamo l’altro “compare” per l’illuminazione. A proposito di illuminazione, a Taormina la sera al buio. Ma il turismo non dovrebbe portare ricchezza? Il comune di Taormina quasi in default. In TV a dire fesserie tutto esaurito……a Taormina c’erano quattro gatti la sera, come pure di giorno. Tutta propaganda. Buona fortuna ai “compari” !!!!

  3. Vincenzo
    Magari io sarò filorusso, ma lei e Company che siete paladini della democrazia ( solo per dire, perché siete peggio di Putin) andate in Ucraina a combattere, fateci vedere come si combatte contro un dittatore. Per uccidere un valoroso come lei, ci vorranno dieci soldati russi, ne sono sicuro…….ne ho conosciuti tanti valorosi come lei ( dal divano di casa, o dietro una tastiera). O forse siete come gli americani? Che combattono fino all’ultimo Ucraino? Mi pare che siete voi a dire che gli atleti russi non devono partecipare a manifestazioni, perché prima devono liberarsi di Putin. Oppure che le sanzioni sono giuste, sapendo che saranno i cittadini a pagare, e non Putin. Dimostri come si fa.

  4. Credevamo la russia uno stato democratico, purtroppo abbiamo capito che non c’è piu’ da fidarsi. L’attacco ed il prolungarsi di questa guerra ha tolto l’illusione, vincenzo sta facendo bene la nato e tutti gli stati europei a ribellarsi facendo una guerra alla russia con tutte queste sanzioni.
    Noi facciamo la guerra risparmiando e pagando tanti beni con prezzi esagerati, ma gli ucraini stanno facendo la guerra con i morti e subendo tantissime perdite.
    Se la russia tenta di fare qualche attacco ad uno degli stati europei o altri stati già appartenenti alle forze nato, riceverà una batosta che non potrà dimenticare, potrà anche minacciare di usare le armi nucleari ma sappiamo già chi avrà la responsabilità, la ragione avrà sempre il sopravvento, come è sempre successo nella storia dell’uomo.
    Vincenzo, noi sappiamo già da che parte stare e ci difenderemo sempre, come dice lei, faremo quello che fecero i nostri antenati nella seconda guerra mondiale, quando i partigiani cacciarono i tedeschi con l’aiuto degli americani, se la storia proprio si ripete sappiamo cosa fare.
    La lunga mano del cremlino è costituita da tanti italiani scadenti che per un piatto di lenticchie e di gas sono per la russia in casa nostra, ma ci difenderemo anche da loro, daremo a ciascuno ciò che si merita, questo è sicuro.

  5. Piero
    Stia sereno. Fino ad oggi le armi nucleari su civili, donne, e bambini, li hanno usati solo gli americani, sui Giapponesi. E se la Russia tocca un paese della Nato, tutti staranno al suo posto. Come hanno fatto con l’Ucraina, mi creda.

  6. Bellissima e salomonica frase quella di Piero, “Ma ci difenderemo anche da loro, daremo a ciascuno ciò che si merita”, arriverà il tempo della resa dei conti, in guerra si mette da parte la democrazia e non si possono avere serpenti fra le nostre fila.
    Tanti fanno i galletti perché protetti da un esagerato buonismo, i simpatizzanti di dittatori e arroganti che non accettano l’ordine democratico di altri stati (come Putin), arriverà il tempo della resa dei conti.
    La gente per bene accetta anche la limitazione dei riscaldamenti, l’aumento dei costi trovandoci in guerra, fortunatamente ancora non abbiamo preso parte alla guerra vera e propria, ma saremo pronti a difenderci Piero, ha perfettamente ragione, siamo in democrazia e la difenderemo sempre.

  7. Piero e sig. Ruzza, a tanti non gli piace il discorso, sono abituati a sputare sul piatto della democrazia ed a lamentarsi di tutto, figuriamoci quando si intravedono sacrifici, se ne fregano se un popolo viene massacrato come sta succedendo al popolo ucraino, tireranno fuori, l’afganistan, e poi la siria, e poi ogni cosa ascoltano in televisione senza comprenderla.
    Il populismo italiano è proprio questo, tifare con la pancia e non volere comprendere, ma le cose andranno sempre come devono andare, arriveranno i sacrifici sia che li vogliamo, sia che vorremmo evitarli.
    Inviterei a leggere “Il “Discorso” sui costumi degli italiani, scritto nel 1824 da Giacomo Leopardi, già allora lui aveva spiegato bene questo modo di essere… a distanza di 200 anni le cose non sono cambiate.
    Grazie per il ragionamento ed un saluto

  8. Se io fossi un oligarca ed amico di Putin comincerei a grattarmi perché mi sa che questo porta iella.
    Oggi un’altra disgrazia si è portato Ivan Pechorin, un top-manager vicino al presidente russo Vladimir Putin.

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