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Inflazione e caro energia. Confcommercio scrive ai Prefetti siciliani

"A rischio 6500 imprese"
Tempo di lettura: 2 minuti

“Doveva essere l’estate della ripartenza. Si sta tramutando nella stagione del de profundis per molte piccole e medie imprese siciliane. A causa dell’inflazione e del caro energia, sono a rischio, solo nella nostra isola, 6.500 imprese oltre a circa 19mila posti di lavoro. E’ un disastro”. Così il presidente regionale Confcommercio Sicilia, Gianluca Manenti, dopo che, questa mattina, la federazione ha inviato una lettera ai nove prefetti siciliani e al commissario straordinario dello Stato. “Le attività, che hanno bisogno di molta energia per funzionare – è scritto nel documento – stanno operando a regime ridotto per mantenere la sostenibilità dei costi. Una situazione niente affatto semplice che determinerà ripercussioni economiche importanti. Dopo il periodo pandemico, che ha già messo a dura prova le stesse attività, la nostra economia sta ora rischiando un disastro economico e occupazionale senza precedenti”. Ecco perché Confcommercio Sicilia ha chiesto ai nove prefetti e al commissario dello Stato di convocare, ciascuno per le proprie competenze e le proprie aree territoriali, un tavolo di confronto con tutti gli attori interessati. “E’ questo, tra l’altro – puntualizza Manenti – un periodo in cui la politica, a tutti i livelli, risulta essere impegnata in campagna elettorale. Quindi, chiediamo ai rappresentanti del Governo sul territorio di studiare eventuali soluzioni per venire incontro ai piccoli e medi imprenditori che, purtroppo, a questo punto, non hanno più alcuna prospettiva per il futuro”.

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1 commento su “Inflazione e caro energia. Confcommercio scrive ai Prefetti siciliani”

  1. Tonino Spinello

    La mia impressione è che ormai è troppo tardi per recriminare, le istituzioni, (politica inclusa) non sono padroni di se stessi in quanto asserviti alla Ue e alla BCE che di fatto sono loro che comandano. I politici avrebbero potuto facilmente prevedere che si arrivasse a questo se non avessero pensato solo ai propri interessi e agli interessi degli illuminati atlantisti. I sindacati con proselitismo hanno assecondato il tutto. Ora sono le banche a comandare e le stesse sono quelle che ci minacciano se non ci inchiniamo alla dittatura economica costruita in questi ultimi anni. I politici in virtù dei loro discorsi e dei loro programmi, continueranno il servilismo a Bruxelles, quindi se qualcuno spera che dopo le elezioni qualcuno risolva le cose, be, scordatelo. Se non ci riprendiamo la nostra Nazione, la nostra moneta e la nostra dignità, ripiomberemo agli anni bui. La prestigiosa rivista anglosassone Forbes, ha definito l’economia europea come il “terzo mondo”. Secondo Forbes, le sanzioni contro la Russia hanno dato vita ad una spirale di crisi molto dura dopo due anni di pandemia. Le sanzioni alla Russia sono state l’ultima follia (dopo la non specificata pandemia) della debole Ue che praticamente oltre a distruggere la classe media ora si è trincerata per difendere il globalismo e la sua deviazione economica-monetaria. Il sig. Draghi è il sicario italiano con delega di liquidatore, oggi possiamo dire che il suo lavoro lo ha svolto egregiamente. Ora capisco perchè tutti gli dicono bravo!

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