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Lettera aperta al Sindaco di Ragusa e ai cittadini. Riceviamo

Tempo di lettura: 2 minuti
Vivere in una città pulita è un desiderio e un diritto di ognuno di noi.
L’amore e la cura degli animali sono valori apprezzabili; possedere un cane dà grandi soddisfazioni ed è motivo di speciale affetto. Ma come sempre, il rapporto con gli animali pretende attenzione sia nei loro confronti che verso l’intera comunità.
A tutti purtroppo, camminando sui marciapiedi della nostra città, capita di dover fare lo slalom tra gli escrementi dei cani. Schiacciare le feci di un cane per strada non ha mai fatto fare salti gioia a nessuno, semmai, si salta per evitare. Le stesse costituiscono un serio pericolo in quanto scivolare su di esse può fare rovinare a terra in malo modo.
Quanto detto non vale soltanto riguardo le feci, ma anche le urine, in questo caso è semplicemente richiesto di lavare con dell’acqua, o meglio ancora, con una soluzione disinfettante.
Raccogliere le deiezioni dei cani è un gesto di civiltà, prima verso noi stessi, in quanto viviamo la città, e poi verso il prossimo, che ci dimentichiamo spesso esista.
Mi auguro che quella di raccogliere gli escrementi dei propri animali diventi un gesto automatico e assolutamente normale.
Poiché per molti non sono sufficienti le più elementari regole della buona educazione e del rispetto, è importante sapere e far sapere che determinati comportamenti compiuti in ambienti della nostra città sono sanzionati talvolta in maniera assai pesante, sia dal codice penale (art. 639 C.P.) sia da regolamenti comunali, e perfino la Cassazione è intervenuta in materia stilando un regolamento sul corretto comportamento dei possessori di animali.
Comunque, credo che prima di attuare una specifica attività di repressione si potrebbe mettere in atto una politica amministrativa e una programmazione specifica. Ad esempio, così come si riesce a posizionare saltuariamente un autovelox, si potrebbero programmare azioni di contrasto anche per tale problematica. L’Ufficio Tutela Animali potrebbe informare i proprietari ed invitarli a raccogliere sempre gli escrementi dei propri cani, rinchiuderli in un sacchetto e gettarli nei cestini dei rifiuti sparsi per la città, o meglio ancora in appositi dog box.
Raccogliere le deiezioni dei cani è un semplice gesto che contribuisce a mantenere più pulito l’ambiente urbano, oltre a dimostrare un grande senso civico.
Non sono rari i gesti di intolleranza quando si fa notare un comportamento poco corretto ai proprietari di cani. Tutto ciò si potrebbe evitare diffondendo un maggior senso di responsabilità, e
facendo sentire più viva la presenza degli organi comunali competenti.
Roberto La Terra
474625
© Riproduzione riservata

2 commenti su “Lettera aperta al Sindaco di Ragusa e ai cittadini. Riceviamo”

  1. Con tutto il rispetto, la solidarietà e la mia piú totale approvazione a quanto scritto e letto con ammirazione, non posso evitare di porle una domanda ( seppur banale o forse scontata!) : ma con tutti i problemi che abbiamo ( es.: 1.Idrici a Marina di Ragusa – uno tra i tanti! Acqua non potabile e sconsigliato l’uso anche a fini igienici – 2. Strade con buche simili a pseudo scavi archeologici . 3. Assenza di espansione urbanistica stradale con nuovi raccordi per sveicolare il traffico che nelle lunghe code, in ore di punta, crea inquinamento atmosferico..etc..etc….) proprio sulle “cacchine” sporadiche dei cagnolini domestici -iper vaccinati- …dobbiamo fare sosta mentale?
    Ragusa é una delle piú belle città della nostra Sicilia ( culla dell’arte in Italia). E, mi creda, vorrei tanto pensare che tutto ruoti solo sugli escrementi dei cagnolini (a volte concime per il nostro meraviglioso verde che tinteggia viali paesaggistici di esclusiva bellezza) ma non ci riesco!
    ( Puffetta Brontolona)!

  2. leprenellaluna

    A giudicare dal numero di letture e commenti, fa riflettere il fatto che una lettera aperta indirizzata al Sindaco e ai cittadini di un capoluogo di provincia siciliano ma, data la diffusione del fenomeno rilevato dal Sig. La Terra, idealmente a tutti i Sindaci e i cittadini d’Italia, non abbia suscitato l’interesse dei molti lettori che pur constatano quotidianamente lo spettacolo sconcio di vie, viuzze e marciapiedi disseminati di deiezioni e rivoli di pipì canine.
    Dubito che l’argomento non desti attenzione, ma tant’è.
    Forse, come sostiene la Sig.ra Giovanna, i problemi che ci sovrastano fanno apparire veniali le sconcezze di relativa gravità ma, come scrive l’autore della lettera, il decoro di una città sta a cuore a un buon numero di cittadini e un comportamento corretto da parte di chi porta a spasso i propri fedeli amici a quattro zampe sta alla base del senso civico.
    La Sig.ra Giovanna converrà che – credo possa valere anche per la collettività – l’angoscia per un pignoramento immobiliare incombente, grave problema per una famiglia, non attenui la premura, qualora scappassero, di rimuovere pipì e popò del fido dal corridoio di casa. E che le “cacchine” dei cagnolini, adeguatamente raccolte e smaltite, possano essere prezioso concime per la terra ma non per pavimenti e basolati.

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