(Allons enfants de la Patrie, Le jour de gloire est arrivé!..Amico “compagno” Cesare Borrometi

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Indimenticabili quegli anni, caro Cesare. Gli anni Settanta andati via e tu che li hai seguiti. Addio caro Amico di tante battaglie politiche ed iniziative culturali. Assieme a Sandrino Cavallo, Cesare Agosta, Gerry, la tua ragazza e tanti altri sfidammo partiti, amministrazioni comunali, sindacati con una emittente RADIO POPOLARE, guerriera che trasmetteva da Pizzo o Belvedere di Modica Alta. Commenti, musica e canzoni partigiane e politiche, gruppi famosi e underground italiani e stranieri Guccini, Battiato, Beatles, Le Orme, Equipe 84, Led Zeppelin… erano di casa. Una decina di LP 33 giri li conservo ancora gelosamente come cimelio… E io che leggevo e commentavo fatti e notizie da quei microfoni senza averne autorizzazioni. Ma ce ne fottevamo… leggevo e commentavo Leonardo Sciascia e il suo tascabile “Dalle parti degli infedeli”, libro denuncia sui misfatti della politica italiana, pubblicato come primo numero nella nuova e meravigliosa collana ‘La memoria’ di Sellerio, cui approdò qualche anno dopo anche il grande Bufalino e il nostro Ciccio Belgiorno. Io parlavo, commentavo. Tu dall’altra parte del vetro facevi boccacce o scherzavi con Sandrino che penna, matita, china in mano disegnava imperterrito: manifestazioni, cortei di uomini e donne alla Pellizza da Volpedo col pugno chiuso (uno l’ho incorniciato e appesa a casa mia, anche se non firmato), come nella foto postata su Facebook da Concetto Scivoletto. Poi Radio Popolare si trasferì nei bassi di via Gaetano Modica al Dente, proprio sotto l’appartamento mio e di Pierantonio Tona. Che serate magiche! Fino allo smantellamento degli strumenti dopo un anno, casa mia era la casa dei ragazzi e delle ragazze di Radio Popolare. Caffè, liquorini, arancine, focacce, cenette serali.. e quanti scherzi facevate a me e a mia moglie Rita. E Donatello di due anni che era la mascotte, la gioia di tutti. Passava dalle braccia di uno a quelle di un altro ma anche, in un sollevamento di solenne gioia tua, Cesare, sbattuto contro la vetrata in cui si formò un buco circolare come la testa del bambino ma fortunatamente tutti illesi!!! La tua cultura musicale era pari a quella politica. Nel 1982 col gruppo Mustenna addimurata avevi dato vita ad una ricerca antropologico-musicale che era approdata nella pubblicazione del LP “N’tiempu fui cavaddu” rarissimo esempio di musica popolare e contadina della Contea di Modica. Tanti brani musicalmente arrangiati con una ricerca filologica encomiabile per quei tempi (40 anni fa!). Senza abbandonare la musica, Tua Vita, sempre alla ricerca artistica, giungendo perfino alla narrativa con il thriller “L’ammazzatina di Mario Puglidi” Booksprint edizioni presentato ad agosto scorso a Scicli. Sento ancora l’eco delle tue risate, gli scherzi forti, audaci, al limite del tragico verosimile (non ho spazio per raccontarli). Sornione, bonario, creativo ti ripenso col calore e colore delle tue idee artistiche e politiche che corroboravano le mie, ai tempi della mia direzione al Mensile Comunità. Anche se per tanti anni siamo stati lontani (residenza, attività tua di avvocato. .. ) ti ho portato sempre nel cuore e so che anche tu lo hai fatto. La vita dà, la vita toglie.

Ora come allora, Cesare, sempre: “Allons enfants de la Patrie,
Le jour de gloire est arrivé!”
O se vuoi più comunitariamente: “Una mattina mi son svegliato, oh bella ciao…”.
Ciao anche a Te. A rivederci!
Piergiorgio Barone

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