Modica: frammenti di guerra elettorale per le prossime elezioni comunali

Quando si vuole buttare il bambino con l’acqua sporca
Tempo di lettura: 4 minuti

Chi frequenta i manuali di psicologia delle folle o di guerra psicologica e/o rivoluzionaria o la famosa pratica della “disinformazia”, ben collaudata dai sovietici, sa benissimo che la propaganda non ha alcun bisogno, come contenuto, della verità. Anzi… tra menzogna e verità è proprio quest’ultima che non ha bisogno di propaganda.

E’ quanto ci viene da pensare mentre leggiamo che Modica avrebbe perduto 5 milioni destinati alla mitigazione del rischio idrogeologico considerato che, per quanto ci risulta, di questa somma esistono sia i decreti di finanziamento sia i 5 progetti da un milione ciascuno con le procedure già avviate per le gare d’appalto.

E’ vero che questi milioni si potrebbero perdere ma allo stato sono nella piena disponibilità di essere spesi, il che fa pensare che siamo in presenza di propaganda o meglio di guerra elettorale anticipata che lascia legittimamente  pensare che pur di far fuori Abbate, ritenuta acqua sporca, non dispiacerebbe buttare anche il bambino, ovvero l’interesse della città.

Ma anche fuori da questa nostra insinuazione, che potrebbe essere anchemalevola, occorre rimarcare che un’altra prerogativa della propaganda, a prescindere della fondatezza di quanto propagandato,  è che essa non ha l’obiettivo di difendere una verità ma solo quello immediato di ottenere un pensiero negativo sull’avversario politico, poco conta se in futuro si dimostrerà che il contenuto della propaganda era una balla.

Nessuno si ricorderà più nulla perché il negativo si assorbe subito ed in maniera irreversibile, o quasi.

In uno scenario di questo genere, piuttosto, nessuno rileva che da anni, forse da più di un secolo, il Potere ha commemorato le vittime dell’alluvione del 1902, dal punto di vista umano e da quello della solidarietà ricevuta ma mai ha potuto riferire di progetti attuati per diminuire gli effetti di una sempre possibile ripetizione dell’evento, per il semplice motivo che nessun Sindaco si è interessato di governo del territorio nonostante la sua qualità di autorità locale di protezione civile.

E si capirebbe anche il perché se solo si riflettesse sulle  responsabilità di tutte le forze politiche sul governo del territorio che, nel tempo, hanno sgovernato la nostra città. Eppure si conoscono da sempre tutti i dati di quell’alluvione e si dispone di sistemi informatici eccezionali in grado di simulare gli effetti e l’anticipazione degli esiti che potrebbe provocare la ripetizione di quell’alluvione e, quindi, trarre da essi i giusti provvedimenti operativi.

Poi fa davvero tenerezza rilevare che certe osservazioni provengono dalle stesse forze politiche che sostennero un governo che voleva costruire 7 palazzine nell’alveo, proprio in quel punto, quartiere Vignazza, dove iniziò la catastrofe con 112 morti.

Quando la lotta di classe si trasforma in odio di classe in uno con la politica trasformata in guerra,  diviene normale buttare il bambino (interesse della città) insieme all’acqua sporca (avversario politico). La conseguenza è che vengono trascurate anche le proprie responsabilità, nel livello regionale, contro il sistema che ha fatto divenire costume, per la stragrande parte dei Comuni siciliani, approvare i bilanci preventivi a dicembre e quelli consunti mai, al punto che Modica, certamente mai comune virtuoso, ha perduto la possibilità di partecipare ad un secondo bando dello stesso genere.

Ma può la propaganda chiarire che per il primo bando il governo attuale di Modica non ha perduto nulla e per il secondo non è stato peggiore né di altri comuni né di precedenti governi anche progressisti? No… l’odio elettorale non lo permette.

 

 

 

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