Gravi patologie. Dalla parte della dottoressa. Riceviamo

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Gli scriventi sono i genitori di un bambino, infradodicenne, a cui nel mese di giugno 2020 è stata diagnosticata una grave patologia, quella della Leucemia Linfoblastica Acuta, una di quelle malattie di cui si è soliti sentire parlare nei giornali ma che mai vorresti potesse essere mai associata a tuo figlio. Ricondurre termini come tumore, cancro, leucemia, chemioterapia a tuo figlio, vuol dire vederti crollare il mondo a dosso in un ristretto lasso di tempo. Essere catapultato in un reparto, quello di “Oncoematologia Pediatrica” e pensare che all’interno è ricoverato tuo figlio. Pensi alle incertezze che una simile nuova esperienza possa riservare a te ed alla tua famiglia, vivi per un anno e mezzo con l’angoscia, i timori, le ansie che solo un genitore che vede il proprio figlio trovarsi in questa nuova veste, nella veste di un bambino che al gioco, allo studio, alle amicizie dovrà sostituire una faticosa lotta per la sopravvivenza tra chemioterapia, nausea, malessere diffuso, stanchezza, spossatezza, depressione, astenia, inappetenza. All’inizio pensi di non riuscire a gestire un simile problema, che si concretizza più grande di te, ma poi pensi che non hai alternative, che devi combattere, combattere e combattere ancora e ti rendi conto che è trascorso un anno e mezzo, tuo figlio è ancora accanto a te, la malattia è in remissione. Tuo figlio è rinato! Puoi iniziare nuovamente a respirare, dopo il lungo sospiro tirato il “giorno zero”.
Ovviamente questo risultato si concretizza all’interno di una struttura d’eccellenza presente nella nostra amatissima e bistratta terra, la Sicilia, una struttura rappresentata dal reparto di Oncoematologia Pediatrica del Presidio Ospedaliero “Gaspare Rodolico” di Catania. Molti genitori come noi, hanno deciso di affidare le cure dei loro cuccioli a questi medici ed infermieri che con spirito di abnegazione, tenacia, caparbietà riescono a ridonare la vita, la speranza a tanti piccoli guerrieri, che dopo lunghe cure, tornano a vivere e sognare. Noi come molti altri genitori, abbiamo deciso di non effettuare “viaggi della speranza” verso strutture sanitarie situate nella parte settentrionale del Paese ed oggi possiamo affermare che i risultati ci hanno dato ragione. Come si diceva sopra, un reparto in cui operano medici ed infermieri, animati dalla passione per il loro lavoro, pronti a mettersi in discussione, a donarsi per rendere possibile ancora una volta il “miracolo della vita” per ogni singolo loro paziente. Una squadra unita, un gruppo compatto, coeso che riesce a dare ottimi risultati ed a fare parlare bene di se e come afferma un detto popolare, “squadra che vince non si cambia”. Eppure in questi giorni, all’interno del reparto di Oncoematolologia Pediatrica, si respira un’aria pesante, triste, funesta. Uno dei medici infatti che operano da anni in questa struttura e che almeno alla pari degli altri è riuscita a carpire la fiducia dei suoi piccoli pazienti e dei loro genitori, donando oggi giorno sorrisi, dispensando incoraggiamenti, mettendosi a disposizione, offrendo la propria indiscussa e riconosciuta competenza in campo pediatrico ed oncologico, sarà trasferita. Già, sarà trasferita in un altro reparto, dovendo così abbandonare i suoi ragazzi, che con tanta cura e dedizione ha curato ed assistito. Competenza e professionalità in un settore tanto delicato, considerato che interessa la vita dei nostri ragazzi, sacrificati in nome di logiche aziendali, che forse noi genitori stentiamo a comprendere, ma che hanno provocato e stanno provocando tanto malessere tra gli utenti del reparto.
Gli scriventi, che ritengono di interpretare con le loro parole, il sentire comune di tutti i genitori e di tutti gli utenti del reparto, hanno formalmente chiesto formalmente, con decine di missive inviate alla Direzione dell’Azienda Policlinico di rivedere la loro decisione, di consentire alla Dottoressa Emanuela Cannata, di poter continuare a svolgere la propria missione all’interno del reparto di Oncoematologia Pediatrica.
Sottrarre un singolo elemento – che peraltro funziona e funziona bene – dal gruppo di lavoro del reparto, potrebbe certamente avere effetti inaspettati sulla qualità del servizio offerto all’utenza. La Direzione Generale, nell’adottare le proprie scelte, non può e non deve, limitarsi ad effettuare unicamente e semplicisticamente valutazioni su un piano squisitamente amministrativo, non può prescindere di ascoltare, recepire le istanze di tanti genitori e ragazzi, soddisfatti di un servizio offerto dalla struttura pubblica. Abbiamo chiesto e chiederemo in tutte le sedi opportune ed in tutte le forme e con tutte le iniziative che appartengono al confronto lecito e democratico, che la Dottoressa Emanuela Cannata, possa continuare a combattere con i suoi guerrieri la lotta per la vita.

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