Recupero tributi comunali. Modica, D’Antona: “Altra tassa”

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Martedì sera il Consiglio Comunale di Modica, con il solo voto di una maggioranza risicatala di soli 13 consiglieri che sostengono Abbate, con quattro assenti nella maggioranza e senza i consiglieri di opposizione, che hanno abbandonato l’aula per protesta, è stata approvata la deliberazione con la quale si decide di affidare in concessione all’esterno i tributi del Comune di Modica.

“Con questo atto, che accoglie la proposta di Abbate e della sua Giunta, viene introdotta a carico dei cittadini modicani una nuova tassa sulle più rilevanti tasse comunali, come la Tari e il consumo dell’acqua – lamenta Vito D’Antona di Sinistra Italiana. –        Infatti, oltre alla riscossione coattiva di tutti i tributi, al concessionario verrà affidata anche la gestione delle entrate nella fase ordinaria, traducendosi in una percentuale che i Modicani dovranno versare per il semplice fatto di volere esercitare il proprio dovere di contribuenti che pagano, alle scadenze di legge, le tasse, senza alcun ritardo od omissione.

Abbate ha deciso che Modica sarà l’unico comune nel quale si paga questo balzello, atteso che per il pagamento in fase ordinaria delle tasse allo Stato e dei tributi negli altri comuni non si deve versare alcun aggio a carico del cittadino. Chiunque lo può verificare.

Essendo abituati, come in altre occasioni, ad interpretazioni fuorvianti che potrebbero essere fornite pubblicamente da Abbate, lo anticipiamo riportando testualmente quanto scritto a pagina 5 della delibera approvata dal Consiglio: “ .. riscossione ordinaria e coattiva della Tari e dei canoni idrici, sin dall’emissione degli avvisi di pagamento e delle fatture .. “.. la remunerazione del concessionario .. sarà differenziata in ordine alla tipologia di riscossione (ordinaria/spontanea o coattiva) ..”.

Dopo otto anni di proclami sulla capacità di riscossione accompagnata da una ondivaga gestione delle entrate, di affidamenti illegittimi, come dichiarato dall’Autorità Anticorruzione e di smantellamento dell’ufficio, Abbate, pressato dal controllo della Corte dei Conti, tenta di correre ai ripari, facendo pagare ai cittadini il prezzo della sua incapacità e inadeguatezza”.

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