Museo di Modica. Lettera di Grazia Dormiente. Riceviamo

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In merito alle critiche mediatiche, la scrivente precisa che in questi anni ha operato nel massimo rispetto della memoria dei componenti l’Associazione Culturale “S. A. Guastella” per far rinascere il Museo Ibleo delle Arti e Tradizioni Popolari di Palazzo dei Mercedari a Modica e restituirlo alla collettività iblea, avviando un dialogo con l’Amministrazione Comunale protempore finalizzato al riallestimento della struttura museografica, aperta alla pubblica fruizione nel lontano 1978. Per tale motivo la stessa scrivente pone all’attenzione pubblica le seguenti domande:

1) Come mai nessuno si è preoccupato del Museo Ibleo delle Arti e Tradizioni Popolari di Modica, quando i lavori di consolidamento e di ristrutturazione del Palazzo dei Mercedari, causarono nel 2004 il primo scempio dei percorsi museali attrezzati con gli strumenti, gli attrezzi, utensili … donati nel corso degli anni settanta del Novecento dai contadini e dagli artigiani del nostro territorio?

2) Perché nel sito internet del MIBACT ancora nel 2019 si poteva leggere il falso storico sulla proprietà del citato Museo, pur sapendo che la cooperativa Etnos era cessata nel 2018, come documenta la Visura della Camera del Commercio di Ragusa?

3) Perché la scrivente nel 2012 fu spinta a chiedere alla Soprintendenza BB. CC. AA. di Ragusa, in qualità di legale rappresentate dell’Associazione Culturale “S. A. Guastella” un sopralluogo nella sede museale, dove regnava l’avvilente ammasso dei reperti museali e la loro tangibile decontestualizzazione?

4) Quale motivo, se non l’etica della memoria, ha ispirato la stessa scrivente a pubblicare, a sue spese, nel 2013 il libro “Oggetti senza Gloria” invitando all’ impegno costruttivo la città, gli animatori culturali e soprattutto i giovani ad essere custodi attenti della Memoria, per la quale gli intellettuali-operaidell’Associazione Culturale “S.A. Guastella” idearono e realizzarono un autentico tesoro, che avviò il turismo scolastico e culturale nella città di Modica?

5) Quali finalità intendono perseguire coloro che scelgono di scompaginare il valore delle risorse culturali, continuando a rimescolare grovigli di bassa politica con le azioni e i fatti di crescita civile, culturale e sociale?

6) Perché le voci della società civile e delle rappresentanze culturali non si alzarono quando nel 2011 si tentò lo stravolgimento delle destinazioni d’uso nel Museo?

Fu la stessa scrivente, soprattutto in memoria del Presidente Raffaele Galazzo, ad esprimere a mezzo stampa la debita consapevolezza di difendere apertamente e pubblicamente il ruolo dell’Associazione Culturale «S. A. Guastella» e quello dei suoi soci, che nel corso di lunghi anni si impegnarono, anche con sacrifici economici personali, alla ideazione, manutenzione e fruizione dello steso Museo. Intelligenti pauca sufficiunt, come è riscontrabile dalle due accluse piante museali.

Pianta pubblicata nell’opuscolo del 2011, con indicazione dello stravolgimento museale

7) Come è possibile che nella città di Modica si sollevi un polverone a causa della decisione di un’Associazione di devolvere il proprio patrimonio all’Ente pubblico Comune?

8) Qualcuno forse aspirava ad una diversa e privata destinazione, o si è scelto di strumentalizzare l’atto nobile della devoluzione per mero calcolo politico?

Sia come sia, la scrivente, custode, ancora in vita, dell’avventurosa e appassionata ricerca coinvolgente i soci dell’Associazione Culturale “S.A. Guastella”, ha riallestito l’originario Museo demoetnoantropologico nato dal volontariato culturale, che per lunghi anni è stato il collante associativo di persone che hanno salvato i saperi vissuti della siciliana terra iblea, eludendo le attività private commerciali e promozionali, celate ora da paradossali congetture ereditarie e da segni recidivi.

Il dialogo costruttivo con l’Amministrazione Comunale di Modica segna, perciò, la scelta doverosa della memoria, come annuncia la targa dedicatoria collocata all’ingresso dello stesso Museo.

La discussa direzione a vita (salvo espressa rinuncia) del Museo, che è assurta a cavillo giuridico e a metaforico pretesto, è stata dettata, come si può facilmente intuire, non da motivazioni di potere gestionale, su cui hanno giocato franchi denigratori, ma dall’impellente necessità di tutelare l’identità, già tradita, del Museo, come già resa manifesta.

Pertanto la stessa scrivente, con riferimento alla previsione della sua nomina a Direttore del “Museo Ibleo delle Arti e Tradizioni Popolari Serafino Amabile Guastella”, a vita, condizione questa  espressamente prevista dal verbale di scioglimento in data 27.04.2021 dell’Associazione Culturale  “Serafino Amabile Guastella”, e fatta propria dal Comune di Modica con la deliberazione della G.C. n. 151 del 13.05.2021, dichiara di potere assicurare  la funzione di Direttore Scientifico Onorario del “Museo Ibleo delle Arti e Tradizioni Popolari Serafino Amabile Guastella” limitatamente al primo anno e  comunque non oltre la copertura del posto di Direttore, che sarà previsto nella pianta organica dell’Ente.

Di certo, tutto quanto è stato realizzato nel puro interesse della collettività, come possono dimostrare le innumerevoli attività culturali pubbliche svolte gratuitamente nell’arco dell’intera vita dalla stessa scrivente, che ha dedicato tempo, competenze, lavoro e fatica per poterle realizzare.

Grazia Dormiente

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