Ust Cisl. Infrastrutture iblee, progetti tanti ma risultati zero

L'appello della Cisl al Libero consorzio comunale di Ragusa
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“Un anno da quando il Cipe ha dato il via libera alla realizzazione della Ragusa-Catania e della tanto annunciata posa della prima pietra prevista per il 2021 ancora niente. Se tutto va bene se ne parlerà nel 2022. Da mesi attendiamo risposte sul progetto per la messa in sicurezza del porto di Pozzallo. Ma nonostante i passi in avanti annunciati, siamo ancora fermi al palo. Quasi completi i lavori dell’autostrada Siracusa-Ragusa-Gela nel tratto che da Rosolini procede verso lo svincolo Ispica-Pozzallo. Ma nessuna data è stata ancora stabilita per l’inaugurazione. Il piano complessivo di rilancio dell’aeroporto di Comiso resta, ancora, al di là da venire a causa dell’emergenza sanitaria. Nessuno è in grado di potere spiegare se e come lo scalo potrà davvero usufruire di un rilancio adeguato. L’autoporto di Vittoria sarebbe dovuto servire a veicolare le merci secondo concezioni e metodologie nuove. Nessuno conosce quando potrà essere realmente operativo. Continuiamo a parlare delle prospettive infrastrutturali di questa provincia. Ma di concreto, finora, pur rendendoci conto che iter così complessi hanno la necessità di passaggi multipli, ancora niente”.
E’ il quadro, disarmante, disegnato dalla segretaria generale dell’Ust Cisl Ragusa Siracusa, Vera Carasi, a proposito delle necessità infrastrutturali che, da decenni, l’area iblea fa registrare. “I progetti ci sono, la visione complessiva pure, mancano, purtroppo, i fatti – spiega Carasi – ma il sindacato non vuole essere disfattista nonostante le criticità segnalate. Dobbiamo guardare avanti e, soprattutto, dobbiamo pensare a quella che potrebbe essere una strada risolutiva perché si arrivi al dunque in tempi ragionevolmente brevi. Siamo sempre convinti che solo facendo rete, istituzioni da un lato, forze sociali dall’altro, senza dimenticare la politica, si possa arrivare a tagliare il traguardo agognato da un intero territorio. Inutile immaginare le potenzialità che il territorio riuscirebbe ad esprimere se entrassero in funzione a pieno regime tutte le infrastrutture di cui abbiamo parlato. Sarebbe un nuovo rinascimento per la provincia di Ragusa da inserire nel sistema più complessivo del Sud Est. Una scommessa di cui l’intera area iblea deve farsi carico. Ma a chi l’onere di sobbarcarsi un peso simile? Secondo noi, per il ruolo istituzionale e per gli obiettivi che può essere in grado di raggiungere a medio e a lungo termine, ma anche per il dinamismo che l’attuale commissario straordinario ha dimostrato di possedere in più occasioni, dovrebbe essere il Libero consorzio comunale di Ragusa a porre con forza la questione infrastrutturale, creando una cabina di regia, magari allargata rispetto a quella del Recovery fund, così da sviluppare tutte quelle azioni che si rendono necessarie per sbloccare una situazione che non può certo caratterizzarsi per un immobilismo sostanziale che sta lasciando trascorrere un anno dopo l’altro senza che i risultati arrivino”.

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