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2° Natale senza Antonio Aurnia…un pensiero di Nele Vernuccio

Tempo di lettura: 2 minuti

Sarà un natale triste pieno di solitudine, molte persone a noi care ci hanno lasciato, un virus ha stravolto il globo e i nostri modi di vivere.

Purtroppo dobbiamo anche pensare e ricordare chi si è voluto togliere la vita autonomamente, è una sconfitta di tutti noi perché non si è compreso che quella persona aveva estremo bisogno d’aiuto.

Vi chiederete perché Nele in questo momento sta scrivendo queste righe così tristi? Ieri sono passato sotto i pilastri del Viadotto sull’Irminio, mentre mi avvicinavo il mio pensiero è andato subito ad Antonio Aurnia. È impossibile pensare che un uomo scelga di togliersi la vita autonomamente e lasciare dei bambini e una moglie. Eppure è accaduto, trattasi di un’enorme sconfitta di tutti noi, poiché quando non riusciamo a comprendere che un nostro fratello ha bisogno d’aiuto vuol dire che l’essere umano non ha più motivo di esistere.

È il secondo natale senza Antonio e ad oggi non è uscita fuori la verità, e pensare che qualcuno ha goduto quando Antonio ha compiuto il tragico gesto mi fa rabbrividire e incazzare.

Quando accade una tragedia tutti sul momento esprimiamo parole d’affetto e vicinanza, ma dopo un po’ non se ne parla più e il dolore resta soltanto alla famiglia. Immaginate la sensazione che provano a vita i familiari di Antonio quando passano da quel maledetto ponte.

Perché abbiamo fatto accadere questa tragedia? Quando l’uomo ha tutta questa crudeltà e cattiveria perché continua a vivere?  E un uomo buono come Antonio ha dovuto compiere questo tragico gesto e ci ha lasciati

Perché non ci vergogniamo della nostra esistenza?

Mi scuso se ho ricordato nuovamente questi momenti tragici, ma passare nuovamente da quel punto mi ha fatto tornare in mente quei momenti tragici.

CIAO ANTONIO E SCUSACI SE NON TI ABBIAMO CAPITO, MA L’UOMO È UNA MERDA.

NeleVernuccio

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© Riproduzione riservata

2 commenti su “2° Natale senza Antonio Aurnia…un pensiero di Nele Vernuccio”

  1. Tonino Spinello

    In questa società, non importa chi sei stato, cosa hai costruito, a quante persone hai fatto del bene, a quanti hai dato un lavoro e una dignità. Conta solo se hai o se non hai! Molti ti apprezzano per il ceto sociale o per il portafogli che hai, pochissimi per quello che sei come persona!
    Questa è la società di oggi, metti a disposizione il tuo intelletto, il tuo saper fare, il tuo estro al servizio della società e non è solo per te stesso o per il piacere di accumulare ricchezze, ma anche per il bene della comunità, che molti trascurano questo particolare. Quindi se strada facendo qualcosa va storto, a volte anche per colpe non tue, ti trovi di colpo un “socialmente escluso”, nessuno ti chiede se hai bisogno qualcosa, anzi evitano di dirtelo e se possono ti evitano anche come persona per paura di sentirsi cercare aiuto da te! Ma non è solo agli amici o conoscenti che si deve puntare il dito, ma alla politica, che permette ancora alle banche tutto, anche toglierti l’anima, anche se negli anni hanno guadagnato molto su di te e derubato legalmente pure.
    Poi le associazioni di categoria o i sindacati, non fanno mai niente per fermare tutto questo, e quando succede qualcosa di terribile mi fanno incazzare di più le loro uscite di comunicati strappalacrime, senza chiedersi se potevano evitare questo o lavorarci per evitare che accadano altri episodi come questo. Ed è vero Sig. Nele, tanto dopo ci si dimentica e si va avanti fino alla prossima atrocità. Ma la colpa non è mai di nessuno, perché nessuno ti dice di toglierti la vita, e non ammetteranno mai che se non cambiano questo sistema sono gli istigatori delle tragedie!

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