Pianeta minacciato o ci minaccia?……di Giannino Ruzza

Tempo di lettura: 2 minuti

E’  l’uomo che sta minacciando il pianeta o sarà il contrario? Bersagliati anche da film che immaginano scenari apocalittici ( eruzioni, incendi, terremoti, inondazioni, clima) la domanda che ci poniamo è: queste rappresentazioni diventeranno realtà? Metteranno a repentaglio la sopravvivenza del pianeta o la nostra sopravvivenza? Facendo un bel balzo a ritroso nel tempo (circa 3 miliardi di anni fa) il pianeta fu bombardato da un susseguirsi di asteroidi impazziti, eruzioni vulcaniche, tsunami, cicloni, incendi spaventosi, temperature elevatissime, siccità, che distrussero il nostro pianeta. Un’escalation di disastri con il pianeta Terra costretto a ricominciare tutto daccapo. L’asteroide che colpì la terra circa 66 milioni di anni fa, stava mettendo fine, per la seconda volta, alla vita sul pianeta. Definito “l’asteroide dei dinosauri” aveva un diametro di 10 chilometri. Una “bazzecola” in confronto a quello che ha centrato in pieno la terra circa 3 miliardi di anni prima, con un raggio stimato tra i 20 e i 100 chilometri. Impatto catastrofico che mandò in ebollizione mari e oceani. La profonda cicatrice lasciata dall’asteroide arrivava probabilmente a 500 chilometri di lunghezza. I terremoti che seguirono all’impatto furono globali, e gli tsunami che spazzarono il pianeta prima di vaporizzare, dovevano essere di dimensioni tali che, a confronto, quelli recenti di Sumatra e del Giappone appaiono come una lieve increspatura dell’onda. Ad arrivare a queste conclusioni sono gli scienziati della Stanford University, con una ricerca indiretta, studiando le rocce al largo del Sudafrica. “Probabilmente – sostengono i paleoclimatologi – stiamo attraversando un’era definita “periodo interglaciale” ovvero, periodi ciclici regolari che durano da 10 a 200 anni che determinano l’aumento delle temperature del nostro pianeta. In particolare, tra le variabili, entra in gioco il periodo chiamato “ciclo undecennale del sole” mentre tra i fattori non ciclici, c’è correlazione tra gli abbassamenti della temperatura e importanti eruzioni vulcaniche, o altri eventi geologici che sono in fase di studio”. Non entro nelle querelle sulle conseguenze dell’inquinamento atmosferico e relativo buco nell’ozono che gli scienziati scoprirono nel 1985 sopra l’Antartico. Ovviamente, il comportamento irrispettoso dell’uomo sta avendo la sua bella influenza. Lo testimonia l’enorme quantità di anidride carbonica che ogni giorno viene gettata e staziona nella stratosfera tra i 20 e 50 chilometri di altitudine, certamente non aiuta la popolazione della terra a stare meglio, di salute. Inquinare è indubbiamente quello che dovremmo evitare di fare: disseminare la terra di rifiuti tossici e infestare fiumi, mari e oceani di plastiche, che stanno provocando la morte di migliaia di specie marine e animali. Con una volontà comune, possiamo con i nostri comportamenti, aiutare il pianeta a sopravvivere.

 

Piccolo elenco delle maggiori catastrofi naturali registrate nel tempo.

  • Alluvione della Cina del 1931.                    (tra 1 e 4 milioni di morti)
  • Alluvione del Fiume Giallo del 1887.       (tra 900mila e 2 milioni)
  • Terremoto dello Shaanxi del 1556.           (830.000)
  • Terremoto di Tangshan del 1976.             (656.000)
  • Ciclone Bhola (Bangladesh e Bengala)    (oltre 500.000)
  • Ciclone di Coringa (India ) del 1839.       (300.000)
  • Ciclone di Calcutta del 1737.                      (300.000)
  • Tsunami 2004 (Indonesia-Sumatra)       (280.000)
  • Terremoto di Haiyuan del 1920.               (273.000)
  • Eruzione vulcanica Ilopango 431 d.C.      (uccisi gli esseri viventi nel raggio di 40 km)
  • Terremoto Antiochia 526 e 528 d.C.        (250.000-300.000)

 

 

 

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