D’Antona: “Zimmardo-Bellamagna, lottare con unico obiettivo”

L'ex consigliere comunale di Modica ha le idee molto chiare sulla questione
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Giovedì scorso il Sindaco di Pozzallo ha presentato alla Sovrintendenza di Ragusa un’istanza per il riconoscimento di Contrada Zimmardo-Bellamagna quale sito di notevole interesse pubblico, in modo da fare scattare i prescritti vincoli a tutela del particolare ed affascinante paesaggio che contraddistingue la zona.

“L’iniziativa avviata dal Sindaco di Pozzallo, al quale siamo riconoscenti, ancora una volta, per essersi intestato una battaglia a favore anche del territorio modicano, rappresenta un ulteriore azione istituzionale per evitare che nella zona possa insediarsi il contestato impianto di biomentano – precisa Vito D’Antona di Sinistra Italiana -.     L’azione del sindaco di Pozzallo,  Ammatuna, ha già registrato il sostegno pieno dell’on. Stefania Campo, la quale si è impegnata pubblicamente a presentare una specifica mozione all’Assemblea Regionale Siciliana per il riconoscimento del valore della zona. Ci auguriamo che vengano coinvolti anche altri gruppi parlamentari.

L’inerzia, però, di Abbate e l’assoluto silenzio della sua Amministrazione sull’iniziativa di Ammatuna, come la sua inattività in tutti questi mesi, potrebbe pregiudicare, se non annullare, la possibilità di salvare il nostro territorio.

A questo punto, ritenendo che l’iniziativa del Sindaco di Pozzallo a tutela del territorio modicano, debba doverosamente essere sostenuta fino in fondo e in assenza di una azione dell’Amministrazione Comunale, invitiamo i consiglieri di opposizione ad appropriarsi della questione e a farsi carico di una mozione di indirizzo da sottoporre urgentemente al Consiglio Comunale, finalizzata a richiedere il riconoscimento di notevole interesse pubblico di contrada Zimmardo-Bellamagna, con l’auspicio che, nell’interesse della salvaguardia del territorio, possa essere votata unanimemente da tutti i consiglieri.

Esistono dei precedenti: nel 2004 – conclude D’Antona – per evitare la realizzazione di impianti industriali invasivi in Contrada Cava Gisana, il Consiglio Comunale votò all’unanimità un ordine del giorno finalizzato alla tutela della zona che successivamente ottenne, nel 2006, un decreto regionale di vincolo paesaggistico e archeologico”.

 

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