IACP di Ragusa. Contestata la nuova dotazione organica.

“Così si va verso lo smantellamento dell’Istituto”. Necessaria una seria politica del personale
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Si va verso lo smantellamento dello IACP di Ragusa. Non hanno dubbi il Segretario Generale FP-CGIL Ragusa, Nunzio Fernandez, il Segretario Territoriale FP CISL, Sandra Farruggio e il Rappresentante UIL FPL, Giovanni Verdirame, sulla scorta di una determina Commissariale, la n. 13 del 30 luglio u.s.
Secondo i dirigenti sindacali questo atto ha dato vita ad una Dotazione organica, poco funzionale e poco aderente alle istanze di dipendenti e sindacati, impegnati di recente in un serrato confronto, teso a rimarcare fortemente l’insostenibilità operativa dell’Ente, sia per i continui pensionamenti di tecnici e personale amministrativo, che pregiudica un’equa distribuzione dei carichi di lavoro, ma anche per gli atteggiamenti rigidi della parte datoriale. In una nota invitata al Commissario Straordinario dello IACP,Avv. Maurizio Maria Siragusa, al Direttore Generale,ing. Antonino Lutri e al Dirigente del Settore Amministrativo, dott.ssa Cettina Pagoto, i responsabili di CGIL,CISL,UIL rilevano tra l’altro:
“La nuova Dotazione Organica, non assolve di certo alle legittime richieste di attenzione del personale che reclama un adeguato incremento dell’organico, specie delle figure Tecniche, ma anche l’attesa rivalutazione del Personale Amministrativo, ad oggi impegnato a contrastare gli effetti dei continui pensionamenti, mentre l’odierno risultato, esprime una Dotazione organica di 41 posti, di cui solo 28 coperti, mentre i restanti 13 posti, distribuiti tra i vari profili professionali, amministrativi, contabili e tecnici, in atto risultano scoperti.
Altro elemento di rilievo è rappresentato dalla scomparsa di una U.O.C., tale operazione, spacciata per “razionalizzazione” della spesa e per maggiore efficienza nella catena di comando, a nostro avviso, sottende a ben altre motivazioni. Prendiamo le distanze da queste fantomatiche motivazioni, consapevoli che i metodi per razionalizzare la spesa sono ben altri e non potrebbero mai perseguire l’obiettivo di risparmiare meno di diecimila euro, né tanto meno si può parlare di snellimento operativo in un Ente di appena 28 unità, s’intuisce piuttosto l’obiettivo reale, che attiene a ben altre ragioni, non vorremo sbagliarci, ma siamo portati a pensare ad una forma di esclusione mirata.
L’eliminazione dalla Dotazione organica di una U.O.C. strategica che si occupa di Appalti e Contratti, che nell’ultimo anno ha espletato 5 gare finanziate con fondi europei per oltre 2.200.000,00 euro, a nostro avviso, rileva una carente operatività dell’Ente e diventa scomoda, anche perché l’operato di tale U.O.C., tra l’altro presente in tutte le IACP della Regione Sicilia, determina in assoluto la visibilità ’operatività dell’Ente, tant’è che viene alimentata dalla sinergia operativa delle altre U.O.C., in sostanza se non ci sono progetti, fatti dai tecnici, che non ci sono, non c’è nulla da appaltare, ma forse l’unità appaltante è altresì scomoda per la presenza dell’attuale responsabile, che svolge da oltre 20 anni questo lavoro, avendo espletato oltre 150 gare, senza mai fare scaturire alcun contenzioso con l’Ente, malgrado tutto, sembrerebbe non dare adeguate garanzie di allineamento con l’attuale management dello IACP di Ragusa e in particolare con Commissario e Direttore, che esprimono rispettivamente l’indirizzo politico e quello gestionale.
Sarà una coincidenza, ma lo stesso responsabile di P.O. della U.O.C. in eliminazione, nel 2018, unitamente a pochi sfortunati, “dissenzienti”, fu inspiegabilmente escluso dai benefici delle Progressioni Economiche Orizzontali, mentre la precedente dirigenza ha sempre riconosciuto attribuendo alti punteggi, scoprimmo poi, che all’ultima PEO ebbero accesso circa il 90% dei dipendenti, contrariamente alle previsioni del CCNL 21.05.2018, che impone una platea massimo del 50 % dei potenziali candidati, ma prevede anche all’art. 7 C. 4 lett. C, il ricorso alla contrattazione con le OO.SS., per definire le procedure di selezione PEO, purtroppo mai avvenuta e sebbene puntualmente segnalata all’Ente l’inadempienza, ad oggi non ne abbiamo riscontro, tali inadempienze, non rappresentano di certo un espediente per razionalizzare la spesa, bensì un sicuro metodo per esporre l’Ente ad un possibile danno erariale (D.D. n. 340 del 19.12.2018).
Scendendo nell’analisi della D.O., esprimiamo alcune perplessità:
⮚ Ci chiediamo, se ben 11 dipendenti risultino funzionali, fra l’altro alcuni in categoria C, ad operare nella U.O.C. Segreteria, tale contingente, risulta eccessivo, anche considerando l’incremento atto a compensare l’accorpamento dell’ex U.O.C. appalti;
⮚ Ci chiediamo altresì, se per analogia di mansioni, non sarebbe stato più opportuno e funzionale l’accorpamento dell’ufficio Personale e Staff, piuttosto che Staff e segreteria tecnica;
⮚ Riguardo al settore tecnico, pur in presenza della prioritaria esigenza di assunzione dii Personale tecnico, l’amministrazione che fa? Una ammucchiata, invece di espandere il Settore, accorpa tutti in un’unica U.O.C., sapendo che entro il 2021 almeno 5 Cat. D andranno in pensione. E sulla base di quali criteri verrà scelta la PO che dovrà gestire questa nuova U.O.C.;
⮚ Riguardo la U.O.C. gestione Assegnazione Alloggi e Riscatto, che senso ha mantenere una cat. D amministrativa, piuttosto, sarebbe più utile la sua trasformazione in almeno 2 Cat. C, agevolando la dotazione della stessa U.O.C., di una C tecnica snellendo così “la parte” tecnica delle mansioni del riscatto degli alloggi;
⮚ Unica eccezione positiva nella nuova D.O. attiene alla possibilità di sanare una contraddizione fortemente penalizzante di alcuni dipendenti che pur trovandosi in categoria B, in atto svolgono in modo prevalente mansioni superiori (Cat. C – Cat. D), in quanto sostituiscono le funzioni del personale in quiescenza, per tali attività si prospetta una possibile verticalizzazione.
Avvertiamo l’esigenza di sottolineare la necessità di procedere, nelle prossime attività di attribuzione degli incarichi di P.O., in modo conforme alla legge, contrariamente a quanto avvenuto in passato, vedi D.D.G. n. 240 del 13.09.2018 con la quale si attribuirono gli incarichi di P.O. dal 01.10.2018 al 31.12.2020, con criteri stabiliti al di fuori dal confronto “obbligatorio” con le OO.SS., nell’occasione i criteri furono autodeterminati; stessa circostanza è avvenuta di recente, in occasione della rimodulazione delle fasce retributive, anche in questo caso è venuto meno il confronto, risulta evidente che su tale difformità le scrivente OO.SS., assumeranno le opportune determinazioni.
Risulta evidente, che in assenza di una seria politica del Personale rivolta al mantenimento di adeguati standard organizzativi, in particolare delle figure tecniche, produrrà ben presto effetti disastrosi nell’attuale organizzazione del lavoro, compromettendo anche i risultati scontati, il che, accresce la nostra preoccupazione e la nostra percezione che si vada verso lo smantellamento dell’I.A.C.P. di Ragusa, in favore dell’unificazione con quella di Siracusa, di tale intendimento, ne costituisce prova provata la D. C. S. n, 29 del 08.11.2018, che stipula una convenzione tra i due Enti per la gestione associata di servizi e Risorse umane.
Vogliamo assumere una posizione di garanzia verso tutti i lavoratori e non possiamo certamente assistere impassibili a una gestione rigida che possa fare leva sull’esclusione da indennità, Posizioni Organizzative, riqualificazione professionale nei confronti di chi per tanti anni ha speso energie e impegno verso l’Istituto e verso la collettività. Bisogna cambiare rotta, occorre da subito una seria inversione di tendenza, che vada sempre più verso la garanzia del rispetto dei diritti dei lavoratori, la politica che gestisce lo IACP di Ragusa, sappia che saremo inflessibili e determinati anche sulle cose apparentemente scontate.”

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