Marijuana alle urne. Trump fa il tifo……..di Giannino Ruzza

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L.Z. Black Dog

Meraviglia delle meraviglie l’uso “ricreativo” della marijuana ha trovato il suo sponsor. E’ quanto spera possa accadere da qui a novembre il presidente Donald Trump in vista delle prossime elezioni a Stelle e Strisce. Alle urne, dunque,  prevedo che saranno tutti fatti. Fatto sta che l’industria di produzione di marjiuana  è ormai considerata negli States un veliero con il vento in poppa. Sono 12 gli Stati (Distric Columbia, California, Illinois, Massachessuts, Michigan, Nevada, Vermont, Oregon, Maine, Colorado, Alaska e Washington) che hanno già adottato leggi espansive che legalizzano di fatto la marijuana per uso adulto-ricreativo. Una vera e propria rivoluzione a meno di 13 settimane dal voto. L’industria di produzione della sostanza psicoattiva sta avanzando a passi di gigante e potrebbe diventare la punta di svolta per gli Stati della Costa Orientale.  Una vittoria dei democratici, infatti, significherebbe dare una spinta eccezionale all’industria. Attualmente ci sono altri 7 Stati in lizza a favore della legalizzazione della cannabis, tra i quali l’Arizona e il New Jersey che assieme costituiscono il 5 per cento della popolazione statunitense. Soprattutto il New Jersey potrebbe diventare un catalizzatore straordinario per altri stati vicini come Connecticut, New York e Pennsylvania. D’altra parte, nel vicino Canada, che conta una popolazione di circa 37 milioni di persone, la liberalizzazione all’uso della cannabis è già da tempo un dato di fatto. Tante gente, indubbiamente, ma  sempre meno della California che da sola di abitanti ne ha più di 39 milioni. Un grande impatto per la penuria di entrate nelle casse della nazione che punta sulla vendita della cannabis, sottoposta a grande tassazione. Un gioco d’azzardo sicuro per generare denaro in tempi di turbolenze da Coronavirus. In passato c’erano vari modi per assumere questa sostanza: il vecchio e consolidato “rotolo” e la cara pipa, ormai passati di moda. Adesso i venditori hanno risposto alla richiesta con la vendita di orsetti gommosi e caramelle che contengono THC, oltre a biscotti, crackers e oggetti vari, tutti a base di marijuana.  Tra l’altro si apprende che la Camera dei Deputati si sta dando da fare, orientata all’approvazione di un disegno di legge federale globale sulla legalizzazione della cannabis già per il  prossimo mese di settembre. I dubbi permangono al Senato che non vedrebbe di buon occhio tutta questa permissività globale. Chi invece, al momento, non ne vuole sapere della legalizzazione dell’uso della cannabis è il candidato democratico in corsa per la Casa Bianca, Joe Biden, anche se sappiamo che in politica, come nelle condizioni dei mercati finanziari, il rimbalzo del gatto morto non è improbabile. Un altro piano potenziale che viene portato avanti negli States, chiamato, Atto degli Stati, consentirebbe ai singoli Stati di stabilire le proprie politiche sulla legalizzazione della marijuana senza avere il timore di un intervento federale. Un disegno di legge che gode delle grazie e del sostegno incondizionato da parte del presidente Trump. Un carpe diem, che l’eclettico presidente intende utilizzare come una delle probabili mosse vincenti alle prossime elezioni statunitensi autunnali.

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