Se le parole hanno un senso …di Michele Giardina

Tempo di lettura: 2 minuti

Se le parole hanno un senso … deontologia professionale vuole che esse siano usate correttamente. Soprattutto per il rispetto dovuto ai lettori.

“Si è vero, 25 migranti fra i 60 sbarcati recentemente al porto di Pozzallo sono stati trovati positivi al Coronavirus; ma sono stati portati via subito. Qui non è successo nulla di grave. Da noi zero contagi. Il turismo va alla grande”.

Affermazioni di questo tipo sono sbalorditive. Qui tutto bene … ed, eventualmente, ci dispiace per gli altri …  è pensiero fuorviante.  Il rischio sanitario rappresentato dall’arrivo incontrollato di immigrati sulle nostre coste, quando ancora questo stramaledetto Coronavirus non è stato sconfitto, riguarda il Paese Italia. Non i singoli porti dove sbarcano. O i centri di prima e seconda accoglienza. O le strutture ricettive  ove vengono sistemati.  Il virus va a spasso e si sposta con donne e uomini contagiati. Pronto a fare altri proseliti. Questo il dramma. Che affligge la comunità nazionale. Che nessuna dichiarazione artatamente edulcorata può ovattare.

“Causa Coronavirus, vietato sbarcare dalle nostre parti”. Chiaro il contenuto del decreto emanato dal Conte bis. Mai rispettato. Mai fatto rispettare con controlli regolari. Come, invece, succede in tutti i porti  del mondo. Mai!

Italia, primo Paese in classifica per decreti, conferenze stampa, Stati Generali, task force ed esperti generosamente nominati e riccamente retribuiti per risolvere anche problemi logistici da condominio, è praticamente inciampata su un decreto emanato dal governo in carica. Che sta producendo un brutto effetto boomerang. ”Porti chiusi sulla carta, porti aperti più che mai … come scelta politica”!  Di questo si tratta.  Scelta, alla luce di quello che sta accadendo oggi, da valutare attentamente sotto l’aspetto della responsabilità penale, come auspica il noto avvocato pugliese Alfredo Lonoce.

“In data 15 luglio 2020 – scrive l’avvocato Lonoce – come preannunciato, è stata depositata la denuncia, sottoscritta da me e dal prof. Avv. Augusto Sinagra, contro Giuseppe Conte, Luciana Lamorgese e Roberto Speranza affinché siano accertati eventuali profili di responsabilità a loro carico per la diffusione dolosa dell’epidemia Covid-19 (art. 438 cod. pen.) in relazione alla decisione di lasciare ancora aperti i porti italiani consentendo oltre all’immigrazione clandestina, l’ingresso di persone affette da Coronavirus che potrebbero diffondere nuovamente il contagio nel territorio italiano”.

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