In piena fibrillazione…l’opinione di Rita Faletti

..è ora di agire
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Di promesse e parole ne sono state spese. Le sole che gli italiani memorizzano, vuoi per la congeniale tendenza a passar sopra alle cose che esulino dal proprio quotidiano, vuoi per noia e spirito di autoconservazione contro il profluvio di discorsi di politici logorroici, vuoi per riflesso della convinzione che “tanto non cambierà mai nulla”, le sole promesse e parole che gli italiani memorizzano attengono ai soldi. Quanti ne verranno elargiti per cosa e a chi, quanti dovranno essere sborsati sotto forma di tasse, gabelle e balzelli vari, nascosti o raggruppati dietro nuove denominazioni. E’ un fatto che nel Belpaese nessuno ama mettersi le mani in tasca per qualcosa che erroneamente ritiene non lo riguardi direttamente né migliori la propria situazione personale. Il defunto ministro dell’Economia Tommaso Padoa- Schioppa era diventato odiosamente famoso per la frase: “ Le tasse sono bellissime”. Da popolo individualista scarsamente dotato di coscienza civica e senso dello Stato, non consideriamo che i servizi fondamentali da esso erogati e di cui godiamo hanno un costo. Sanità, istruzione, ricerca, trasporti, oltre che gli stipendi dei dipendenti pubblici. Tutto dovuto a esborso zero? Su questo preteso diritto sono nate e si sono sviluppate le politiche assistenziali che hanno convinto molti aspiranti fannulloni a chiedere allo stato di essere mantenuti. Il premier Conte, che da difensore del popolo ed espressione di un movimento che dell’assistenzialismo ha fatto la propria bandiera, prima del Covid aveva dichiarato che il suo governo sarebbe stato intransigente in tema di reati contro il fisco. Oggi, con il difficoltoso riavvio di attività che il lockdown ha messo alle strette e con la cassa integrazione che non arriva, ci si aspettava che il premier decidesse per la sospensione della riscossione dei tributi per l’anno in corso. A conclusione degli Stati Generali , ha annunciato invece la riduzione temporanea dell’Iva. La misura è vista con diffidenza dal Partito democratico perché di scarso impatto e considerata troppo costosa dal ministro dell’Economia. Gualtieri pensa infatti a una riforma strutturale del Fisco. Anche il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, dissente sul metodo imposta per imposta, poco efficace e in linea con la strategia dei mille rivoli , dei bonus e delle mancette. Serve una visione complessiva che sostenga un progetto univoco di ampio respiro. I Cinque stelle, al contrario, sono favorevoli alla proposta di Conte. Il motivo è facile da comprendere: misure isolate sono più semplici da far capire alla gente e assicurano un consenso immediato. Come i 500 euro di bonus (in totale 120 milioni di euro) per l’acquisto di bici elettriche e monopattini. A conclusione dei tre mesi di lockdown, con un’economia già in grave affanno prima della pandemia, il governo non riesce ad indicare una strada da seguire, non ha un piano per la rinascita del paese, stenta ad individuare le priorità degli interventi. Però, pensa di stimolare l’economia regalando soldi per andare in giro in bicicletta e riducendo contemporaneamente le emissioni di Co2. Sarà felice il ministro dell’Ambiente Costa, altrimenti noto come “Chance il giardiniere” dal film “Oltre il giardino” con Peter Sellers, in cui il protagonista diventa presidente degli Stati Uniti dicendo frasi come “prima vengono la primavera e l’estate, e poi abbiamo l’autunno e l’inverno, ma poi ritornano la primavera e l’estate”. Ragionamenti di spessore

degni della parte grillina al governo, sempre vigile contro gli sprechi della politica ma munifico nei confronti del popolo elettore. E rimanendo in tema di denari, apprezzabili le parole di Conte a proposito del Recovery Fund: “ Quei soldi non saranno un tesoretto nelle mani dell’esecutivo attuale, né di quello che dovesse subentrare”. Di soldi ne arriveranno, si tratterà probabilmente di una cifra cospicua, non a fondo perduto, è evidente, ma ciò che conterà sarà come quella cifra verrà spesa. Esiste un progetto credibile da mettere in atto subito? Le categorie produttive saranno interpellate e coinvolte nel progetto? Gli investimenti in infrastrutture avranno l’importanza che meritano nella settima potenza industriale del mondo? Chi stabilirà il quanto e il come quei soldi verranno spesi? Un movimento né di destra né di sinistra, come ama definirsi, affascinato dalle dittature di stampo sudamericano, o un partito democratico con aspirazioni riformiste vicino alle socialdemocrazie occidentali? Dovremo assistere alla sottomissione di Zingaretti e del Pd a Conte e ai Cinque stelle? Quando finirà la quarantena del Partito democratico? Domande alle quali si potrebbe rispondere subito con un cambio di leadership. E’ quello che il sindaco di Bergamo, Giorgio Gori, ha proposto ricevendo dure critiche. Il mite Zingaretti, apparentemente privo di ambizione, senz’altro delle qualità che caratterizzano un leader, può competere con chi fa del presenzialismo la propria cifra? Il silenzio del Pd è la spia della rassegnazione e della subalternità a un alleato tanto aggressivo quanto inadeguato? A che scopo tenere in vita un governo sfilacciato e fragile? Più che un governo, serve un partito in grado di prendere decisioni forti e in fretta. Il Pd dimostri di non essere morto. Apra agli iscritti, convochi un congresso e indica le primarie. A meno che…non stia preparando il terreno per l’elezione del prossimo presidente della Repubblica. In tal caso, la bonarietà di Zingaretti potrebbe essere strategica. Un paravento rassicurante che copra il lavorio tutto interno al partito di chi aspira al Quirinale. Girano dei nomi e almeno uno deve risultare gradito ai Cinque stelle. A questo punto, un segretario con la caratura e il carisma di un leader sarebbero dannosi. E non è scontato, comunque, che non sia la destra a spuntarla. La partita è aperta. ritafaletti.wordpress.com

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