Pandemia ancora imperante..di Michele Giardina

Pandemia ancora imperante, anche se in calo, è da incoscienti pensare a elezioni politiche. Si, d’accordo, a ottobre si voterà per le Regionali,  il Referendum ed anche per le Amministrative, ma rinnovare il Parlamento è storia delicata assai. Altra. Diversa. Che potrebbe sconvolgere le sorti dell’Italia! Rischio che non possiamo correre. Paese ancora in convalescenza il nostro. Come prevedono gli scienziati che il mondo intero ci invidia. Settembre e ottobre, raccontano, sono i mesi della cosiddetta prova del nove. Di un possibile nuovo attacco del virus. Nessuno può ritenersi al sicuro fino a quando non battezzeremo il vaccino contro il Coronavirus. Non per nulla abbiamo esultato per l’accordo firmato proprio in questi giorni dal nostro ministro della Salute, Roberto Speranza, per la fornitura di 400 milioni di dosi del vaccino Oxford – Pomezia. Senza vaccino, inutile parlare di fine pandemia. Assurdo, quindi, parlare di voto. E’ nostro dovere preciso continuare a sacrificarci per il bene del Paese e dell’umanità. Come ci viene chiesto dall’Europa, dalla Chiesa, dalla Presidenza della Repubblica e dal resto del mondo. Questo il pensiero disinteressato di Giuseppe Conte e della coalizione di governo che lo sostiene.

Esattamente il contrario di quanto, probabilmente, pensano milioni di altri italiani. Strumento valido per sciogliere il busillis? Il voto. Le elezioni politiche. Un avvenimento, però, che è vietato considerare imminente. Che non accade. Che nessuno di quelli che … il Palazzo vuole.  Travagliato e tormentato, intanto, da mille problemi il Paese reale …  costretto, suo malgrado, ad aspettare Godot.

La Noto Sondaggi, nel corso della trasmissione televisiva “Porta a Porta” dello scorso 11 giugno, ha dato queste indicazioni di voto: Centrodestra 51%, Centrosinistra 40%.  Ma un conto sono i sondaggi, altra storia il voto. Basti pensare all’alta percentuale del partito del non voto per rendersi conto che il responso degli elettori, quello vero e inappellabile, non potrà che essere quello delle urne. Nessuno si illuda. Oggi più che mai vietati i facili entusiasmi e le spocchiose immaginazioni. Simpatica la sicumera di quelli che annunciano la vittoria certa dello schieramento di cui fanno parte, salvo poi farsela addosso, optando per il non voto.

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, non può non prendere con urgenza una posizione chiara e forte a difesa della democrazia. Repubblica parlamentare non significa mummificare le istituzioni. Nessuno meglio di Mattarella sa che in settantacinque anni la sinistra è andata al potere vincendo le elezioni solo una volta! Esattamente il 21 aprile 1996 con l’Ulivo di Romano Prodi. Per il resto ha sempre governato con l’inciucio delle manovre parlamentari, benedette, a nome di emergenze più o meno strumentali, dai presidenti della Repubblica di turno, vedi caso tutti di sinistra.

In autunno, dunque, si vota per le Regionali, le Amministrative e il Referendum, ma guai a parlare di elezioni Politiche. C’è il virus!  Ma Santo Iddio, come si fa a credere ad una magagna del genere …

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