Piano Colao: Magia incantevole…di Michele Giardina

Ecco il Piano Colao: Magia incantevole! Finalmente arriva sul tavolo del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, il progetto di rinascita immaginato da Vittorio Colao. A capo di una strabiliante task force, il super manager indica al governo la strada per volare in paradiso. Acquisito il “prezioso documento di 121 pagine”, Conte convoca pomposamente “gli stati generali” per un serrato confronto sulle cose da fare. Come dire .. ora vi servo un pietanza concreta di procedura snella, innovativa, semplice, veloce assai, giusto per ribadire la ferma volontà del mio governo di abbattere con inesorabili colpi di accetta il nemico numero uno del Paese: la burocrazia.

Tra  fumosi discorsi nei quali ama incartarsi e fatti concreti … Conte, purtroppo,  continua a regalarci esilaranti episodi  di “Scherzi a parte”. Ma non importa. Se lo stesso Zingaretti trova il coraggio di farfugliare lamentele nei confronti del professorino giacca, cravatta e giulivi narcisismi  …  non è da escludere a breve qualche sorpresa.

Ma veniamo al piano dell’”inglese Colao” (lasciateci passare questa battuta visto che l’immenso manager è follemente innamorato di Londra) e alle numerose lacune rilevate da politici, osservatori neutrali ed economisti. Impietosa la valutazione di Massimo Cacciari:”Il piano di Colao? Aria fritta, documento da campagna elettorale!”

Fra le lacune evidenziate da esperti e sedicenti tali sul documento a firma Colao, per quanto riguarda il fenomeno migratorio osserviamo: nei primi mesi del 2020, nonostante il Coronavirus, gli sbarchi di immigrati irregolari hanno avuto una impennata notevole pari a + 169% rispetto al 2019. Tuttavia nel piano di Colao non vi è traccia alcuna sul tema immigrazione, con riferimento particolare alla riforma del sistema di asilo di Dublino. L’emergenza Coronavirus ha inoltre chiuso definitivamente il discorso accennato a Malta, e mai portato a termine, sui ricollocamenti dei migranti in Europa, mentre gli sbarchi in Sicilia continuano ad aumentare. Un rilancio del Paese non può prescindere nel modo più assoluto dalla soluzione della madre di tutti i problemi: l’immigrazione clandestina. Che è problema europeo. Diversamente nessun piano di rilancio dell’Italia e di equilibrio economico e politico dell’Europa sarà possibile. Anzi ne va delle sorti della stessa Europa. Nessuno si illuda. Se non si avvia a soluzione il problema della mobilità di massa di centinaia di migliaia di persone, l’Europa è destinata a crollare. I dieci stati più giovani del mondo, con una età media intorno ai 20 anni, sono tutti africani: e quindi tutti al di là del Mediterraneo, a due passi da casa nostra. All’inizio del Novecento era europeo un abitante del mondo su quattro. Nel 2050 lo sarà uno su quattordici. Strano che uno come Colao non abbia dato alcuna indicazione sull’immane problema del terzo millennio. Che, è bene ricordarlo, non potrà mai essere risolto con astrattismi ottocenteschi spruzzati di falso buonismo, cari a strani “personaggi anti”, laici e religiosi, che amano vivere, rompendo, in questo nostro Paese bello e … tormentato.

 

 

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