Pensieri e parole…di Michele Giardina

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La leprenellaluna pensava che quello di Renzi fosse amore ed invece era un calesse carico di odio per gli avversari politici, di mercanzie varie e di trenta denari. Renzi? Uno di quelli che Giorgio La Pira, mio illustre concittadino, avrebbe cacciato fuori dal tempio. Ecco spiegato l’ironia “odio … ergo sum” che lei, leprenellaluna, ha fatto finta di non cogliere. A proposito di citazioni, le ricordo che chiamare in causa Giorgio La Pira senza conoscere bene il suo pensiero, è sconveniente e irriguardoso.
Stessa raccomandazione per chi parla di Giovanni Falcone, senza avere letto e ripassato bene la sua storia di grande servitore dello Stato.
Buongiorno Giorgio La Pira. Buongiorno Giovanni Falcone. Buongiorno a lei, gentile e grigia leprenellaluna.
Si potrebbe trattare anche di un lui, ma penso si tratti di una lei. Misteriosa e sotto certi aspetti inquietante la categoria degli anonimi… Pace e bene a tutti, naturalmente.

 

1 commento

  1. Gentile Michele Giardina,
    Le sono grato per l’attenzione che ha riservato al mio commento al Suo articolo, pubblicato su questo giornale, di cui riporto il link:

    https://www.radiortm.it/2020/05/21/renzi-una-strada-senza-via-duscita-di-michele-giardina/

    Premetto che dietro il mio nickname c’è solo l’intento di affrancare i pensieri e le parole da un’identità che può condizionarne il giudizio e la lettura, affinché possano esprimere forza propria e non in funzione dell’autore.
    Insomma, niente di misterioso o inquietante.
    In quanto al termine “Leprenellaluna”: è neutro, anche se il genere che mi identifica è maschile.
    Posso ben dire, con John Fitzgerald Kennedy, di essere “un idealista senza illusioni”, in grado di distinguere, come Troisi, un oggetto materiale dal sentimento a cui si contrappone.
    Solo che la politica, caro Giardina, non si nutre di sentimenti, e né amore né odio possono essere in grado di guidarla.
    Potrà trovarvi passione, opportunismo, generosità, intrallazzo, visione, lungimiranza, grettezza, mercimonio, vittoria, sconfitta, rivalsa e anche quei “trenta denari”, che sono il marchio infamante del tradimento, ma sentimenti no.
    Più che non cogliere, poi, constato che se Cartesio ricava, in sintesi, la certezza dell’esistenza dell’uomo attraverso la sua capacità di pensare, la sua parodia dell’odio lascia intendere che l’esistenza politica di Renzi sia confermata dalla sua capacità di odiare, tesi che ritengo insostenibile anche solo ironicamente, per ragioni obiettive, non di parte.
    Sarà un caso ma Renzi ha realizzato la sua tesi di laurea proprio su Giorgio La Pira sindaco e per tale ammirazione avrebbe evitato a tutti i costi di meritare la sua riprovazione.
    Per quanto mi riguarda, ammiro Giorgio La Pira e la sua capacità straordinaria di coniugare spiritualità e concretezza con esemplare coerenza, e non riesco a comprendere cosa Lei abbia trovato di irriguardoso, da parte mia, nell’averlo tirato in ballo a proposito del suo “cattivo” consiglio a Renzi, che non rende giustizia all’opera di misericordia spirituale del consiglio ai dubbiosi, e a causa del quale La Pira avrebbe di sicuro sofferto.
    Non comprendo, infine, perché abbia tirato in ballo Giovanni Falcone, poiché l’argomento non è pertinente. A meno che non abbia voluto ricordarlo nel giorno in cui, con la moglie e i suoi agenti di scorta, se ne ha memoria.
    Un esempio indelebile, con Paolo Borsellino, di coraggio, senso del dovere e dedizione alla giustizia e alla legalità.
    Un caro saluto

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