4 maggio. L’edilizia riparte in sicurezza

Il 4 maggio prossimo avrà inizio la fase 2 dell’emergenza coronavirus, si riparte dopo il lockdown del 8 marzo scorso. Diversi i settori che riapriranno, in particolare quelli in cui il rischio contagio è reputato dal comitato tecnico scientifico basso, tra questi settori c’è anche il mondo dell’edilizia con i cantieri pubblici e privati. Già dal 27 aprile alcuni cantieri pubblici erano ripartiti, grazie alla deroga della Prefettura e rispettando i protocolli previsti per attuare le misure anti contagio.

Il Protocollo per la tutela della salute e sicurezza dei lavoratori, punta a prevenire il contagio da Covid in cantiere. Sarà compito dei datori di lavoro adottare, oltre le regole generali di cantiere, misure specifiche per ridurre il rischio di contagio legato al Covid-19, seguendo la logica della precauzione e della protezione, che in linea generale seguirà tutta la popolazione. Il documento realizzato dai Comitati paritetici territoriali, è un ottimo strumento per poter realizzare in pieno il Protocollo. Il documento potrà essere allegato al Documento di valutazioni dei rischi (Dvr) per la tracciabilità delle azioni messe in atto.

Sarà compito del datore di lavoro informare e formare i lavoratori sulle regole fondamentali di igiene per pervenire possibili infezioni. Sarà opportuno affiggere all’ingresso del cantiere, nei pressi dei locali comuni materiali informativo sulle regole fondamentali di igiene e i coretti comportamenti da adottare, oltre a consegnare ad ogni lavoratore degli opuscoli informativi. Sarà cura del datore redigere un modulo con cui raccogliere le firme dei lavoratori per l’avvenuta consegna del materiale.

Le principali informazioni da fornire riguardano:
1. L’obbligo di rimanere al proprio domicilio in caso di febbre oltre i 37,5°, o di presenza di altri sintomi influenzali. Il lavoratore dovrà contattare il proprio medico di famiglia e l’autorità sanitaria.
2. Le modalità con cui verrà effettuato il controllo della temperatura. La rilevazione in tempo reale della temperatura corporea costituisce un trattamento di dati personali e, pertanto, deve avvenire ai sensi della disciplina privacy vigente. A tal fine si suggerisce di rilevare la temperatura e non registrare il dato acquisto. È possibile identificare l’interessato e registrare il superamento della soglia di temperatura solo qualora sia necessario a documentare le ragioni che hanno impedito l’accesso ai locali aziendali;
3. le modalità con cui il lavoratore segnala tempestivamente al datore di lavoro, anche successivamente all’ingresso, la sussistenza di condizioni di pericolo
4. l’impegno del lavoratore di rispettare tutte le disposizioni delle Autorità e del datore di lavoro nel fare accesso in cantiere e in azienda (in particolare, mantenere la distanza di sicurezza, osservare le regole di igiene delle mani e tenere comportamenti corretti sul piano dell’igiene);
5. l’impegno del lavoratore di informare tempestivamente e responsabilmente il datore di lavoro della presenza di qualsiasi sintomo influenzale durante l’espletamento della prestazione lavorativa, avendo cura di rimanere ad adeguata distanza dalle persone presenti.

L’impegno non sarà solo del datore di lavoro, ma anche il lavoratore dovrà:
1. firma del modulo predisposto dal Datore di Lavoro, a seguito dell’avvenuta ricezione del materiale informativo;
2. rispettare le indicazioni inerenti ai comportamenti corretti da adottare ed alle regole fondamentali di igiene, per contrastare la diffusione del COVID-19;
3. prende atto dell’informativa sul trattamento dei dati personali.

Il Coordinatore per la sicurezza nell’esecuzione dei lavori dovrà aggiornare il Piano di sicurezza e di coordinamento(Psc) con i riferimenti alle regole fondamentali di igiene e dei comportamenti adeguati.
L’organizzazione aziendale potrebbe subire dei mutamenti. Le imprese potranno rimodulare i livelli produttivi, redigere un piano di turnazione dei dipendenti, o creare dei gruppi autonomi e distinti, in altri casi utilizzare gli ammortizzatori sociali. Visto il perdurare dell’emergenza sono sospese e annullate tutte le trasferte/viaggi di lavoro nazionali ed estere.

Prima dell’accesso ai luoghi di cantiere sarà effettuato il controllo della temperatura corporea. Sarà eseguito da personale addetto, scelto dal datore di lavoro, che sarà adeguatemene formato. La rilevazione della temperatura dovrà essere fatta minuti dei dispositivi di protezione idonei a contrastare il virus, da individuare con il medico competente.

Il controllo delle temperatura è obbligatorio per ogni lavoratore, se è superiore ai 37,5° la persona verrà isolata, dovranno contrarre nel breve tempo il proprio medico curante e seguire le indicazioni. Non si deve andare in pronto soccorso.

È obbligatorio che le persone presenti in cantiere adottino tutte le precauzioni igieniche, in particolare per le mani. Il datore di lavoro deve fornire acqua e sapone per il lavaggio delle mani, in assenza, deve fornire soluzioni idroalcoliche da posizionare all’ingresso del cantiere e in tutti quei punti di stazionamento.

Il datore di lavoro elabora, collaborando con i Rappresentante dei Lavoratori, una procedura anche sulle modalità di accesso dei fornitori esterni. In questo fase emergenziale è molto importante la comunicazione tra le imprese.

All’interno del protocollo è indicata la procedura da seguire per quanto concerne la pulizia e la sanificazione. Il datore di lavoro dovrà garantire una pulizia giornaliera e una sanificazione periodica dei locali e ambienti chiusi. In caso di persona sintomatica in cantiere, si procederà a sanificare seguendo le disposizioni ministeriali. La pulizia riguarda anche gli attrezzi manuali, si consiglia di evitare l’uso promiscuo, in caso contrario prima di ogni utilizzo bisogna igienizzarli.
Vanno puliti e sanificati macchine, attrezzature e mezzi di trasporto (escavatori, betoniere o altri strumenti), nei mezzi di trasporto in particolare vanno puliti e igienizzati volanti, maniglie, quadri comando. Sarà premura del datore di lavoro fornire appositi detergenti per la pulizia.

Il datore è tenuto a fornire idonei dispositivi di protezione, qualora in cui non si può rispettare la distanza di un metro, è obbligatorio indossarli, il lavoratore è tenuto sempre a rispettare le regole sul distanziamento sociale.
All’interno del documento, realizzato dal Cnpct, che chiarisce passo dopo passo le procedure da attuare, è dedicata anche una parte per la gestione della persona sintomatica.

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