Modica, la Cgil scrive al sindaco: “Tanto disagio tra la gente”

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A causa dell’emergenza  Covid-  19, a Modica si è  presa la consapevolezza di quanta sofferenza non si riusciva a vedere o non si voleva vedere.
Salvatore Terranova e Piero Pisana(nella foto), rispettivamente segretari della Camera del Lavoro e della Spi Cgil, hanno scritto al sindaco, evidenziando le  problematiche che trasmettono le sofferenze e le deprivazioni di modicani.
“A causa dell’emergenza del Covid 19 a Modica si è aperta una voragine che ci riporta in controluce realtà che supponevamo esistessero, ma senza conoscerne l’entità e la intensità. È di questi giorni la presa di consapevolezza di quanta sofferenza non riuscivamo a vedere o non volevamo vedere.Facendo per primi ammenda, questa fase ci ha posti in una condizione di raggiungere una ben più obiettiva sintonia con questa nostra città, di ciò che essa é e rappresenta, ma anche delle faglie critiche che ne hanno marcatamente lesionato il suo assetto sociale. In questi giorni, tristi per tutti, ci rimbalza alla coscienza e nella mente una visione della città – forse – più reale e senz’altro meno adoperabile – speriamo- dalla strumentalità politica.
Invero, Modica è una città che da sempre ha offerto un vasto ventaglio di interventi socio-assistenziali e socio-sanitario alle fasce di esposte alla solitudine e più vulnerabili, ma con le rivelazioni di questo periodo siamo stati messi inesorabilmente di fronte a realtà che sono e dovranno rappresentare punto di attenzione della politica tutta e della comunità in generale.

Emergono problematiche che trasmettono le sofferenze e le deprivazioni di nostri concittadini e sarebbe scandaloso se servissero soltanto a fare bottega, rischiando di lasciare tutto invariato e senza una risposta positiva, senza preparare, proprio adesso, un piano di recupero civile di tanta esclusione all’interno di un percorso cittadino e sociale di promozione umana.

La nostra Camera del Lavoro di Modica e lo SPI di Ragusa ricevono tutti i giorni e raccolgono richieste di interi nuclei familiari che il diffondersi del covid 19 ha letteralmente piegato. Oggi vengono a contatto con manifestazioni di disagio che avrebbero potuto essere evitate se chi, in questa città, ha avuto e ha responsabilità imprenditoriali avesse avuto, non diciamo rispetto, ma anche solo un pizzico di senso civico; probabilmente oggi saremmo in un contesto di tutele diverse e di serenità cittadina diversa.

Stanno prendendo forma drammi inimmaginabili, da cui è coinvolta una percentuale alta di persone che hanno, non per colpa loro, lavorato senza contratto, quindi in nero, lavoratori in tirocinio che di colpo sono stati lasciati a casa e disoccupati, quindi non ricompresi nelle disposizioni delle misure di sostegno al reddito varate dal governo nazionale.

A Modica questa condizione di escluso ed lavorativamente invisibile – continuano – riguarda un mondo che forse non è inferiore a quello di chi risulta formalmente occupato. La pandemia non ha colpito ancor più duramente solo coloro che già erano nell’ambito degli interventi socio-assistenziali, ma anche e soprattutto tantissimi cittadini che tiravano avanti se stessi e le famiglie con lavoretti, lavori part-tme, collaborazioni, ma soprattutto chi dall’oggi a domani, sprovvisto di contratto, è stato letteralmente allontanato appena la crisi si è fatta viva, senza nulla, senza nessun salvagente sociale.

C’è una poi sensibile percentuale di anziani, non solo quelli che vivono nelle case di riposo, ma anche quelli che vivono nelle loro case che sono completamente soli, distanti da affetti e da servizi di sostegno. Ci sono le famiglie con disabili più o meno gravi a cui in questo frangente è venuto meno quel poco d’aiuto che ricevevano.

Siamo al cospetto di una complessa configurazione di bisogni in cui il ruolo dei singoli non potrà portare a niente, mentre l’intervento in una rete ben organizzata di soggetti istituzionali e sociali, dal pubblico al privato, se riusciranno a fare sintesi e a pianificare gli interventi, potranno contribuire forse a un contenimento dei disagi e delle povertà, sia nell’ immediato che nel futuro”.

Camera del Lavoro  di Modica e  SPI di Ragusa forniranno una consulenza, nei limiti previsti dalle vigenti restrizioni, mettendo a disposizione una unita apposita cui rivolgersi per chiedere informazioni e, o ove possibile, aiuto.

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