Padre Salonia scagionato…di Pierpaolo Galota

La notizia è arrivata il 28 febbraio 2020, ripresa da diverse testate locali e nazionali. Si è finalmente risolta la angusta vicenda che ha visto al centro della questione, padre Giovanni Salonia, frate cappuccino e noto psicoterapeuta.

Una storia fatta di veleni e sospetti, di denunce false, dossier menzogneri, calunnie e manipolazioni. Si è trattato di una vera e propria macchina del fango, costruita appositamente, per denigrare e colpire in modo ingiusto la persona di padre Salonia, screditandone la sua autorevolezza sia come frate che come psicoterapeuta.

Ci sono voluti circa due anni per potere mettere fine al caso e trovare una soluzione definitiva. Giovedì scorso, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Roma, Daniela Ceramico D’Auria, ha scagionato fra Giovanni Salonia da ogni accusa, emettendo nei suoi confronti una sentenza di non luogo a procedere, perché l’accusa di abuso sessuale che gli è stata rivolta da una suora non sussiste. Padre Giovanni Salonia è stato difeso e sostenuto dagli avvocati Pierpaolo Dell’Anno Antonio Di Pasquale.

In una nota dell’Arciodiocesi di Palermo, l’Arcivescovo Mons. Loreficie, ha dichiarato: «Nonostante tali infondate accuse, agevolate dalla diffusione di vere e proprie fake news da parte di alcuni organi di stampa, in questi due anni, insieme a Padre Giovanni Salonia, la Chiesa di Palermo, seppur nella dura prova, ha continuato a confidare nella magistratura ordinaria, attendendo nel silenzio e nella preghiera, il sopravvento di “ciò che è scritto nel libro della verità” (Dn 10, 21)».

L’inizio di questa assurda macchina del fango, va fatto risalire proprio al 10 febbraio 2017, in quel giorno Papa Francesco aveva nominato Salonia come Vescovo Ausiliare di Palermo. Il tempo scorre e iniziano le voci. Dopo qualche settimana dalla nomina, in Vaticano venne depositato un dossier contenente accuse contro il frate, si pensa che questo documento sia partito da una diocesi della Sicilia sudorientale, e che arrivò senza problemi tra le mura leonine.

Nel dossier, padre Salonia viene descritto come persona non degna di ricevere la consacrazione episcopale. Visto il documento, viene avviata una indagine suppletiva sul candidato al ministero episcopale, che non da esito negativo, il dossier venne definito come «un emotivo florilegio di pettegolezzi e calunnie».

L’ordinazione non avverrà mai, anzi il 27 febbraio 2017 padre Salonia scrive una lettera di rinuncia al ministero episcopale. «Avevo accettato in spirito di servizio ecclesiale – scrive padre Salonia – questo impegnativo e delicato ufficio, a cui, in modo imprevisto e inaspettato, ero stato chiamato. Tale nomina, mentre in tanti aveva suscitato sentimenti di gioia e di speranza, in qualcun altro ha provocato intensi sentimenti negativi, con attacchi nei miei confronti infondati, calunniosi e inconsistenti, ma che potrebbero diventare oggetto di diverse forme di strumentalizzazione, anche di tipo mediatico. Iniziare un servizio ecclesiale in un tale clima mi avrebbe sottratto energie e serenità nel portare avanti il ministero a cui ero chiamato e, ancor più, avrebbe turbato la serenità e la gioia della comunità ecclesiale». Il dossier, ovviamente, oltre a colpire padre Salonia, mettendolo fuori gioco, colpiva anche il ministero di Mons. Lorefice e veniva utilizzato all’interno delle gerarchie vaticane per attaccare lo stesso Pontefice.

Il passo indietro di padre Giovanni Salonia non è mai stato accettato formalmente dal Papa, che lo ha voluto incontrare, in occasione del suo viaggio a Palermo nel settembre 2018, dimostrando il suo pieno appoggio a fra Giovanni Salonia, come hanno fatto tanti altri amici in suo favore.

L’incontro tra Papa Francesco e fra Giovanni Salonia, nel settembre 2018, ha avuto, pochi giorni dopo, uno spiacevole proseguo. La macchina non ha arrestato la sua corsa, ma ha continuato in tutto quello che si era prefissato: una suora denuncia padre Salonia , di abusi sessuali. La religiosa era sta in cura dal frate, tra il 2009 e il 2013, con cui si erano lasciati in buoni rapporti, come dimostra anche il fatto che la suora aveva più volte sottolineato la professionalità del frate e profonda gratitudine per il percorso fatto insieme. Stranamente, però, dopo cinque anni e sei mesi, dopo un colloquio con un altro psicoterapeuta, presenta una denuncia contro il frate, riducendosi però al termine ultimo.

Riguardo ai fatti si sono fatte le opportune verifiche, e sia il tribunale ecclesiastico, che quello penale non hanno avuto dubbi circa l’innocenza di fra Giovanni Salonia. Con la sentenza del giudice si sancisce l’assoluta mancanza di presupposti dell’azione penale, ritenendo l’azione contro Salonia ingiustificata già in origine.

La vicenda giudiziaria è chiusa e restituisce a padre Giovanni Salonia la piena innocenza e l’autorevolezza sacerdotale e professionale, che da sempre gli è stata riconosciuta.
Permane un dubbio, visto che il Papa non ha mai accettato formalmente la rinuncia di Salonia, lo ordinerà vescovo ausiliare di Palermo?

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