“Confronto” denuncia mal funzionamento di alcuni uffici pubblici

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Continua senza soste l’attività sociale dell’associazione Confronto che, nella sua incisiva e concreta azione, è, sempre di più, un importante e qualificato punto di riferimento per i cittadini che ad essa si rivolgono. Oltre ad occuparsi, con riscontrabile determinazione, delle tematiche di carattere generale che interessano l’intero territorio provinciale, sia sul piano sociale e sotto l’aspetto economico e del suo possibile sviluppo, l’associazione si è occupata da tempo e continua ad occuparsi anche delle questioni che interessano, sempre di più, tanti singoli cittadini spesso vittime del mal funzionamento di alcuni uffici della pubblica amministrazione e delle strutture burocratiche di certi uffici e di alcuni Enti, con conseguenze e ritardi assolutamente inaccettabili. E se da un lato capita, di solito, di trovare nei vari uffici addetti competenti, responsabili, disponibili e, quindi, in grado di affrontare e risolvere i problemi della gente, dall’altro si è costretti ad affrontare interlocutori istituzionali indisponenti perché per nulla all’altezza del compito cui sono preposti. In alcuni casi Confronto, riscontrando l’inadeguatezza e la superficialità di alcune risposte inutili, è intervenuta ed è disposta ad intervenire nei confronti degli organi superiori non solo per ottenere le risposte dovute ai cittadini. ma anche per sollecitare provvedimenti a carico degli autori delle inadempienze ma anche per invocare la riorganizzazione e la riqualificazione di alcuni uffici ai quali chi paga le tasse deve potersi rivolgere con fiducia per avere risposte sicure e soddisfacenti.
Nei giorni scorsi, dopo essersi rivolta alle autorità locali, provinciali e nazionali, per una pratica di pensione di un marittimo, Confronto ha deciso di rivolgersi al Presidente della Repubblica per chiedere un intervento teso a sollecitare una risposta, poi giunta in pochissimo tempo.
“Quando l’interessato si è rivolto a noi – ha dichiarato Giorgio Rizza di Confronto – si è dimostrato sconsolato ed io stentavo quasi a crederlo. Verificata la situazione e preso atto che, a distanza di oltre un anno non si avevano risposte per una pratica che doveva essere istruita in tempi accettabili, abbiamo deciso di intervenire riscontrando altre leggerezze che, alla fine, ci hanno indotto a chiedere e ad ottenere l’interessamento della Presidenza della Repubblica. Una scelta utile non solo per la soluzione del problema ma anche per la dimostrazione che lo Stato c’è, anche se la reputazione delle istituzioni è, in alcuni casi, messa in discussione dal comportamento inqualificabile di impiegatucci strafottenti che magari, dopo aver ricevuto i richiami del caso, ti dicono: ma che bisogno c’era di fare tutto questo!”

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