Ancora vittime sul lavoro. CGIL RG: Bilancio non più sostenibile

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Sono due i morti sul lavoro in un giorno solo nella nostra provincia.
Guglielmo Paolello a Scicli lavoratore al mercato ortofrutticolo e Custantin Paliciuc, bracciante romeno deceduto in contrada Dirillo nell’Ipparino sulla strada di ritorno, vittima di un incidente di un pirata della strada.
Si tratta di due morti che confermano e alimentano la triste e tragica statistica a carattere nazionale; con questi altri due casi sono già più di cinquanta i morti dall’inizio dell’anno.
Una situazione insostenibile nell’epoca attuale dove le norme in vigore e tutta la strumentazione materiale e immateriale disponibili rappresentano strumenti validi se applicati correttamente e puntualmente.
“Non è più possibile continuare a pensare al contesto lavorativo come un campo di guerra dove la mattina chi va al lavoro non sa se ritorna sano o addirittura vivo, afferma Giuseppe Scifo, segretario generale della CGIL di Ragusa.
È assolutamente fuori discussione il fatto che i livelli di sicurezza sul lavoro sono direttamente proporzionali al livello generale di regolarità nei rapporti di lavoro.
Già lo scorso mese di maggio la CGIL ha promosso un tavolo in Prefettura per affrontare il tema della sicurezza sul lavoro a livello territoriale con il coinvolgimento delle Istituzioni preposte.
Assieme al dolore e al cordoglio delle famiglie e di tutti noi c’è bisogno di una seria assunzione di responsabilità da parte di tutti, ognuno per il proprio pezzo di competenza.
Servono i controlli e sopratutto, oggi più che mai, il potenziamento di strutture competenti che operano soprattutto sulla prevenzione, a partire dallo SPreSAL (Il servizio per la prevenzione e la sicurezza negli ambienti di lavoro).
Non possiamo più continuare a contare incidenti e morti, serve agire concretamente anche attraverso strumenti in grado di intervenire sul contesto culturale delle imprese e dei lavoratori.
La CGIL è a disposizione delle famiglie delle vittime per ogni tipo di assistenza e solidarietà concreta”.

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