Altra minaccia per la terra: nuove prove inchiodano il gas distruttore “n2o“.. di Francesco Roccaro

L’uso del N2O ( protossido d’azoto ) in medicina è noto da tempo. E’ usato nelle sale operatorie per via dei suoi effetti euforizzanti , dissociativi e narcotizzanti. Definito come gas esilarante, in realtà dovrebbe far ridere chi lo inala ma da un po’ di tempo adesso inizia a far piangere tutti. La ricercatrice Rona Thompson, strutturata del NILU ( l’Istituto norvegese per la ricerca sull’atmosfera) ha guidato uno studio sull’N2O di cui da tempo si conoscono i temuti effetti come gas serra. Infatti il protossido d’azoto è una delle maggiori sostanze già presenti nella stratosfera co-responsabile della riduzione dell’ozono. L’istituto Norvegese sta studiando ed osservando da tempo che le emissioni dell’ N2O si sono enormemente accresciute negli ultimi vent’anni . Fenomeno strano è che le emissioni e le stratificazioni nell’atmosfera sono aumentante tantissimo dall’anno 2009 in poi , senza alcuna diminuzione negli anni a seguire, anzi con esponenziale aumento. Un ulteriore dato preoccupante è che la crescita è maggiore rispetto a quella ipotizzata dall’ IPCC (Inter-governmental Panel on Climate Change ) l’istituto governativo norvegese che pubblica le statistiche sui cambiamenti climatici. Sappiamo con certezza che lo strato di ozono che difende ogni attività terrestre dalla potenza incontrastata dei raggi ultravioletti, gamma, raggi x ..ed altri, è regolarmente minacciato dalle attività quotidiane della civiltà umana. Di solito media ed internet insieme ad una moltitudine di studiosi, scienziati e tutori dell’ ambiente, diffondono costantemente notizie sulla pericolosità dell’ anidride carbonica (CO2). Oggi sappiamo con certezza che questo gas non è l’unico a tentare di distruggere il nostro primordiale sistema di blocco protettivo ad ogni tipo di radiazione ionizzante nociva emessa dal sole. Altri gas micidiali minacciano lo strato di ozono, fra questi il famigerato gas metano (CH₄) che utilizziamo adesso per alimentare anche le automobili e , new entry adesso il protossido di azoto (N2O). Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Nature Climate Change, che ha centinaia di migliaia di lettori al mondo. Alcuni scienziati sostengono che dei due, il metano sembrerebbe mantenere una certa stabilità temporale, mentre il micidiale N2O, risulterebbe invece in preoccupante accrescimento esponenziale. Il Center for Environmental Science dell’ Università del Maryland (Usa) che collabora alla ricerca della dottoressa Thompson, ha notato che l’accrescimento delle quote del gas N2O a certi livelli atmosferici, sembrerebbe congiunto all’uso sempre più imponente di fertilizzanti su base azotata, usati nella coltura di trifoglio, di varie specialità di erba medica, di leguminose del genere lupinus e di diverse specie di arachidi, oltre ovviamente ( e aggiungeremmo forse principalmente ) a tutti i prodotti ottenuti con la combustione di fossili (carbone e petrolio) e non ultimi anche i nuovi biocarburanti. Il dr. Eric Davidson del gruppo di lavoro della dottoressa Thompson , in conferenza stampa ha spiegato che la più grande disponibilità di azoto e prodotti derivati , nella sempre più agguerrita caccia al benessere dell’uomo , ha consentito di rendere utilizzabili molte più tipologie di cibo per combattere fame e povertà, ma tutto ciò che è stata una corsa al benessere presente oggi, presenta un rovescio della medaglia contenente un grave aspetto negativo: una sempre maggiore liberazione nell’atmosfera di N2O che adesso sta diventando un “problema molto , ma molto serio”. Una comparazione grafica-statistica fra i quinquenni 2000 – 2005 e 2010-2015 ha permesso agli scienziati di affermare che le emissioni di N2O sono aumentate globalmente del 10 per cento ( il doppio rispetto a quanto deliberato dalla Convenzione Quadro scritta dalle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici anni prima). Questo nuovo lavoro pubblicato – sostiene ancora Davidson in conferenza – comprova come gli attuali sforzi per diminuire in ogni modo i gas serra non sono applicati in modo uniforme in tutte le regioni del mondo e dai Paesi che le abitano. L’ Europa e il Nord America, sono riuscite a diminuire lo sviluppo delle emissioni dell’N2O, ponendo un importante contributo al blocco del cambiamento climatico globale e al deperimento dell’ozono stratosferico. Tuttavia regioni come Asia e Sud America, non stanno collaborando in tal senso. Nei paesi di queste regioni infatti l’uso indiscriminato ed incontrollato dei fertilizzanti, insieme all’intensificazione selvaggia della produzione di bestiame d’ogni tipo, aumentano considerevolmente le terribili emissioni di protossido di azoto, portando pian piano ad un disastro climatico irreversibile”. Tutti gli scienziati più coscienziosi ed impegnati al mondo , sono convinti che, come si è già fatto per l’anidride carbonica, diventerebbe possibile anche per l’N2O , potendo operare prematuramente sull’emissione di questo terribile gas serra , per sfuggire i futuri effetti drammatici sul clima in scala mondiale. Per questo motivo è “necessario uno sforzo globale” che non deve elemosinare nessuno sacrificio e nessuna rinuncia da parte dell’uomo.

 

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